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05 Novembre 2026
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“Ricordo e Storia”, dal 5 al 7 giugno a Mirandola torna il “Memoria Festival”: tra gli ospiti Dandini, Littizzetto, Brizzi e Caselli

MIRANDOLA - È tra Ricordo e Storia che si muove l’edizione 2026 del Memoria Festival, in programma a Mirandola da venerdì 5 a domenica 7 giugno. Promosso e organizzato dal Consorzio del Festival della Memoria, in collaborazione con le case editrici di Mondadori Libri, l’undicesima edizione del Festival torna a interrogare il presente attraverso i linguaggi della cultura, mettendo al centro un tema tanto classico quanto urgente: il nostro rapporto con il passato, con ciò che ne sappiamo, con ciò che ne tramandiamo, con ciò che continuiamo a ricordare.

“Nel discorso pubblico tendiamo a usare “storia” e “ricordo” come sinonimi, ma non lo sono. La storia è un lavoro di ricerca, fondato su documenti, prove e interpretazione critica: serve a comprendere come e perché accadono i fatti. Il ricordo, invece, è esperienza personale, testimonianza soggettiva, racconto di ciò che si è vissuto. Non spiega, ma restituisce”, osserva Enrico Selva Coddè, presidente del Comitato scientifico del Festival (composto da Lina Bolzoni, Gian Piero Brunetta, Sandro Cappelletto, Marino Niola e Alberto Oliverio). “Mettere in relazione queste due dimensioni – senza confonderle – significa interrogare davvero il nostro rapporto con il passato e come scegliamo di ricordarlo e di trasmetterlo”.

Ricordo e Storia è infatti il titolo dell’edizione 2026: due modalità diverse e complementari di confronto con ciò che è stato. Da una parte il ricordo, inteso come esperienza vissuta e trasmissione emotiva; dall’altra la storia, intesa come ricerca, analisi e interpretazione fondata su fonti e documenti. In questo spazio si muoverà il programma del Festival chiamando a raccolta voci autorevoli del mondo della letteratura, della filosofia, dell’antropologia, dell’economia, delle scienze, dello sport, della musica, del cinema e dello spettacolo. Decine di appuntamenti tra dialoghi, incontri, laboratori per bambini e momenti di spettacolo distribuiti nelle diverse sedi del centro storico comporranno la ricca proposta del Festival, in quella che si preannuncia essere un’undicesima edizione molto partecipata. All’interno del vasto programma del Festival sarà possibile riscontrare alcune traiettorie tematiche, che non pretendono di esaurire le possibilità di un tema complesso come quello che guida questa undicesima edizione, ma ne restituiscono alcuni percorsi. Quindi ne Le parole della Storia rientreranno gli incontri dedicati alla ricerca e alla ricostruzione del passato; ne Il ricordo che diventa racconto rientrano le forme autobiografiche e narrative della memoria; in Capire per ricordare si metteranno in relazione storia e contemporaneità; ne La narrazione di fatti, vicende e figure protagonista sarà l’esercizio di trasmissione e interpretazione; e infine ne Il futuro del ricordo e della storia si guarderà alle trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale. In quest’ultimo filone si inserisce uno dei focus più attuali dell’edizione 2026, Informazione, linguaggio e creatività al tempo dell’intelligenza artificiale, un ciclo di tre incontri che metteranno a confronto linguaggi, immagini e informazione: Alfio Ferrara (informatico ed esperto di intelligenza artificiale) e Giuseppe Antonelli (linguista e storico della lingua italiana) si confronteranno su come l’intelligenza artificiale stia modificando il rapporto con le parole, la memoria e la creatività letteraria; Valentina Tanni (critica d’arte) e Silvia Camporesi (artista visiva) rifletteranno invece sull’immagine, sullo sguardo e sulle trasformazioni introdotte dalle tecnologie contemporanee. E sul terreno dell’informazione, Donatella Della Ratta (studiosa di media e comunicazione) ed Eugenio Cau (giornalista) porteranno al Festival una discussione sui linguaggi della propaganda, delle fake news e dei meme in un tempo che sembra consumare sempre più rapidamente il proprio rapporto con il passato.

