Trande (AVS): “Il Governo deve cancellare il payback. A rischio un comparto strategico per l’Emilia-Romagna e la salute dei cittadini”
La recente decisione del TAR del Lazio di respingere i ricorsi delle aziende fornitrici di dispositivi medici sul cosiddetto payback sanitario è una notizia molto preoccupante, che conferma l’iniquità di una norma retroattiva, assurda e insostenibile. Il sistema del payback, così com’è stato concepito, scarica sulle imprese – in particolare quelle piccole e medie – il peso delle carenze strutturali del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.
In Emilia-Romagna, questo impatto è ancora più drammatico. Il comparto del biomedicale rappresenta un settore strategico per numero di aziende, addetti e per contributo al PIL. È inaccettabile che una norma ingiusta metta in discussione la tenuta economica, l’occupazione e la capacità innovativa di un settore così cruciale, sia per l’economia sia per la salute pubblica.
Il distretto biomedicale di Mirandola, vero e proprio fiore all’occhiello della manifattura ad alta specializzazione italiana, è tra le realtà più colpite. Se le aziende saranno costrette a ridurre o cessare la propria attività a causa di richieste economiche sproporzionate e retroattive, le conseguenze saranno pesanti, non solo per il territorio e per l'occupazione di qualità ma anche per l’intero servizio sanitario: si rischia di non avere più a disposizione dispositivi fondamentali per la cura delle persone.
È necessario che il Governo assuma la piena responsabilità politica di questa crisi. È chiaro ed evidente che ora la palla è nel campo dell’esecutivo: basta rinvii, basta scaricabarile. Servono risposte concrete e immediate, a partire dall’assunzione dell’onere economico che si sta cercando di imporre alle imprese.
Lo abbiamo già detto chiaramente in Aula il 4 marzo scorso e lo ribadiamo oggi con forza. Le richieste sono precise:
Cancellare la norma del payback sanitario, per farmaci e dispositivi medici; inserire nel bilancio dello Stato le risorse necessarie a coprire l'onere per le imprese del comparto biomedicale, stimato in 3,6 miliardi di euro dalla FIFO per il periodo 2015-2018 e anche per il 2019-2024; incrementare stabilmente il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, con un investimento strutturale di almeno 4-5 miliardi all’anno per i prossimi cinque anni.
Non si può continuare a pretendere che siano le imprese – e indirettamente le cittadine e i cittadini – a pagare le conseguenze di anni di sottofinanziamento della sanità pubblica. Serve una svolta, subito.
Paolo Trande
Consigliere Regionale Emilia-Romagna
Alleanza Verdi e Sinistra
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