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30 Luglio 2026
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Nuova sfida per Bottura e Cracco, direzione Vinitaly. Ecco cosa bolle in pentola con la Regione Emilia-Romagna

C’è chi ha imparato a conoscerli attraverso lo schermo e chi ha attraversato il globo per un tavolo alla loro corte. Massimo Bottura e Carlo Cracco non sono semplici chef: sono i rivoluzionari che hanno preso la tradizione italiana, l’hanno smontata e rimontata, trasformandola in un fenomeno pop globale.
​Da una parte il genio visionario della Francescana, l'uomo che ha elevato il tortellino ad opera d’arte; dall'altra il rigore carismatico di Cracco, l’esteta che ha ridefinito il concetto di gusto per milioni di italiani. Due icone che hanno strappato la cucina emiliana dal cliché del "comfort food" per proiettarla nell’iper-spazio dell’avanguardia. ​Oggi, i due pesi massimi del gusto firmano un patto d'acciaio. Non è l'ennesimo show televisivo, ma una missione d’assalto: portare l’Emilia-Romagna sul tetto del mondo al Vinitaly 2026.

​L'evento dell'anno: un Padiglione 1 mai visto

​A Verona, i riflettori saranno tutti per loro. Ma non aspettatevi le solite passerelle: Bottura e Cracco saranno i registi di una narrazione brutale e bellissima che promette di scuotere l’intero settore. L'obiettivo è chiaro: dimostrare che il vino e il cibo di questa terra non sono "merce da scaffale", ma un’esperienza culturale che non accetta compromessi. ​Mentre il resto della fiera si perderà in tecnicismi e chiacchiere di settore, i due "Re" punteranno tutto sull'emozione pura e sull’impatto visivo. Porteranno vitigni come il Lambrusco e il Sangiovese in una dimensione estetica mai esplorata prima, trattandoli come vere e proprie star internazionali. ​Quando due personalità di questo calibro fanno squadra, il messaggio arriva forte e chiaro: l'Emilia-Romagna non va a Verona per partecipare, va per dominare. Allacciate le cinture: la rivoluzione è appena iniziata e il sapore non è mai stato così elettrico.

Di seguito, il comunicato stampa della Regione Emilia-Romagna

"Novanta espositori, +13% rispetto all’edizione 2025, 16 masterclass (quattro per ogni giornata), due format curati dallo chef stellato Carlo Cracco e uno stand tutto rinnovato. La Regione Emilia-Romagna, con Enoteca regionale e Apt servizi, si presenta così alla 58esima edizione di Vinitaly 2026, il Salone internazionale dei vini e dei distillati, che si terrà a Verona dal 12 al 15 aprile. Oggi, a Casa Maria Luigia di Massimo Bottura, nel Modenese, la presentazione ufficiale della collettiva regionale che trasformerà il Padiglione 1 di Veronafiere, storica casa dei vini emiliano-romagnoli, in un grande racconto corale. Un’opportunità, in un momento complesso per il mondo del vino, per promuovere il sistema produttivo e le rappresentanze della filiera unite nel rilancio di un comparto che è identità, cultura e valore economico dell’intero territorio regionale. E un’occasione per rafforzare il posizionamento dei vini regionali sui mercati, affiancando alla promozione il racconto di un ‘ecosistema’ agroalimentare unico, fondato sulle Indicazioni geografiche e sulla Food Valley, forte dei 44 prodotti Dop e Igp sui quali può contare l’Emilia-Romagna a cui si aggiunge l’arrivo del 45esimo, l’Erbazzone Reggiano Igp: una ricchezza che alimenta la cosiddetta Dop economy regionale.

“L’Emilia-Romagna arriva a Vinitaly 2026 con la forza della propria identità e con la responsabilità di un territorio che sa fare squadra, unendo istituzioni, consorzi, produttori e sistema turistico in un’unica narrazione che tiene insieme economia, cultura e comunità - afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale -. La nostra Dop economy vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo, dentro un agroalimentare che ha raggiunto i 37 miliardi di valore e rappresenta la seconda voce dell’export regionale, con circa 10 miliardi di euro. Sono numeri che raccontano non solo la qualità delle nostre produzioni, ma la solidità di un modello fondato su lavoro, coesione e apertura ai mercati internazionali”.

