Protesta contro il taglio delle autonomie scolastiche, il sindaco di Bologna Lepore: “Se non ti inginocchi a FdI subisci ritorsioni”
BOLOGNA - "In questo Paese o ti inginocchi a Fratelli d'Italia o subisci delle ritorsioni".
A dirlo è il sindaco di Bologna Matteo Lepore, parlando dal palco della manifestazione organizzata sabato 24 gennaio dai sindacati davanti alla Prefettura contro gli accorpamenti scolastici, a cui hanno partecipato anche il Governatore Michele de Pascale e l'assessora regionale alla Scuola Isabella Conti.
"Noi che non abbiamo la tessera di Fratelli d'Italia vogliamo rispetto e vogliono rispetto le forze dell'ordine che non hanno la tessera di Fratelli d'Italia. Sul trasporto pubblico avremo lo stesso problema. Vedremo quali città non saranno finanziate dal Governo", ha attaccato Lepore, che ha aggiunto: "Se non vogliamo diventare come gli Stati Uniti, che hanno i metal detector in alcune scuole, dobbiamo sostenere il personale scolastico con stipendi adeguati e riflettere sulle esigenze per mettere in sicurezza gli istituti”.
In merito agli episodi di violenza giovanile, secondo Lepore: "I ragazzi girano armati perché hanno paura, e noi dobbiamo essere al loro fianco e non stigmatizzarli dicendogli che sono loro il problema del Paese. La violenza giovanile non la si affronta mettendo i ragazzi in una gabbia".
In una nota Fratelli d'Italia replica: "Le parole del sindaco Lepore sulle immaginarie ritorsioni del tipo “se non ti inginocchi a FdI”, sono frasi tipiche di un bambino viziato, abituato a fare quello che gli pare, avendo lui sì tutti asserviti. Tanto che, in città, appena si alza una voce diversa dal suo pensiero unico, arriva subito il soccorso rosso".
Sul palco anche il Governatore De Pascale che ha detto: “L'Emilia-Romagna difende la scuola pubblica. Sul dimensionamento chiediamo al governo di ripensarci. L'Italia ha bisogno di più scuola, non di ridurre le autonomie, ma il Governo ha deciso di penalizzare l'Emilia-Romagna, con Lombardia e Veneto, perché c'è una sorta di accanimento contro il nord".
Presenti alla mobilitazione anche i sindacati.
"Questo non è un riordino amministrativo ma un taglio che danneggerà lavoratori, studenti e intere comunità - spiegano i sindacati -. Il provvedimento che porterà all’accorpamento di 17 istituti scolastici in Emilia-Romagna è immotivato visto che l'Emilia Romagna ha un numero di alunni superiore alla media nazionale".
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