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16 Settembre 2026
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Riapre il Duomo di Finale Emilia, sotto il segno del Guercino rinasce nell’abbraccio dei finalesi

A dodici anni dal terremoto che devastò l'Emilia Romagna, il Duomo di Finale Emilia (chiesa dei Santi Filippo e Giacomo) sarà riaperto al culto domenica 26 maggio 2024. Un evento molto atteso non solo per la comunità finalese: rinasce infatti uno dei luoghi-simbolo del sisma 2012. Rinasce sotto il segno del Guercino, perchè proprio qui in Duomo è stata collocata l'opera originariamente posta nella chiesa del seminario, poi messa al sicuro nei giorni del terremoto a Nonantola.(leggi l'articolo)

IL PROGRAMMA


In questi giorni la Parrocchia di Finale Emilia, guidata da don Daniele Bernabei, ha definito il programma della giornata di riapertura. Già alle 16 di domenica 26 maggio le campane suoneranno a festa, grazie al concerto tenuto dall'Unione Campanari Modenesi. La cerimonia di nuova inaugurazione del Duomo prenderà poi il via alle 17 sul sagrato della chiesa con i saluti e gli interventi istituzionali. Monsignor Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena - Nonantola, riaprirà quindi simbolicamente la porta principale per poi presiedere la Messa solenne, accompagnata dalle corali finalesi. Per permettere a quante più persone di assistere all'evento, in piazza Verdi, nei pressi del Duomo, verrà allestito un maxischermo.

Al termine della celebrazione (attorno alle 19.30) nelle vie del centro si terrà un momento conviviale aperto a tutti, grazie alla collaborazione di attività economiche e associazioni di volontariato finalesi. In serata, dalle 21, in Duomo suonerà il Maestro Matteo Bonfiglioli ,organista della Basilica di San Petronio di Bologna, e canteranno i ragazzi el 'Piccolo Coro Sorridi con noi', diretto da Lucia Tassi.

CARTOLINA E ANNULLO FILATELICO

Durante il pomeriggio sarà attivo accanto al Duomo uno sportello distaccato di Poste Italiane: infatti, grazie all'iniziativa del Circolo Filatelico Numismatico Finalese, è stata realizzata una cartolina commemorativa numerata con un'illustrazione di Mario Cavani e verrà messo a disposizione un annullo speciale filatelico. Un ricordo prezioso ed esclusivo di una giornata da incorniciare. 

Per la riapertura del duomo di Finale Emilia un annullo postale speciale

UN TRIDUO DI PREPARAZIONE

Per avvicinarsi alla riapertura del Duomo e viverla con maggiore profondità, la parrocchia propone un trittico di appuntamenti, da giovedì23 a sabato 25 maggio presso la chiesa del Seminario. Giovedì 23 alle 21verrà recitato il Santo Rosario con le sottolineature musicali dell'arpista Elisabeth Milito, venerdì 24 alla stessa ora don Alberto Zironi, parroco di Nonantola, guiderà un incontro di preghiera e di formazione su “I luoghi della celebrazione”. Sabato 25 alle 18 verrà celebrata la tradizionale festa della Beata Vergine Ausiliatrice, con la Santa Messa e la processione accompagnata dalla Banda di Scortichino. Altri eventi si terranno successivamente alla riapertura del Duomo: per esempio, venerdì 7 giugno il concerto “Voci di pace” con la direzione del Maestro Lorenzo Fioratti.

I LAVORI


Il ripristino della chiesa simbolo del terremoto 2012
Finale Emilia saluta la solenne riapertura al culto del Duomo di Finale Emilia (chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo), un luogo-simbolo del terremoto che colpì l’Emilia-Romagna il 20 e 29 maggio 2012. La chiesa fu fortemente danneggiata già dalle prime scosse della notte del 20 maggio: all'alba di quella domenica, l'immagine delle pietre della facciata, crollate sul sagrato e sulla via antistante, fece subito il giro del mondo. Avviati il 25 marzo 2019, i lavori di ripristino con miglioramento sismico del Dumosi concludono proprio in questi giorni, alla vigilia della riapertura in programma domenica 26 maggio. L'importo complessivo delle opere, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna grazie al Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali danneggiati dal sisma, è pari a 6 milioni e 30mila euro. Soggetto attuatore dei lavori l’arcidiocesi di Modena-Nonantola, tramite il suo Ufficio Ricostruzione. Responsabile unico del procedimento l'ingegner Giuseppe Biadarla, direttore dei lavori l'ing. Arch. Micaela Goldoni di Politecnica. Coordinatore della sicurezza l'ing. Alberto Pellicciai. I lavori sono stati eseguiti da un raggruppamento di imprese formato da Lares di Venezia(mandataria), Alchimia laboratorio di restauro di Cavezzo (Modena) e Martini & Martini di Magnacavallo (Mantova). Tutte le opere si sono svolte sotto l'egida della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara


