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01 Agosto 2026
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Screening per prevenire il tumore del colon retto, in Emilia-Romagna per le persone che aderiscono la mortalità diminuisce del 65% negli uomini e del 54% nelle donne

Perché è importante lo screening del colon retto? Perché consente di individuare la presenza di eventuali polipi e di lesioni pre-tumorali e di rimuoverle nel corso della colonscopia con metodiche mini-invasive, prima che diventino veri e propri tumori maligni. Questo il messaggio forte rilanciato da Ausl Modena nel mese di marzo, il cosiddetto ‘mese blu’ perché dedicato alla prevenzione del tumore del colon retto. Quest’anno l’Ausl sottolinea l’importanza dello screening anche attraverso la voce di un paziente, il signor Luciano, che condivide la sua esperienza nel percorso assistenziale aziendale. Residente in provincia di Modena, 75enne, Luciano ha aderito allo screening eseguendo il test del sangue occulto nelle feci. Risultato positivo, ha eseguito quindi una colonscopia durante la quale è stato evidenziato ed asportato un polipo benigno del colon destro. Nel 2025, è stato richiamato dal centro screening per effettuare una colonscopia di controllo, eseguita a Vignola nel corso della quale è stato riscontrato un nuovo polipo. Il paziente è stato quindi centralizzato presso il reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Carpi (Centro Hub dell’Ausl di Modena per l’Endoscopia operativa complessa) e sottoposto ad un intervento di resezione avanzata.  L’esame istologico ha evidenziato una iniziale trasformazione maligna del polipo (polipo cancerizzato a basso rischio), e ha confermato l’asportazione completa della lesione in maniera oncologicamente curativa, senza dover ricorrere a trattamenti chirurgici o oncologici

“I dati dimostrano che una persona su due, nella popolazione target, non aderisce alla ricerca del sangue occulto nelle feci, nonostante sia un test semplice e gratuito– sottolinea la dottoressa Paola Soriani Coordinatore tecnico scientifico dello screening di secondo livello per il colon retto in provincia di Modena – Questa è una situazione paradossale perché il cancro del colon-retto è l’unico veramente prevenibile. La sviluppo del tumore richiede anni e parte dalla formazione di un polipo. Individuare e asportare nel corso della colonscopia il polipo significa bloccare la sua possibile evoluzione in tumore. La positività al sangue occulto nelle feci può essere il primo segnale della presenza di polipi nell’intestino. L’esperienza raccontata dal paziente dimostra come l’adesione allo screening e l’esecuzione della colonscopia in caso di positività del test abbia reso possibile la diagnosi precoce di un polipo ormai in fase di trasformazione maligna e la sua completa rimozione con un intervento endoscopico, senza necessità di ulteriori trattamenti chirurgici o oncologici più invasivi. Tutto questo all’interno di una rete clinica provinciale con una presa in carico del paziente a 360 gradi”.

Nonostante il tumore del colon retto sia il tumore più diagnosticato nella popolazione italiana e anche il secondo tumore per mortalità, l’adesione allo screening resta ancora bassa rispetto agli altri due screening oncologici. In Emilia-Romagna per le persone che aderiscono la mortalità diminuisce del 65% negli uomini e del 54% nelle donne. Nel 2025 in provincia di Modena l’adesione, da parte della popolazione target (uomini e donne tra 50 e 74 anni) è stata pari al 51,5%, in linea con la media regionale: in termini assoluti, nell’anno 2025 sono stati invitati 107.639 cittadini e cittadine, ad oggi hanno risposto solo 49.428. Nel 2025 nell’ambito del programma provinciale dello screening, che vede la partecipazione delle tre Aziende Sanitarie, sono state eseguite 2652 colonscopie, di cui 1466 in cui sono stati asportati dei polipi e 48 in cui è stato diagnosticato un tumore, spesso in fase iniziale. In Emilia-Romagna lo screening del colon retto è gratuito per donne e uomini da 50 a 74 anni (nel gennaio 2025 la Regione ha infatti esteso il programma di screening da 70 a 74 anni). L’Azienda Usl di Modena invita in modo puntuale le persone che hanno i requisiti, cioè i residenti e domiciliati assistiti nella provincia di Modena e nella fascia di età individuata. E’ a disposizione un numero verde provinciale e unico per tutti e tre i programmi di screening, 800 300 315, che consente di spostare, fissare gli appuntamenti, risalire alla propria storia pregressa di screening personalizzando le richieste. Le richieste posso essere invita anche via email ai seguenti indirizzi;  [email protected] e nel caso specifico dello screening del colon retto a [email protected] per maggiori informazioni sui può accedere alla pagina dedicata www.ausl.mo.it/screening. Il test è semplice e ognuno può farlo a casa propria: consiste nella raccolta di un campione di feci che viene analizzato in laboratorio per rilevare la presenza di sangue.

