Pistola a pallini puntata contro un professore a Mirandola, Barcaiuolo (FdI): “Fatto gravissimo che non può essere sottovalutato”
MIRANDOLA - «Quanto accaduto all’istituto Galilei di Mirandola è un episodio gravissimo che non deve essere sottovalutato. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, un insegnante sarebbe stato minacciato da uno studente con una pistola, rivelatasi poi a pallini, per ottenere un pacchetto di sigarette. Al di là della natura dell’arma, ciò che colpisce è il livello di intimidazione e di violenza che emerge da questa vicenda. Nessun docente dovrebbe mai trovarsi nella condizione di temere per la propria incolumità mentre svolge il proprio lavoro».
Così il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna.
"Questo episodio - prosegue Barcaiuolo - arriva inoltre a pochi giorni di distanza da un altro fatto avvenuto nello stesso istituto, l' incontro improvvisato di boxe organizzato tra studenti all’interno della scuola. Ma sarebbe un errore considerarlo un caso isolato. Negli ultimi mesi la cronaca emiliano-romagnola ha purtroppo raccontato più volte episodi di violenza, aggressioni, intimidazioni e situazioni di forte criticità che hanno coinvolto istituti tecnici e professionali. Segnali diversi tra loro ma accomunati da un dato preoccupante: un crescente venir meno del rispetto delle regole, dell’autorità scolastica e della convivenza civile. Per questo è necessario affrontare il problema con serietà prima che situazioni di questo genere diventino sempre più frequenti».
«Esprimo piena solidarietà al docente coinvolto e auspico che vengano accertate rapidamente tutte le responsabilità e adottati provvedimenti seri e proporzionati alla gravità dei fatti. Fratelli d’Italia seguirà con attenzione l’evolversi della vicenda perché non si può consentire che comportamenti che hanno tutte le caratteristiche di vere e proprie azioni criminali vengano minimizzati o trattati come semplici ragazzate. La scuola deve tornare a essere un luogo di educazione, rispetto e autorevolezza, nel quale chi insegna possa svolgere serenamente il proprio lavoro e chi sbaglia sia chiamato a rispondere delle proprie azioni», conclude Barcaiuolo.
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