Questo sguardo sul presente e sul futuro si inserisce in un programma multidisciplinare che mette in dialogo memoria storica e interpretazione contemporanea. All’interno di questa architettura tematica troveranno spazio voci diverse, cifra stilistica del Festival: dal Senior Vice President Cultura di Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli Antonio Calabrò e l’economista della cultura Guido Guerzoni, che rifletteranno sull'avvenire della memoria, a uno tra i più autorevoli studiosi della formazione dell’identità italiana, Mario Isnenghi, il cui intervento si inserisce nel percorso Le parole della Storia. In questo stesso orizzonte si colloca anche il filone dedicato al pensiero umanistico e rinascimentale con lo storico Michele Lodone e lo studioso del Rinascimento europeo Stéphane Toussaint che accompagneranno il pubblico in una riflessione su Marsilio Ficino, sull’amore, sulla bellezza e sulla centralità dell’essere umano nella tradizione umanistica. Ancora Michele Lodone, stavolta in compagnia degli storici Guido Dall'Olio e Matteo Duni, compirà un viaggio a ritroso fino ai tempi della caccia alle streghe a Mirandola, pratica difesa e sostenuta da Giovan Francesco Pico. Suo zio Giovanni Pico era invece attratto dal fascino della Cabala, come racconteranno gli studiosi Saverio Campanini e Raphael Ebgi. A due grandi maestri della filosofia rinascimentale come Eugenio Garin ed Ernst Cassirer, interpreti di Giovanni Pico, dedicano poi la loro riflessione Franco Bacchelli, Marco Bertozzi e Salvatore Carannante, mentre gli storici Andrea Gamberini e Matteo Al Kalak si concentrano sulla figura storica e religiosa di San Francesco, in occasione delle celebrazioni degli ottocento anni dalla sua morte. E accanto agli accademici esistono anche gli “storici da bar”, come Guido Damini, che affronta con piglio una cavalcata nell’avventura dell’umanità in cento brevi cenni, e i narratori come Roberto Mercadini, che entra nel cuore della rivoluzione galileiana e del suo artefice, Galileo, in un appassionante viaggio teatrale. Il percorso Il ricordo che diventa racconto accoglierà invece le forme della memoria autobiografica e narrativa. Qui si inseriscono la presenza di Duccio Demetrio, da anni punto di riferimento negli studi sulla scrittura di sé e sulle memorie individuali e collettive, quella dello scrittore Enrico Brizzi, che ha raccolto gli insegnamenti dei moltissimi viaggi a piedi affrontati, in un vero inno alla bellezza del muoversi a passo d’uomo, e quella del campione di basket Achille Polonara e del suo racconto di una rinascita lenta e faticosa dopo la malattia. In questo stesso ambito si colloca la riflessione di Matteo B. Bianchi, pronto a svelare i segreti della scrittura di sé e gli strumenti per trasformare l'esperienza personale nel romanzo che abbiamo dentro, e di Paola Zannoner, scrittrice per ragazzi, che riporterà al presente la forza delle fiabe come forme originarie di trasmissione della memoria, così come l’incontro con Caterina Caselli, icona della musica italiana e produttrice discografica, che attraverserà insieme allo storico della musica Sandro Cappelletto sessant’anni di musica italiana come esperienza insieme personale e collettiva. Un ricordo che ognuno di noi coltiva nella propria memoria e che attraversa le generazioni è quello legato all’universo Panini, raccontato nella serie televisiva La famiglia Panini, di cui il critico e storico del cinema Gian Piero Brunetta, la produttrice Francesca Cima e la regista Letizia Lamartire ripercorrono la storia, in compagnia di Laura e Antonio Panini, nipoti della protagonista del racconto, Olga Cuoghi Panini.

