Lavoro, Cgil Emilia-Romagna: “Inaccettabile attendere ancora per l’ordinanza anti-caldo regionale”
Cgil Emilia-Romagna si unisce alla voce dei territori e delle categorie nel richiedere alla Regione Emilia-Romagna di emanare urgentemente un'ordinanza regionale anche per il 2026 per tutelare e difendere i lavoratori e le lavoratrici impegnati in attività che prevedono l’esposizione continuativa al sole.
“Le ondate di caldo improvvise che hanno interessato anche la nostra regione nei giorni scorsi – spiegano Massimo Bussandri, segretario generale Cgil Emilia Romagna, e Daniele Dieci, segretario confederale con delega alla sicurezza sul lavoro - sono un allarme troppo forte per non essere raccolto: per questo chiediamo che l’ordinanza venga assunta il prima possibile e che, come si legge da interventi sulla stampa, il presidente ne confermi l’entrata in vigore non oltre il 3 giugno prossimo. Non accetteremo che ci possano essere giornate a rischio alto, così come individuate dal'indicatore curato da Worklimate, senza la copertura di un'ordinanza che sospenda le attività di lavoro nelle ore più calde per i settori e le attività maggiormente esposti. Ed è inaccettabile che si sia cominciato a discutere a marzo dei contenuti di un'ordinanza e poi si arrivi all'entrata in vigore così in ritardo, anche rispetto a diverse Regioni (Lazio, Toscana, Liguria, Puglia, Piemonte) dove le ordinanze sono già operative da alcuni giorni”.
Il rischio riguarda in particolare quelle attività che nel loro svolgimento prevedono un’esposizione continuativa al sole, dove è più alto il pericolo di avere - tra gli altri effetti - colpi di calore, svenimenti, aggravamento di patologie pregresse, ma anche aumento di infortuni per disattenzioni, incidenti.
“Il nostro impegno non si ferma qui: abbiamo bisogno di estendere le tutele anche ai lavoratori e alle lavoratrici che operano al chiuso, negli spazi confinati o che operano in condizioni in cui lo stress termico incide sulle loro condizioni di salute e di lavoro. Per questo insisteremo nel chiedere alle associazioni datoriali, alle aziende e alle committenze di garantire il rispetto pieno della norma in materia di salute e sicurezza e di prevedere tutti gli strumenti possibili al fine di raggiunere l’obiettivo di azzeramento dell’esposizione al rischio termico per chi lavora".
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