Danni grandine, Ravarino chiede lo stato di calamità: documento sottoscritto anche dalle sindache di Bomporto e Nonantola
RAVARINO - In occasione della seduta di giovedì 23 aprile, il Consiglio comunale di Ravarino ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per chiedere la revisione della disciplina europea sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. L’attuale regolamento, il n. 952/2013 consente, infatti, di denominare come “italiane” non solo le merci interamente prodotte nel nostro Paese, ma anche quelle che, benché di altra provenienza, subiscano in Italia una lavorazione “sostanziale ed economicamente giustificata”. Si crea così un’ambiguità che non sempre consente ai consumatori di distinguere tra prodotti locali oppure di importazione. Il tema è sentito soprattutto in ambito agricolo ed agroalimentare: non a caso, tutte le associazioni di categoria del settore sostengono la necessità di modificare la normativa. Con l’Ordine del Giorno presentato dal Capogruppo di Maggioranza, Emanuele Rossi, e sottoscritto anche dai consiglieri di Minoranza, il Consiglio Comunale ha voluto dare sostegno a questa battaglia:
“Siamo nell’ambito della azioni di difesa del Made in Italy - ha spiegato l’assessore all’Agricoltura di Ravarino, Moreno Gesti, intervenendo in Consiglio - e data la presenza, sul nostro territorio, di importarnti impese dell’agroalimentare, dobbiamo sentirci ancor più motivati nel sostenere questa richiesta di modifica della normativa”.
Intanto, la sindaca Maurizia Rebecchi, nella giornata di oggi, martedì 28 aprile, ha formalmente inviato all’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, la richiesta di verificare se esistano le condizioni per chiedere al Governo di riconoscere lo Stato di Calamità.
“I nostri territori - scrive la sindaca - sono prevalentemente agricoli e questa calamità ha messo in ginocchio tutte le nostre colture: gli agricoltori e le associazioni di categoria con cui ci siamo confrontati segnalano perdite del raccolti tra il 70%-80% ed il 100% I danni ai seminativi compromettono la produzione del 2026; i danni alle coltivazioni frutticole, invece, avranno effetti più a lungo termine: molti frutteti sono così malridotti da mettere in discussione anche la produzione dei prossimi anni. Sono in corso trattamenti di emergenza per provare a salvarli da infezioni quasi certe che potrebbero portare all’abbattimento degli stessi. Forse è superfluo ricordare che questa calamità ha colpito un settore, quello agricolo e frutticolo in particolare, che già da anni vive una fase di difficoltà.Per questo, ci rivolgiamo alla Regione Emilia-Romagna e, in particolare, al suo assessorato, affinché verifichi se esistono le condizioni per chiedere al Governo il riconoscimento dello Stato di Calamità e, comunque, interventi straordinari di sostegno alle imprese agricole affinché possano affrontare economicamente e finanziariamente questo anno ed avere risorse per ripiantare e ripristinare le colture e i frutteti che sono stati rovinati.A fronte di un evento così devastante e straordinario per vastità e intensità, e fuori periodo, ci aspetteremmo un intervento altrettanto straordinario per dare speranza alla nostra agricoltura”.
Il documento è stato sottoscritto anche dalle sindache di Bomporto e Nonantola, gli altri due comuni dell’Unione del Sorbara colpiti dalla calamità di lunedì scorso.
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