Aimag, Russo e Righetti (FdI Mirandola): “C’è chi canta vittoria sulle note di un requiem”
MIRANDOLA - Nota stampa dei consiglieri comunali di Fratelli d'Italia a Mirandola, Russo e Righetti, sul tema Aimag:
"Nessun pudore da parte del Pd, che si intesta in toni trionfalistici il parere della Corte dei conti, confermato anche in regione Lombardia. Quel Pd che con i suoi sindaci nel 2009 ha dato inizio a questo domino infernale cedendo il 25% di Aimag ad Hera. La nostra costante preoccupazione come consiglieri di Fratelli d’Italia in maggioranza, quella che ci ha sempre guidato nelle scelte in consiglio comunale, è stata quella di garantire un futuro ad Aimag ed ai suoi dipendenti. Non scagliarci nella mischia per gridare: abbiamo ragione noi. Siamo sempre stati consapevoli della garanzia offerta dalla revisione della Corte dei conti. Abbiamo invece forti perplessità sull’operato di chi oggi nel Pd con una giravolta stupefacente e paradossale chiede adesso le dimissioni di un cda “pifferaio magico”. Un Cda che esiste solo perché fu imposto dal Comune di Carpi a braccetto con il già segretario provinciale del Pd Solomita e tanti altri sindaci Pd. Un cda che poteva e può essere tranquillamente rimosso in qualsiasi momento.
Lo ha sottoscritto il Tar: è la maggioranza dei soci che detta legge, maggioranza che oggi in Aimag si compone di Hera e Pd anziché dall’alleanza di tutti i sindaci. Un plauso a chi fin da subito ne tentò la rimozione con Mirandola che fu in prima linea per annullare l'attuale Cda depositando addirittura ricorso al Tar. Mentre la sinistra, che lo ha insediato, non ha mai retrocesso di un passo. Ricordiamo che è proprio il Cda di un’azienda che dovrebbe possedere le competenze per creare un percorso che tuteli l’azienda stessa anche dal punto di vista giuridico. Ora con due pareri che hanno bocciato su tutta la linea la soluzione ideata da questo Cda a targa Pd-Hera fa sì che se nel 2023 nutrissimo dubbi sulla legittimità del cda stesso, ora invece abbiamo certezze delle sue incompetenza ed incapacità nella migliore delle ipotesi. Ora i sindaci, Mirandola in testa, dovranno fare tutto ciò che è in loro potere per salvare Aimag aprendo un rinnovato dialogo interno e con tutte le forze in campo interessate a costruire tecnicamente e politicamente un'alternativa a quello che rischia di diventare un Requiem per Aimag".
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