Concordia, 600 mila euro raccolti in beneficenza: il Pork Factor racconta la forza solidale di una comunità
CONCORDIA SULLA SECCHIA – Non solo griglie accese, musica, squadre e migliaia di persone al centro sportivo. Dietro al Pork Factor c’è una storia di solidarietà che, negli anni, ha assunto dimensioni importanti: dal post terremoto a oggi, la comunità concordiese, attraverso le sue associazioni, ha raccolto circa 600 mila euro da destinare a progetti benefici.
Una cifra definita durante la presentazione dell’edizione 2026 come una “stima a ribasso” e non aggiornata, ma sufficiente a dare il peso del lavoro portato avanti da un territorio che ha fatto dell’associazionismo una delle proprie forze. Il Pork Factor, organizzato dai Fiol d’la Schifosa, è una parte importante di questo percorso: una festa nata dall’amicizia e dalla voglia di stare insieme, cresciuta fino a diventare un motore di beneficenza.
Quest’anno i fondi raccolti saranno destinati a tre realtà: il Policlinico di Modena, la scuola dell’infanzia Muratori e La Bella Sfilza. Tre destinatari diversi, ma uniti da un filo comune: migliorare la vita delle persone, sostenere chi cura, chi educa e chi costruisce percorsi di inclusione.
Il progetto più rilevante riguarda il Policlinico di Modena, in particolare l’area oncologica ed ematologica. Con il contributo del Pork Factor sarà acquistato un apparecchio descritto durante la presentazione come un “checker”, uno strumento di dimensioni contenute ma di grande utilità per il lavoro clinico. Serve, è stato spiegato, durante i prelievi, per verificare alcune caratteristiche del sangue e dare una controprova agli esami eseguiti.
Il macchinario sarà particolarmente importante per l’ematologia, dove molte informazioni arrivano proprio dagli esami del sangue. Potrà aiutare a capire, in casi specifici e anche rari, se i globuli rossi si siano rotti nel circolo sanguigno o nella milza: un’informazione utile nella diagnosi e nella gestione di alcune malattie. “Questo apparecchio non ce l’ha nessuno”, è stato sottolineato durante l’incontro, e proprio grazie al contributo della festa sarà possibile acquistarlo.
Dal Policlinico è arrivato anche un ringraziamento che va oltre la donazione economica. È stato ricordato come la sanità pubblica garantisca cure, farmaci, assistenza e personale, ma come spesso, per introdurre qualcosa “di più”, serva il sostegno della comunità. In questo senso, i Fiol d’la Schifosa sono stati definiti una presenza costante, capace negli anni di sostenere progetti che, pur richiedendo tempi burocratici lunghi, arrivano concretamente a destinazione.
Un altro beneficiario dell’edizione 2026 sarà la scuola dell’infanzia Muratori. I fondi serviranno a sostenere il progetto musica, considerato importante non soltanto dal punto di vista educativo, ma anche come strumento di crescita, armonia e inclusione. La scuola, presente sul territorio da oltre un secolo, vive anche grazie alla solidarietà dei benefattori e al legame con la comunità concordiese.
Il progetto musica vuole offrire ai bambini un’esperienza formativa capace di unire creatività e disciplina. La musica, è stato spiegato, porta armonia ma anche rigore, ritmo e ascolto: elementi che possono contribuire a far crescere generazioni più aperte, meno conflittuali e più capaci di stare insieme.
Il terzo destinatario sarà La Bella Sfilza, realtà diventata in pochi anni un punto di riferimento per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Alla presentazione è stato ricordato che, a quattro anni dall’avvio del progetto, La Bella Sfilza ha permesso a 14 ragazzi con disabilità di lavorare con un contratto a tempo indeterminato. Oggi conta cinque ragazzi assunti stabilmente, due tirocinanti destinati all’inserimento e una squadra che continua a crescere.
Il contributo del Pork Factor, per La Bella Sfilza, non è stato soltanto economico. È stato anche presenza, vicinanza, aiuto concreto nei momenti di bisogno. Una forma di sostegno che ha permesso alla realtà di consolidarsi e di rappresentare il territorio anche fuori provincia, fino a esperienze nazionali come eventi ad Assisi, all’Accademia Militare di Livorno, a Palazzo Chigi e all’Expo Aid di Rimini.
Il valore dei 600 mila euro raccolti negli anni non sta dunque soltanto nella cifra. Sta nel metodo. A Concordia tante associazioni lavorano, raccolgono, organizzano feste, autofinanziano le proprie attività e poi scelgono comunque di destinare una parte delle risorse a chi ha bisogno. È un gesto collettivo, ripetuto nel tempo, che ha creato una rete di solidarietà concreta.
Il Pork Factor è diventato uno dei simboli di questa rete. Chi partecipa alla festa mangia, ascolta musica, si diverte e sostiene una causa. Chi lavora dietro le quinte lo fa per mesi, spesso togliendo tempo alla famiglia e al riposo. Chi riceve il contributo lo trasforma in strumenti, percorsi educativi, lavoro, cura e inclusione.
È questa la forza del Pork Factor: generare felicità due volte. Prima per la comunità che si ritrova al centro sportivo, poi per i beneficiari che, grazie a quella festa, possono realizzare progetti concreti. In un tempo in cui parlare di comunità rischia spesso di restare una parola astratta, Concordia la misura anche così: con 600 mila euro raccolti, centinaia di volontari e una festa che continua a trasformare il divertimento in bene comune.
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