“In questo racconto corale si inserisce anche il contributo di due ambassador d’eccezione come Massimo Bottura e Carlo Cracco, interpreti autorevoli della nostra cultura gastronomica nel mondo e ambasciatori di un territorio che unisce eccellenza e innovazione - prosegue il presidente-. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e trasformazioni nei consumi, scegliamo di supportare la filiera vitivinicola emiliano-romagnola con politiche concrete e investimenti mirati, valorizzandone il ruolo culturale ed economico e promuovendo il consumo responsabile e consapevole, nel pieno riconoscimento di produzioni che rappresentano un patrimonio storico, sociale e identitario della nostra regione”.

“La presenza al Vinitaly della Regione Emilia-Romagna- conclude de Pascale- è una scelta strategica che contribuisce a rafforzare il posizionamento dei nostri vini sui mercati, accompagnare le imprese nell’internazionalizzazione e valorizzare l’integrazione sempre più stretta tra enogastronomia, turismo ed esperienza territoriale; un grande racconto collettivo che sceglie di investire sulla qualità, sull’innovazione e sulla promozione, per consolidare sempre più il ruolo dei vini emiliano-romagnoli sui mercati globali”.

Accanto alla forza economica delle IG, a Vinitaly la Regione ribadirà la centralità della filiera vitivinicola, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, mutamenti nei consumi, aumento dei costi, difficoltà produttive legate al clima e un dibattito pubblico spesso polarizzato sul tema dell’alcol. In questo scenario, l’Emilia-Romagna conferma un approccio basato su responsabilità e promozione: colpire l’abuso e non il consumo moderato, sostenere campagne educative e difendere produzioni che rappresentano tradizione e identità dei territori. Sul fronte degli investimenti, la Regione rafforza il proprio impegno a sostegno della competitività e dell’apertura ai mercati con risorse dedicate alla promozione dei prodotti a indicazione geografica - tra cui anche i vini - nei Paesi extra-Ue, alla valorizzazione delle Dop e Igp e alle attività di promozione nazionale attraverso fiere, manifestazioni e iniziative territoriali.

“Abbiamo acceso le luci sul Vinitaly 2026 con tutti i protagonisti che accompagnano il Padiglione Emilia-Romagna nelle giornate della fiera- sottolineano gli assessori regionali Alessio Mammi(Agricoltura e Agroalimentare) e Roberta Frisoni (Turismo e Commercio)-. Il primo grazie va ai produttori, ai vignaioli, alle cantine e ai consorzi. Il loro lavoro quotidiano è quello che contraddistingue il valore e la qualità del vino in Emilia-Romagna, nelle sue tantissime declinazioni, e poi ai nostri ambassador d’eccezione: Massimo Bottura e Carlo Cracco. Per il 2026 abbiamo messo a disposizione 26 milioni di euro per la valorizzazione della filiera vitivinicola tra investimenti in campo e nelle cantine, riconversione dei vigneti e promozione dei prodotti verso i paesi terzi. L’enogastronomia è oggi sempre più efficace elemento promozionale e motivazione di viaggio per i turisti che ci scelgono. Nella nostra Regione cibo e vino sono una presenza trasversale a tutte le esperienze, per il valore straordinario delle nostre Dop e Igp: dal trekking alla vacanza balneare, visitando la Motor Valley o i tanti siti Unesco, pedalando nelle Valli di Comacchio o dopo la remise en forme alle terme, c’è sempre un piatto e un calice colmo che raccontano ai nostri ospiti il territorio e le persone che lo popolano. Lo avevamo anticipato lo scorso anno e quest’anno lo concretizziamo: a Vinitaly 2026 il turismo sarà a fianco della narrazione del vino emiliano-romagnolo, con una postazione delle tre Destinazioni turistiche regionali che presenteranno ai visitatori del Padiglione 1 le loro proposte vacanza per il 2026”.

