Discariche di Finale Emilia, l’Osservatorio: “Motivazioni del dissequestro illogiche e contraddittorie”
FINALE EMILIA - Tramite una nota stampa Maurizio Poletti, portavoce dell'osservatorio civico "Ora tocca a noi", interviene in merito al dissequestro della discarica di Finale Emilia:
"Le motivazioni con le quali il Tribunale del Riesame ha disposto il dissequestro delle discariche Hera-Feronia di Finale Emilia appaiono caratterizzate da una serie di gravissime mancanze, contraddizioni e illogicità. Tanto per iniziare, il Tribunale del Riesame conferma la sussistenza del "Fumus", cioè della ragionevole probabilità che sussista la presunzione di reato, ma ha accolto le posizioni di Feronia basandosi sull'insussistenza del dolo del delitto, cioè in poche parole secondo il Tribunale non ci sarebbe stata consapevolezza da parte degli imputati nel loro agire. E qui emerge la prima enorme contraddizione da parte del Tribunale del Riesame in quanto il delitto di inquinamento ambientale doloso è già oggetto di contestazione nei procedimenti giudiziari in corso che vedono imputati il dirigente di Arpae ed il legale rappresentante di Feronia accusati di delitto di inquinamento ambientale in concorso. Sembra emergere da parte del Tribunale una totale mancanza di analisi ed un omissione valutativa degli atti riguardanti i procedimenti giudiziari a carico degli imputati con un oscuramento di dati fattuali decisivi che attestano un inquinamento ambientale che consiste nella compromissione e nel deterioramento delle acque di falda che perdura dal 2010 a tutt'oggi. Il Tribunale sembra tenere conto in modo unilaterale solo delle istruttorie tecniche di Arpae sottolineando la regolarità delle procedure amministrative quando proprio a carico di dirigenti di questo ente le risultanze processuali hanno fatto emergere gravi omissioni d'atti di ufficio a favore del soggetto privato gestore delle discariche.
Nelle motivazioni del dissequestro di fatto viene riconosciuto l'elemento oggettivo del reato e quindi si deve ritenere fondata l'affermazione che la matrice ambientale delle acque di falda risulta compromessa per effetto delle condotte attive ed omissive contenute nel capo di imputazione, ma proprio per questo appare completamente illogica e contraddittoria questa decisione da parte del Tribunale. Perché il Tribunale riconosce che esiste l'elemento oggettivo di reato ambientale e poi procede con l'ordinanza di dissequestro? Siamo difronte ad una contraddizione colossale accompagnata da una serie di ulteriori carenze come quella riconducibile alla totale assenza di argomentazione legata alla tipologia del reato. In effetti l'esclusione da parte del Tribunale del reato doloso peraltro non supportata da elementi fattuali, non si accompagna ad alcuna argomentazione relativa almeno al reato inteso come colposo ed anche da questo punto di vista la motivazione del dissequestro appare fortemente carente. Bene quindi ha fatto la Procura della Repubblica di Modena a ricorrere in Cassazione contro questo atto di dissequestro e come Osservatorio civico "Ora tocca a noi" auspichiamo che in questo grado di giudizio emergano verità e giustizia su questo grave inquinamento ambientale".
- "Do re mi fa… Soliera! Dal sacro al profano", concerto in programma domenica 21 giugno
- Modena, a maggio leggero calo dell'inflazione
- Discariche di Finale Emilia, l'Osservatorio: "Motivazioni del dissequestro illogiche e contraddittorie"
- ll cuore si protegge anche a tavola: a Medolla la lezione del prof. Lionetti sulla "ristoceutica"
- Rincorre e minaccia con un martello un gruppo di giovani, denunciato 31enne
- Ravarino, venerdì 19 e sabato 20 giugno torna il ‘RavaTech Festival’
- Sicurezza a Carpi, Carletti (FdI) replica al Pd: "Sinistra dalla memoria corta"
















































