I DANNI 

Gli eventi sismici del 2012 hanno colpito la struttura architettonica del Duomo, l’apparato pittorico decorativo e le opere artistiche interne, quali gli altari e la cantoria lignea. Fra i danni più evidenti, il crollo della porzione sommitale della facciata della retrostante volta in legno e gesso della navata centrale, il crollo delle volte in muratura delle navate laterali, e un esteso stato fessurativi sulla volta dell'abside lungo tutto il fusto del campanile. Fra gli interventi eseguiti, la realizzazione di un'intelaiatura metallica nella cella campanaria e la reticolazione in fibre lungo tutto il fusto che, insieme alla nuova scalai legno e all'inserimento dei nuovi impalcati, riduce la possibilità di espulsione per schiacciamento a compressione del campanile stesso. All'interno dell'abside è stato studiato un intervento che prevede elementi di rinforzo in fibra di vetro sopra le nervature estradossati e un cordolo in acciaio perimetrale. Il progetto di restauro del Duomo si è costantemente confrontato con il tema della “ricostruzione” che in alcuni casi è stata possibile grazie a rilievi geometrici fotografici antecedenti al sisma, mentre in altri casi si è tradotta in una ricerca volta trovare il giusto equilibrio con gli elementi superstiti. Nella ricostruzione della facciata si è voluto lasciare (sia pure mitigata) una traccia dell'evento traumatico: si creato quindi un dialogo fra la muratura esistente e quella nuova che appaiono armonizzate, senza annullarne la differenziazione a distanza ravvicinata. In questo modo, il Duomo conserva sulla facciata un 'segno' di storia e di memoria, che non soltanto fisico ma anche e soprattutto simbolico.

QUALCHE CENNO DI STORIA

La prima chiesa, 'antenata' dell'attuale Duomo, venne edificata già nel XIII secolo, nell’ambito della fondazione del nuovo centro fortificato di Finale. Non si conoscono le caratteristiche di questo primo luogo di culto, ma di certo, fin dalla sua costruzione, si configurò come la chiesa della Comunità finalese, che provvedeva anche agli oneri di officiatura stipendiando un cappellano. La storia conosciuta del Duomo inizia tra la
Fine del '400 e il primo '500, quando l'edificio originario venne ristrutturato, ampliato alzato, con un'aula rettangolare a tre navate, un'abside semicircolare e una copertura capriate. L'interno del Duomo risale ai lavori degli anni 1770-1773, con un disegno in stile barocco, opera dell'architetto ferrarese Angelo Marescotti: in quell’occasione la navata centrale venne coperta con una volta a botte lunettata. L’affacciata risale invece al 1807 e venne realizzata grazie al lascito dell'arciprete Giovanbattista Grillenzoni. Fino al 2002 il Duomo è rimasto di proprietà comunale soltanto allora–con un atto ufficiale–è stato ceduto alla parrocchia.

UNO SCRIGNO D'ARTE

All’interno del Duomo sono custodite opere d'arte di enorme pregio, fra cui il Battesimo di Cristo di Sebastiano Filippi detto il Bastianino, databile intorno al 1580, l’Adorazione dei Maidi Giuseppe Maria Crespi (circa 1730), lo Sposalizio diaria, olio su tela seicentesco di Sigismondo Causa, il Crocifisso ligneo (alto un metro 86 centimetri) di esecuzione quattrocentesca che, secondo la tradizione, sarebbe giunto a Finale trascinato dalle acque in piena del fiume Panaro. Sull'altare maggiore, la tela con issanti Filippo e Giacomo (a cui sono intitolate la parrocchia la chiesa), opera del modenese Giovanni Mussati, risalente al 1772, È stata restaurata anche la venerata immagine della Beata Vergine delle Grazie: la statua della Madonna, in legno a tutto tondo, risale al 1603 e assunse la denominazione nel 1631, dopo l'epidemia di peste che in parte risparmiò il paese. Il ciclo di affreschi della navata centrale è stato realizzato dall'artista finalese Giuseppe Busoli nel 1942-43. Fra i soggetti, l'adorazione dell'Eucarestia, la preghiera di Gesù nell'orto degli ulivi, la crocifissione

Nella fotogallery, le immagini realizzate da Alessandro Fiocchi
 

 

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