Al filone Capire per ricordare, che mette in relazione il passato con le domande del presente, contribuiscono voci e prospettive diverse: l’attore Marco Paolini, con il suo teatro di narrazione civile, in dialogo con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta; l’astrofisica Patrizia Caraveo, con uno sguardo scientifico sul tempo e sulla memoria dell’universo; e la neuroscienziata Costanza Papagno, che affronterà insieme ad Alberto Oliverio il tema dell’affievolirsi della memoria dal punto di vista cognitivo. A questo stesso orizzonte si collega anche la riflessione sul linguaggio e sulla comunicazione proposta dall’esperto di comunicazione e linguaggio Patrick Facciolo e l’appello della giornalista e saggista Nicoletta Polla-Mattiot a riabilitare il silenzio come risorsa vitale. In questa prospettiva si inseriscono anche figure come Gianni Riotta, giornalista e analista, e Veronica De Romanis, economista, che affrontano le tensioni del presente tra politica, economia e società, insieme a Lorenzo Bini Smaghi, già membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, con una riflessione sull’Europa, ad Azzurra Rinaldi, che indaga i rapporti tra economia, potere e genere, e a Daniele Manca e Gianmario Verona, rispettivamente vicedirettore del “Corriere della Sera” e Presidente della Fondazione Human Technopole, che indicano la strada per sopravvivere e vincere nell’era della superinnovazione. A fare il punto invece sul panorama odierno dei conflitti, promuovendo una comprensione approfondita delle dinamiche belliche e geopolitiche, sono il giornalista di guerra Fausto Biloslavo e il giornalista e direttore di “Analisi Difesa” Gianandrea Gaiani. Il percorso La narrazione di fatti, vicende e figure attraversa invece i linguaggi del racconto e della rappresentazione. In questo ambito si colloca il cinema con la sua capacità di trasformare la memoria in narrazione, grazie alla maestria di professionisti come Giancarlo Basili, che con le sue scenografie dà forma visiva all’immaginario. Il teatro trova una declinazione sia nel racconto civile di Paolini sia nel lavoro del drammaturgo Paolo Puppa che, in dialogo con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta e attraverso una sua interpretazione dei monologhi di Filottete e del Figlio dai Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, metterà in luce il potere del palcoscenico e della finzione di scavare nelle pieghe della memoria. A questo stesso filone si lega anche la dimensione della poesia e dello stupore, con la storica della letteratura italiana Lina Bolzoni e la teologa e studiosa di letteratura Teresa Bartolomei, in un incontro che intreccia parola, immagine e interiorità impreziosito dalle letture dell’attrice Marinella Manicardi. Il percorso tra memoria e finzione si arricchisce delle prospettive della traduttrice e content creator Francesca Crescentini, al suo esordio letterario, che guida il pubblico in un’appassionata riscoperta de Il conte di Montecristo, e del libraio antiquario e scrittore Luca Cena, che racconta come la storia editoriale di alcuni libri sia un intreccio di colpi di scena degno del più avvincente dei romanzi.

Parallelamente si inseriscono voci che ampliano ulteriormente lo sguardo, da quelle degli scrittori Giacomo Papi e Helena Janeczek, che illustrano le sfide della conservazione del sapere nell'era digitale in collaborazione con Fondazione Mondadori, a quelle di tanti altri scrittrici e scrittori che porteranno a Mirandola il loro pensiero, come Walter Siti, che scandaglia le fragilità della Generazione Z e Giovanni Grasso, che delinea l’incontro tra il sacro e le ambizioni della politica. Il racconto del femminile e dell’identità vedrà protagoniste Serena Dandini, in un incontro sulle donne che hanno fatto la Repubblica, e Luciana Littizzetto, che inaugurerà il tempo delle queenager, un po’ queen e un po’ teenager. A queste riflessioni si aggiunge la memoria multiculturale di Serra Yilmaz, volto iconico del cinema di Özpetek, che porta con sé geografie e culture diverse e l’intenso ricordo del figlio Cesare di Valentina Mastroianni, che ha scelto di preservare attraverso il racconto la memoria del tempo trascorso insieme. Sul piano del comportamento e della mente, la specialista in business etiquette e galateo cross-culturale Elisa Motterle approfondirà le buone maniere come fondamento delle relazioni umane e il giornalista e saggista Guido Zaccarelli ricorderà la necessità della cooperazione, mentre la grecista Giulia Sissa e il neuroscienziato Alberto Oliverio affrontano rispettivamente il tema della celebrazione delle donne nella storia della filosofia occidentale e quello delle false memorie, restituendo la complessità dei processi attraverso cui costruiamo il ricordo. E sempre rispetto ai nostri processi mentali, il magistrato Stefano Vitelli, giudice che assolse Alberto Stasi in primo grado nel processo per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, ricorda come il dubbio metodico debba essere la bussola insostituibile per chi giudica. Ricordo e storia sono anche quelli dei sapori che si tramandano da generazioni e delle cui radici ci guidano alla scoperta la giornalista, studiosa e cultrice della storia della gastronomia Dora Iannuzzi e gli antropologi Elisabetta Moro e Marino Niola, mentre Giulia Latini, sommelier e content creator, racconta la sua carta dei vini emotiva, personale e imperfetta. Non dimentichiamo poi che oltre al gusto anche la vista è un potente catalizzatore di ricordi: lo sanno bene Roberta Tagliavini, “la mercante di Brera”, pioniera del modernariato in Italia, e Iaia Forte, voce e volto iconico della napoletanità contemporanea che, insieme all’antropologo Marino Niola si addentrerà nell’unicità della città di Napoli. Oltre agli incontri, il Festival proporrà anche momenti di spettacolo che intrecciano musica e parola. Sabato 6 giugno è la volta di  Mozart e il fuoco della libertà, con Marco Rizzi al violino, Simone Soldati al pianoforte e Sandro Cappelletto voce recitante: un racconto in musica che attraversa l’opera mozartiana restituendone la tensione etica e civile, tra libertà, immaginazione e memoria, mentre la serata del 4 giugno ospiterà lo spettacolo di musica, racconti e poesia Lucio c'è! di Marcello Balestra, storico collaboratore di Lucio Dalla, con Tonino Scala (pianoforte e voce), Paolo Lucchese (chitarre), Arduino Panaro (basso) e Attanasio Mazzone (batteria).

