Cpr in Emilia-Romagna, Fratelli d’Italia: “Basta ideologia, la Regione collabori con il Governo”
“La sicurezza dei nostri cittadini, la tenuta sociale dei territori e il contrasto senza quartiere all'immigrazione clandestina non possono più essere ostaggio di veti ideologici della sinistra. L'Emilia-Romagna non può più voltarsi dall'altra parte: serve un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) ed è tempo che la Giunta Regionale collabori attivamente con il Governo per realizzarlo”.
Con queste parole Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti, consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, annunciano il deposito di una risoluzione ufficiale volta a impegnare la Giunta de Pascale ad disponibilità nei confronti del Ministero dell'Interno per l'apertura di un CPR sul territorio regionale.
“I dati emersi sono a dir poco allarmanti e certificano il fallimento delle politiche di accoglienza indiscriminata portate avanti finora”, attaccano gli esponenti di FdI. “Come denunciato dal Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, se Bologna è maglia nera in Italia per i reati commessi da stranieri irregolari, a Modena il dato allarmante è quello della Casa Circondariale che registra storicamente una presenza di reclusi di origine straniera che supera il 60% della popolazione detenuta totale. Le nostre città sono sfinite”.
“Oggi, quando le Forze dell'Ordine riescono a rintracciare un immigrato irregolare pericoloso che deve essere espulso, sono costrette a fare i salti mortali. Devono scortarlo e trasferirlo in strutture di altre regioni, come Gorizia, Milano, Torino o Brindisi, sperando che vi siano posti disponibili. Una follia burocratica e logistica che sottrae agenti al controllo del territorio. Dotare l'Emilia-Romagna di un proprio CPR significa ottimizzare le procedure, azzerare i tempi morti e garantire che chi delinque venga allontanato definitivamente dall’Italia, impedendo che torni in circolazione il giorno dopo una denuncia o una breve detenzione”.
“Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha recentemente aperto a un dialogo istituzionale con il Viminale sui flussi e sugli strumenti di rimpatrio. Bene, ora dimostri la sua coerenza passando dalle parole ai fatti. Il piano del Governo Meloni punta a dotare ogni regione di una struttura di questo tipo per alleggerire la pressione sui territori e ripristinare la legalità. L'integrazione reale, quella vera, si fa solo sostenendo e valorizzando chi è qui regolarmente e rispetta le regole, non coccolando chi delinque o entra illegalmente”.
“La nostra risoluzione impegna formalmente la Giunta ad avviare subito un tavolo tecnico con il Governo e le Prefetture per individuare la localizzazione più idonea. Non vogliamo barriere ideologiche, ma pragmatismo: si privilegino siti isolati, infrastrutture demaniali dismesse o aree che non arrechino alcun disturbo alla pianificazione urbanistica, turistica o residenziale dei Comuni. La sinistra non ha più scuse: dire di no al CPR significa dire di sì alla criminalità e all'illegalità diffusa nelle nostre strade. Fratelli d'Italia non lo permetterà”.
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