Ovaio policistico cambia nome, Egoi-Pcos: “Riconosciuto ruolo metabolismo”
(Adnkronos) - La medicina mondiale volta pagina. Con una storica pubblicazione su 'The Lancet', il consenso internazionale ha ufficialmente ridefinito la Polycystic Ovary Syndrome (Pcos) come Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome (Pmos). "Un cambio di nome che sancisce, dopo decenni, la fine di una visione esclusivamente ginecologica a favore di un approccio sistemico", commenta l'Egoi-Pcos (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research and on Pcos) in una nota. Per gli esperti si tratta di "un riconoscimento scientifico senza precedenti". Il gruppo, infatti, sosteneva questa tesi "da oltre 4 anni, avendo proposto per primo il superamento del vecchio termine a favore della definizione di Endocrine Metabolic Syndrome (Ems), ritenuta più idonea" in quanto il termine 'polyendocrine' rischia di frammentare il concetto fisiopatologico della sindrome. "Il riconoscimento della componente metabolica nella nuova nomenclatura internazionale è un passaggio storico - afferma Vittorio Unfer, presidente di Egoi-Pcos - Conferma ciò che sosteniamo da anni: questa non è una semplice condizione ovarica, ma una sindrome endocrino-metabolica sistemica che impatta sull'intero organismo". Mentre il documento internazionale prevede un'implementazione graduale della nuova classificazione nei prossimi 3 anni, per Egoi-Pcos il futuro è già presente. Il gruppo - riferisce la nota - ha infatti già consolidato: una rete di centri all'avanguardia in Italia, con 6 centri specialistici in fase di inaugurazione o già attivi, tra cui il San Camillo di Roma (il primo centro pubblico di riferimento); un'espansione globale, attraverso una rete internazionale che unisce eccellenze in Polonia, Russia, Georgia e Brasile; un approccio multidisciplinare, un modello di cura che non si limita al sintomo locale, ma gestisce la paziente lungo tutto l'arco della vita. La ridefinizione in Pmos non è un semplice esercizio semantico, ma una svolta che impatta diagnosi, terapie e prevenzione, precisano gli esperti. "Il cambio di nome rappresenta il riconoscimento di una nuova identità biologica - sottolinea Unfer - Smettere di chiamarlo 'ovaio policistico' significa finalmente guardare oltre l'ecografia per concentrarsi sulle cause e sulla prevenzione delle complicanze cardiometaboliche future. Oggi la comunità scientifica internazionale si allinea alla visione che Egoi-Pcos promuove da tempo, mettendo al centro la salute globale della donna".
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