Il fascino degli strumenti sarà al centro del dialogo tra il violinista Giovanni Andrea Zanon e il critico musicale Sandro Cappelletto, un viaggio tra le infinite sfumature e vibrazioni del violino. Infine, il racconto della musica si sposterà dietro le quinte, esplorando le rivoluzioni tecnologiche e creative degli ultimi cinquant'anni con figure d'eccezione come Maurizio Biancani, storico sound engineer e produttore musicale, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna in dialogo con Maurizio Solieri, leggendario chitarrista di Vasco Rossi, e un instancabile sperimentatore come il musicista, compositore e scrittore, tastierista e co-fondatore dei Subsonica Davide Boosta Dileo. Il Festival anche quest’anno dimostra il forte legame con il territorio che lo ospita, intrecciando la sua identità con quella locale attraverso molteplici momenti di condivisione. Uno di questi sarà un percorso emozionale dove le melodie si intrecciano ai ricordi, grazie alla collaborazione con la Comunità amica della demenza di Mirandola e con la Fondazione Scuola di Musica “C. e G. Andreoli”, cui si aggiunge l’incontro tra due assolute eccellenze del nostro Paese, come l’Aceto Balsamico che nasce dalle terre modenesi e la straordinaria bellezza delle arie dell’opera lirica, in un evento realizzato in collaborazione con Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena che vedrà come protagonisti i relatori Enrico Corsini (Presidente Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena) e Michele Montanari (Consigliere Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena) con i contributi musicali di Costanza Gallo (soprano), Federico Borghi (tenore) ed Elisa Montipò (pianoforte) tratti dalle arie delle opere di Verdi, Puccini e Donizetti. Anche quest’anno non mancherà un approfondimento sul territorio, grazie al contributo dell’archeologo Marco Bruni e all’appassionante scoperta della città di Mirandola condotta da Nicola Galavotti. Il legame con la comunità si tradurrà anche in laboratorio creativo grazie all’Associazione Manigolde, che inviterà i partecipanti a costruire arazzi su telai recuperati da quadri, intrecciando trama ed ordito con fili, lane e stoffe di recupero. Sul fronte del sociale, Francesca Rescigno, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico, e Mariagiulia Sandonà, docente e tutor per il rinnovamento della didattica della storia, ripercorreranno le tappe fondamentali della cittadinanza politica femminile, in un incontro in collaborazione con Associazione Donne in Centro, Istituto Storico di Modena e Centro documentazione donna Modena.

