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05 Novembre 2026
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Caos medici a Finale Emilia: il dottor Frassoldati va in pensione, pazienti trasferiti d’ufficio a Massa Finalese. Scatta la protesta

FINALE EMILIA - Una comunicazione sul Fascicolo Sanitario Elettronico ha acceso la miccia della protesta a Finale Emilia. Dal prossimo 1° luglio 2026 il medico di medicina generale, il dottor Gabriele Frassoldati, cesserà la propria attività per il raggiungimento dell'età pensionabile. Una notizia che di per sé rientra nella normale amministrazione, se non fosse per le modalità di sostituzione decise dall'Azienda Sanitaria, che hanno immediatamente scatenato la rabbia dei residenti.

Agli assistiti del medico, circa 1.800 cittadini, è stato infatti **assegnato d'ufficio un nuovo medico con ambulatorio a Massa Finalese**.

Il nodo dei trasporti: una distanza insostenibile per i più deboli

La decisione ha sollevato unanime preoccupazione, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione. Sebbene Massa Finalese sia una frazione che fa interamente parte dello stesso territorio comunale, la distanza fisica tra i due centri è di circa 5 chilometri.

Una tratta apparentemente breve, ma che di fatto richiede necessariamente l'utilizzo dell'automobile per poter essere coperta.

Spostare la sede di riferimento per le visite e le ricette significa, nei fatti, imporre una trasferta complessa a centinaia di persone, molte delle quali anziane, affette da patologie croniche o prive di una macchina o di una patente in corso di validità.

 "E tutti i pazienti che non hanno la possibilità di potersi muovere autonomamente come fanno a recarsi dal medico che gli è stato assegnato?"

È questa la domanda che circola con insistenza tra le famiglie coinvolte. La mancanza di collegamenti rapidi o l'impossibilità di affidarsi continuamente a parenti e caregiver rischia di trasformare il diritto alla salute in un percorso a ostacoli per chiunque non possa mettersi alla guida.

Il contesto: il deserto dei medici di base e il primato negativo di Modena

Il caso di Finale Emilia non è un fulmine a ciel sereno, ma lo specchio di una crisi strutturale che sta colpendo duramente la medicina di prossimità, in particolare nelle aree periferiche e nei piccoli comuni. I bandi per coprire le zone carenti vanno sempre più spesso deserti e la tendenza all'accentramento degli ambulatori sta progressivamente svuotando le frazioni e i centri minori.

I dati più recenti a livello nazionale fotografano una situazione d'emergenza, con una carenza che secondo la Fondazione GIMBE supera i 5.700 medici di medicina generale in tutta Italia, portando il carico medio a oltre 1.383 assistiti per ogni professionista. L'Emilia-Romagna non fa eccezione, registrando più di 1.400 incarichi vacanti complessivi.

All'interno di questo quadro regionale, la provincia di Modena si attesta purtroppo come la maglia nera assoluta, guidando la classifica delle aree più scoperte con ben 290 posti rimasti vuoti nell'ultima rilevazione di aprile, staccando nettamente altre realtà in forte sofferenza come Reggio Emilia, ferma a quota 207, e Bologna con 164. I sindacati e le associazioni di categoria denunciano da tempo che il mancato ricambio generazionale, la scarsa attrattività della professione nelle zone distanti dai grandi hub e una programmazione inadeguata delle borse di studio stanno creando vere e proprie "zone d'ombra" assistenziali nei territori più periferici.

 L'appello: "Uniamoci contro questa decisione"

Di fronte a quella che viene definita come una *"scelta insulsa da parte degli uffici dell'Azienda Sanitaria"*, tra i pazienti sta già nascendo un movimento di coordinamento spontaneo.

L'appello lanciato sui social in queste ore è chiaro: unire le forze di tutti i 1.800 assistiti del dottor Frassoldati per fare massa critica e avviare azioni di protesta formali. L'obiettivo è chiedere un passo indietro all'AUSL o, quantomeno, l'individuazione di una soluzione alternativa che garantisca la presenza di un medico nel capoluogo, evitando il trasferimento coatto dell'utenza nella frazione.

La mobilitazione è solo all'inizio, ma la richiesta del territorio è già netta: la continuità assistenziale non può prescindere dalla vicinanza territoriale e dalle reali necessità quotidiane dei cittadini.

Intanto il vicesindaco Michele Gulinelli ha preso un impegno:

Ho ricevuto numerose chiamate e segnalazioni riguardanti la sostituzione del Dr. Frassoldati a seguito del suo pensionamento.
Dalle prime informazioni ricevute, il nuovo medico avrebbe dovuto svolgere la propria attività esclusivamente presso l’ambulatorio di Massa Finalese. Comprendendo pienamente il disagio che ciò avrebbe comportato per molti cittadini, in particolare per le persone anziane e più fragili, mi sono immediatamente attivato confrontandomi con i vertici dell’AUSL.
Posso comunicare che il nuovo medico di medicina generale avrà un ambulatorio anche a Finale Emilia, oltre a quello di Massa Finalese.
Gli orari e le giornate di presenza saranno comunicati a breve dall’Azienda USL di Modena.
Continuerò a seguire la situazione affinché sia garantito un servizio il più possibile vicino alle esigenze dei cittadini.

 

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