“A livello aziendale, il 2025 è stato un anno significativo dal punto di vista delle strategie e dei percorsi di accesso e presa in carico degli screening oncologici – sottolinea Lucia Pederzini Responsabile della Gestione organizzativa degli screening oncologici per Ausl Modena -  è stata avviata una revisione delle modalità operative rispetto agli inviti, per conseguire una centralizzazione delle attività di programmazione e pianificazione dei primi livelli, e si è rinforzata la collaborazione con Azienda Policlinico e Ospedale di Sassuolo con particolare riferimento ai percorsi di II livello (colonscopie) per lo screening del colon retto. La direzione sanitaria ha voluto rinforzare l’importanza e la identità del Programma Screening oncologici formalizzando un documento specifico che affianca ai responsabili clinici di percorso anche figure di riferimento organizzativo per favorire l’appropriatezza e la tempestività della presa in carico del cittadino, monitorando i tempi e l’accessibilità e garantendo il confronto tra i professionisti delle aziende sanitarie provinciali. Lo screening del colon retto ne è un esempio: alla dottoressa Paola Soriani che ha il ruolo di coordinamento tecnico scientifico dell’intero percorso si affiancano le colleghe dott.ssa Valentina Boarino (Azienda Ospedaliero Universitaria) e dott.ssa Anna Primerano (Ospedale Sassuolo) che collaborano e assicurano in ottica di integrazione le attività di II livello in continuità con i principi di qualità delle cure e prossimità per il cittadino. Nei casi in cui sia necessaria l’affidamento del paziente ad un centro di III livello per eseguire procedure endoscopiche operative complesse, come nel caso di Luciano, le sedi di riferimento sono l’ospedale di Carpi per l’AUSL e l’ Ospedale di Baggiovara per l’Azienda Ospedaliero Universitaria”.

 Come funziona lo screening

 Lo screening è un vero e proprio percorso che va dall’esecuzione del test di primo livello,  la ricerca del sangue occulto nelle feci, fino agli esami di approfondimento se necessari, ai trattamenti, e ai successivi follow up. E’ un percorso gratuito perché previsto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e viene garantita la continuità assistenziale: la persona viene accompagnata durante tutto il percorso, non viene mai lasciata sola, sono sempre i professionisti che si occupano di fissare gli appuntamenti successivi, se necessari. L’invito a partecipare è rivolto alle persone residenti in provincia di Modena e a quelle domiciliate assistite da un Medico di Medicina Generale in provincia . È sempre l’Ausl a invitare  coloro che di volta in volta rientrano nella fascia di età prevista, tramite lettera d invito che viene recapitate presso il proprio domicilio e una  copia  viene pubblicata anche sul Fascicolo Sanitario Elettronico. La lettera d’invito è corredata di tutto il necessario e di tutte le istruzione sul come raccogliere il campione. La consegna è possibile presso tutti i punti aziendali senza alcuna prenotazione ad accesso diretto, negli orari e giorni indicati nella lettera d’invito; Da Gennaio 2025 l’Ausl di Modena sta estendendo anche alla fascia di età che va dai 70 ai 74 anni, secondo le indicazioni della Regione Emilia-Romagna. L’Ausl sta chiamando i 74enni, i nuovi 70enni e i 71enni fino a comprendere le persone di 72 e 73 anni nei prossimi due anni fino ad arrivare a regime nel 2028. Chi vuole aderire allo screening anticipatamente può comunque contattare l’Ausl di Modena al numero verde o inviare email. Il test è biennale, una volta eseguito, se negativo, viene inviato l’esito al domicilio e sul Fascicolo e si torna a essere chiamati a distanza di due anni. Nel caso di test positivo/dubbio l’utente verrà contattato telefonicamente per eseguire l’esame di approfondimento. Fondamentale è la continuità nel partecipare: non basta partecipare una sola volta per essere protetti. La prevenzione può salvare la vita.

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