La mia prima volta con Vasco: a 43 anni, sotto il palco di Ferrara – Il racconto
Mentre c’è chi colleziona decine di tappe dello stesso tour e vive nel culto fedele del popolo di Vasco, c’è anche chi, a 43 anni, decide di varcare per la prima volta la soglia di un suo concerto.
Un’età insolita, forse, ma ideale per godersi ogni singola sfumatura con la consapevolezza e la maturità degli “anta”. Vi raccontiamo l’esperienza ravvicinata di un debuttante d’eccezione a Ferrara, Daniele Franda, giornalista carpigiano che ci racconta la sua serata memorabile iniziata sotto il palco tra il boato di tre generazioni e conclusasi, nel traffico del rientro, con una piccola, grande storia di straordinario senso civico.
Perché, come ha urlato il Blasco dal palco, «ce la farete tutti». E forse, partendo dai piccoli gesti, un mondo migliore è davvero possibile.
******************************************
Di Daniele Franda
43 anni è un’età quantomeno insolita per la prima volta di tante cose, incluso vedere dal vivo l’artista simbolo di tante generazioni, compresa la mia. Ma se è vero che c’è un tempo per ogni cosa, forse è stato meglio così: la maturità degli “anta” mi ha permesso di godermi ogni secondo, di apprezzarne anche la minima sfumatura senza essere troppo distratto dalla foga del momento.
Un melting pot generazionale
Arriviamo a Ferrara nel pomeriggio. L’organizzazione è impeccabile: il tempo di mangiare qualcosa e siamo dentro. La trafila è quella classica di qualsiasi concerto, ma ciò che rende unica l’esperienza, proprio come il suo protagonista, è il melting pot di età che mi trovo attorno.
Ci sono famiglie con bambini che non arrivano all’anno di età ( e qui sussulto, ma sarà lamia rigidità mentale), ragazzi di vent’anni che sembrano in trance (nessun giudizio, abbiamo avuto tutti quell'età) e coppie che insieme avranno trascorso l’equivalente degli anni di carriera del Blasco.
Alle 20.45, puntuale come un orologio svizzero, Vasco appare sul palco accolto dal boato di 60mila persone. Brividi assicurati. Quando il concerto inizia, l’area dello spettacolo sembra un’entità unica e astratta dal resto del mondo: sei completamente concentrato e assorbito dall’altalena di emozioni che solo un cantautore come Vasco può concepire.
Canzoni senza tempo
Sono canzoni senza tempo, scritte cinquant’anni fa ma attuali come se fossero state composte oggi. E infatti il cantante di Zocca lo ribadisce apertamente: «Le mie canzoni parlano per me».
Non siamo mica gli americani sarà pure del 1979, ma ti arriva dentro come un pugno nello stomaco.
Poi arrivano le ballad, quelle che per me sono i veri capolavori che tutti dovrebbero conoscere, e lì non puoi fare altro che lasciare scorrere libere le lacrime. Ognuno di noi ha un ricordo, una ferita o un pensiero legato a Sally, Canzone, Stupendo o Albachiara.
Le due ore e mezza di poesia in musica trascorrono velocissime, fino al momento della chiusura in grande stile con i fuochi d’artificio.
La prova del nove: il finale a sorpresa
Il tempo di rientrare mentalmente nel mondo reale e fare i primi passi verso l’uscita, ed ecco che ci imbattiamo in un cellulare smarrito. E adesso che facciamo?
Proviamo a sbloccarlo, ma niente. La tentazione di consegnarlo a qualche steward della sicurezza è forte, ma poi il senso civico e la voglia di aiutare il prossimo prevalgono. Riproviamo con un nuovo PIN, uno di quelli semplici che verrebbero in mente a tutti. Impossibile, pensiamo. E invece no: lo schermo si accende.
Chiamiamo l’ultimo numero nel registro e niente, nessuna risposta. Proviamo con il secondo e dall’altra parte della cornetta (si, sono un boomer) una voce speranzosa si fa avanti. Ci incontriamo nel post-concerto, restituiamo il cellulare alla proprietaria che ci ringrazia con tutto il trasporto possibile, e finalmente ci incamminiamo verso casa con il sorriso ancora più accentuato sulle labbra.
«Ce la farete tutti»
«Il karma ci ripagherà», ci diciamo. E forse aveva ragione proprio Vasco, quando poco prima dal palco aveva urlato: «Ce la farete tutti!».
Perché la speranza e la generosità sono importanti, ieri come oggi, per costruire davvero un mondo migliore.
LEGGI ANCHE
Vasco effetto aspirina: la cura rock che non passa mai
- La mia prima volta con Vasco: a 43 anni, sotto il palco di Ferrara - Il racconto
- Calcio, mercato: Chiossi e Cavani alla Solierese, Grigoli alla Mirandolese, Tafuri all'Athletic Valli, Mantovani e De Meca al Cavezzo, Debbia alla Virtus Camposanto
- Porto Sant’Elpidio, crolla una palazzina: in campo anche la squadra Usar dell’Emilia-Romagna
- L’orizzonte del Grande Nord: il viaggio a pedali di Enrico Monari
- Sorgeaqua, 14 milioni di investimenti PNRR: reti più moderne, smart meter e controllo delle perdite
- Dopo i quarant’anni non è solo questione di occhiali - Intervista ad Alessandro Garau
- Aimag e il clima degli ultimi anni: “Ci siamo sentiti ghostbuster” - IL RETROSCENA











































