Durante le quattro giornate di Vinitaly, ad animare il Padiglione 1 saranno 90 espositori: piccole, medie e grandi aziende che raggiungeranno il polo fieristico per sviluppare nuove occasioni di business con buyer stranieri e operatori italiani. Ad affiancarli anche il Consorzio Parmigiano Reggiano e quattro Consorzi, rappresentanti di alcuni tra i più importanti vini a denominazione della regione: dal Consorzio di Tutela del Lambrusco al Consorzio Vini di Romagna; dal Consorzio di Tutela Vini dei Colli di Parma al Consorzio Emilia-Romagna.

“Ancora una volta l’Emilia-Romagna si presenta unita e promuove un sistema che unisce vino, cibo e promozione del territorio - dichiara il presidente di Enoteca regionale, Davide Frascari -.  In questo momento complesso, è ancora più importante lavorare insieme con tutti i Consorzi di tutela del vino che sono tutti presenti nella compagine di enoteca per promuovere la viticoltura emiliano-romagnola, sempre più attenta alla qualità e alla sostenibilità, grazie al forte impegno di sostegno e promozione dei progetti di filiera da parte della Regione. Il vino emiliano-romagnolo presenta un paniere di proposte davvero interessanti, dalle bolle ai fermi, dai bianchi ai rossi, con un’attenzione sempre più forte verso la tracciabilità delle produzioni che conferiscono ancora più valore al prodotto. Il Vinitaly 2026 è un’occasione straordinaria per far conoscere al meglio le nostre eccellenze presenti nel padiglione Emilia-Romagna e coniugarle con un’idea di territorio attrattivo dal punto di vista turistico ed enogastronomico”.

Accanto al vino, protagonista del padiglione sarà ancora una volta la cucina stellata. Dopo la prestigiosa collaborazione con lo chef Massimo Bottura e il suo ristorante “...al Massimo”, nel 2026 il testimone passerà a Carlo Cracco, presente alla manifestazione con due format ristorativi distinti: il ristorante “Cracco a Vinitaly”, dove racconterà l’Emilia-Romagna attraverso una rivisitazione contemporanea dei suoi piatti simbolo e, accanto, “Piadineria VistaMare”, un omaggio alla piadina romagnola che farà da ponte tra l’alta cucina e la tradizione popolare.

“L’appuntamento del Vinitaly 2026 consegna un messaggio: la grande cucina italiana cresce quando condivide, quando si passa il testimone, quando un territorio diventa il vero protagonista - spiega Carlo Cracco -. Non è un caso che questo accada tra me e lo chef Massimo Bottura nel padiglione dell’Emilia-Romagna, che rappresenta la food valley mondiale. Per me sarà un’esperienza importante, anche perché ho scelto con mia moglie Rosa di condurre un’azienda agricola a Santarcangelo di Romagna: un’attività che tiene insieme territorio, identità rurale, qualità produttiva, anima popolare e nobile. Produrre vino vuol dire entrare nella terra, sporcarsi le mani per veder crescere un prodotto anno dopo anno. È con questo spirito che mi appresto a condurre ‘Cracco a Vinitaly’, il ristorante che racconterà l’Emilia-Romagna attraverso piatti simbolo reinterpretati con la mia cifra contemporanea”.

"Per me Carlo è prima di tutto un amico. Un amico leale, presente, vero. In un tempo in cui amicizia e rispetto sono valori da custodire e difendere, sono felice di affidargli simbolicamente questo spazio - commenta Massimo Bottura -. È un grande Chef, ma soprattutto è un uomo che, insieme a Rosa, ha saputo innamorarsi dell’Emilia-Romagna: una terra fertile di idee, di talenti da valorizzare e di prodotti straordinari. Una terra che continua a generare sogni”.

 

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