Come sempre, particolare attenzione è dedicata alle nuove generazioni, con uno spazio continuativo di letture e laboratori per bambini e ragazzi che accompagna tutte le giornate del Festival e restituisce in forma concreta l’idea di memoria come trasmissione. Animatori di questo programma dedicato ai nuovi lettori la scrittrice Nicoletta Verna, al suo esordio nella narrativa per ragazze e ragazzi, il professore e poeta da milioni di visualizzazioni Giulio Zambon, che con il suo primo libro attraversa i secoli alla scoperta delle parole più vive della poesia italiana, la scrittrice Cristina Marconi con le avventure di una principessa decisamente fuori dal comune, l’assessore alla Cultura della città di Milano Tommaso Sacchi con la sua proposta di itinerario alla scoperta di alcune meraviglie d’Italia, e gli autori Filippo Taddia, grazie a cui stare in classe non è mai stato così divertente, Sara Loffredi, che rivendica il nostro non essere tutti uguali, Giovanni Colaneri, che accompagna i più piccoli alla ricerca della loro storia, e Daniela Berti, che propone un laboratorio che è insieme esplorazione poetica, caccia agli indizi e trasformazione del gesto in narrazione. A bambini e ragazzi sono anche rivolti giochi interattivi, giochi di gruppo e quiz a tema, in collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Di seguito il comunicato stampa integrale del Comune di Mirandola:

"Tra ricordo e storia si sviluppa l’edizione 2026 del Memoria Festival, in programma a Mirandola da venerdì 5 a domenica 7 giugno. Promosso dal Consorzio del Festival della Memoria in collaborazione con Mondadori Libri, l’undicesima edizione propone una riflessione ampia e multidisciplinare sul rapporto tra memoria individuale e ricostruzione storica, mettendo in dialogo esperienze personali e analisi critica. Protagonisti del Festival saranno numerosi ospiti di rilievo nazionale e internazionale. Tra gli studiosi e intellettuali spiccano Mario Isnenghi, Antonio Calabrò e Guido Guerzoni, insieme agli storici Michele Lodone, Stéphane Toussaint, Guido Dall’Olio e Matteo Duni, fino agli approfondimenti su Giovanni Pico e il pensiero rinascimentale con Saverio Campanini e Raphael Ebgi. Sul fronte storico-religioso interverranno Andrea Gamberini e Matteo Al Kalak. Grande spazio al dialogo tra discipline: dalla narrazione civile di Marco Paolini al contributo scientifico dell’astrofisica Patrizia Caraveo e della neuroscienziata Costanza Papagno, affiancata da Alberto Oliverio. I temi dell’attualità saranno affrontati da Gianni Riotta, Veronica De Romanis, Lorenzo Bini Smaghi e Azzurra Rinaldi, mentre lo scenario geopolitico sarà analizzato da Fausto Biloslavo e Gianandrea Gaiani. Il Festival accoglierà inoltre importanti voci della cultura e dello spettacolo: Caterina Caselli ripercorrerà la storia della musica italiana insieme a Sandro Cappelletto; Serena Dandini e Luciana Littizzetto offriranno uno sguardo originale sul ruolo delle donne nella società contemporanea; Serra Yilmaz porterà la sua esperienza tra culture diverse. Tra gli scrittori presenti Walter Siti, Helena Janeczek, Giacomo Papi, Enrico Brizzi e Giovanni Grasso, insieme a Matteo B. Bianchi e Paola Zannoner, che esploreranno il rapporto tra memoria e narrazione. Ampio spazio anche alle testimonianze personali, come quella del cestista Achille Polonara, e alla riflessione sulla memoria individuale con Duccio Demetrio e Valentina Mastroianni. Il racconto culturale si arricchisce con Roberto Mercadini, Francesca Crescentini e Luca Cena.

Uno dei focus centrali sarà dedicato all’intelligenza artificiale e ai nuovi linguaggi: Alfio Ferrara e Giuseppe Antonelli analizzeranno l’impatto dell’IA su parole e creatività, Valentina Tanni e Silvia Camporesi rifletteranno sull’immagine contemporanea, mentre Donatella Della Ratta ed Eugenio Cau affronteranno il tema dell’informazione tra propaganda, fake news e nuovi media. Il programma sarà arricchito da spettacoli e momenti musicali di alto profilo, con protagonisti Marco Rizzi, Simone Soldati e Sandro Cappelletto, oltre all’omaggio a Lucio Dalla con Marcello Balestra. Tra gli ospiti musicali anche Giovanni Andrea Zanon, Maurizio Biancani, Maurizio Solieri e Davide “Boosta” Dileo. Non mancherà il legame con il territorio, con iniziative dedicate alla tradizione e alla gastronomia, tra cui incontri sull’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, oltre a percorsi culturali sulla città. Ampio spazio sarà riservato anche a bambini e ragazzi, con laboratori e attività guidate da autori come Nicoletta Verna, Giulio Zambon, Filippo Taddia e Sara Loffredi.

