L’asilo nido di Renazzo era abusivo e senza autorizzazioni: chiuso
Per avviare un centro educativo privato dedicato all’infanzia è necessario rispettare rigorosamente le normative vigenti e ottenere tutte le autorizzazioni previste dalla legge, fondamentali per garantire la sicurezza e la qualità del servizio offerto ai bambini. Tuttavia, a Renazzo, frazione di Cento, una struttura che si presentava come un vero e proprio asilo nido, seppur con evidenti carenze, ha operato senza tali autorizzazioni. La chiusura è stata stabilita da un'ordinanza del Comune di Cento.
La vicenda ha avuto inizio con una segnalazione ai Nas, il comando dei carabinieri incaricato della tutela della salute, arrivata a metà aprile. La segnalazione indicava che in un’abitazione privata in via Lunga era stato allestito un servizio educativo per la prima infanzia, senza i necessari permessi legali.
In seguito, il 23 aprile, il Comune di Cento ha disposto un intervento di verifica attraverso un sopralluogo congiunto della Polizia locale e dei Servizi scolastici comunali. Dal verbale redatto in quell’occasione è emerso che l’ambiente interno ospitava un asilo nido abusivo. All’interno della struttura erano presenti nove bambini tra 0 e 3 anni, sorvegliati da tre donne che non possedevano le qualifiche di educatrici professionali. Sono state trovate anche schede identificative di alcuni bambini, bozze di domande di iscrizione, materiali con il logo della struttura, e comunicazioni relative alla chiusura estiva, oltre a elementi di arredo come attaccapanni con i nomi e le foto dei bambini, distinti tra “part time” e “full time”. All’interno si trovavano anche un menù settimanale, spazi per le comunicazioni e pubblicità del servizio sui social media.
Un aspetto molto preoccupante emerso dal sopralluogo riguarda la sicurezza: la struttura non era recintata nonostante la presenza di un fosso e di una strada vicina, e gli ambienti interni e i materiali risultavano in cattivo stato di conservazione e disordinati, creando rischi per i bambini. Ulteriore elemento che ha confermato l’irregolarità dell’attività è l’assenza di qualsiasi richiesta di autorizzazione presso il Comune, che dimostra la mancanza dei requisiti previsti dalla legge regionale 19 del 2016 per l’apertura di strutture di questo tipo.
In conseguenza di queste evidenze, le autorità comunali hanno disposto la sospensione delle attività della struttura e hanno avviato le procedure per comminare una sanzione amministrativa, rimandando ulteriori provvedimenti a un atto successivo.
- Incidente a Bomporto durante il temporale, giovedì 23 luglio i funerali di Felice Acquaviva
- Morto dopo lo scontro con la bici guidata da Paolo Belli, venerdì i funerali di Alessandro Magnani
- Fuori strada in moto tra Carpi e Novi, morto dopo 11 giorni in ospedale il 17enne Nicolas Caliendo
- Cena provinciale di Fratelli d'Italia, presenti il capogruppo alla Camera Bignami e l'europarlamentare Cavedagna
- Festival del letame dal 23 al 26 luglio: da tutta Italia a Serramazzoni per scegliere il migliore
- Alluvione del 2020 a Nonantola, Aipo dovrà risarcire con 120mila euro una famiglia
- Bosco Albergati: dal 22 al 26 luglio cinque giorni di incontri, cultura e spettacoli














































