Letizia Budri, sindaca di Mirandola: "A rendere l'undicesima edizione del Memoria Festival ancor più importante sarà la completa riapertura del Municipio storico, edificio simbolo della collettività, che tornerà finalmente ad essere il cuore pulsante della Piazza e della vita cittadina, ospitando conferenze e offrendo la possibilità di visite agli spazi interni. La restituzione di questo edificio va ben oltre il semplice ripristino di una funzione amministrativa: è la riaffermazione di una comunità che non ha mai smesso di guardare avanti. Nel medesimo solco si inserisce la precedente riapertura del Polo Culturale Il Pico, oggi diventato un punto di riferimento imprescindibile per la vita culturale, formativa, giovanile e sociale dell'intero territorio. L'obiettivo dell’Amministrazione comunale resta quello di restituire progressivamente alla comunità tutti i luoghi storici, istituzionali e culturali resi inagibili dal sisma del 2012. Un percorso lungo e impegnativo, che testimonia la capacità di Mirandola di rialzarsi senza rinunciare alla propria storia, e che trova nel Festival una cornice ideale per riappropriarsi progressivamente dei propri luoghi simbolo".

Mariapaola Bergomi, presidente del Consorzio per il Memoria Festival: «Il Memoria Festival si conferma un appuntamento di grande valore culturale per il nostro territorio, capace di coniugare approfondimento, partecipazione e qualità dei contenuti. La crescita costante del Festival e l’interesse che continua a generare sono la dimostrazione concreta di quanto sia forte il bisogno di momenti di riflessione condivisa e di confronto qualificato. In questo percorso, è particolarmente significativo poter contare sulla presenza e sulla collaborazione di Mondadori, realtà editoriale di primo piano a livello nazionale, che contribuisce a rafforzare ulteriormente il profilo e la qualità della proposta culturale. Si tratta di un valore aggiunto importante, che testimonia la credibilità e l’attrattività che il Festival ha saputo costruire nel tempo.Come Consorzio, continuiamo a sostenere con convinzione un progetto che non solo valorizza Mirandola, ma la proietta in un circuito culturale di rilievo nazionale, capace di generare opportunità, visibilità e crescita per l’intero territorio».

Giampaolo Ziroldi, direttore Memoria Festival: «Il Memoria Festival nasce con l’obiettivo di offrire strumenti per comprendere il presente attraverso il confronto tra idee, linguaggi e discipline diverse. Anche in questa edizione abbiamo costruito un programma capace di coinvolgere pubblici differenti, mantenendo alta l’attenzione sulla qualità e sull’attualità dei temi proposti. Il Festival è prima di tutto uno spazio aperto di dialogo, in cui la memoria diventa chiave di lettura per interpretare il nostro tempo».

 

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Oliver Stone fuori dal palco: sette minuti nella saletta con Rai, Sky e SulPanaro
Il caso
Oliver Stone fuori dal palco: sette minuti nella saletta con Rai, Sky e SulPanaro
Dopo la conferenza stampa ufficiale, il regista si è fermato con pochi giornalisti per un confronto più diretto. Niente palco e niente cerimoniale: domande, risposte e un telefonino acceso per non perdere nemmeno una parola del Maestro
Thunder Town, nove mesi di lavoro per 45 minuti di spettacolo: il paese costruito dietro Mad Max
Il caso
Thunder Town, nove mesi di lavoro per 45 minuti di spettacolo: il paese costruito dietro Mad Max
Thunder Town usa cinema, fotografia e spettacolo per parlare di scarsità delle risorse, aumento delle temperature e conseguenze sociali dei cambiamenti climatici. Il messaggio agli spettatori: “Fai la scelta giusta”

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