Bando rinnovabili, Cna: “Il Ministero taglia in corsa i finanziamenti, penalizzate 300 imprese modenesi”
Nota stampa di Cna:
“Una decisione incomprensibile, incompatibile con le più elementari norme del rapporto tra Stato e contribuenti e che rischia di causare problemi economici e finanziari per circa 24.000 imprese in tutto il paese, almeno 300 di queste sul territorio modenese”.E’ perentorio il giudizio di Giorgio Falanelli, responsabile delle politiche energetiche di CNA, in merito alla decisione del Mase, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di ridurre l’annunciata disponibilità finanziaria di 2,2 miliardi a 795 milioni di euro, il 63,8% in meno. Ma riavvolgiamo il nastro: il Bando PNRR – Misura M2C2I1.2 “Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo”, prevedeva inizialmente una dotazione di 2,2 miliardi di euro, destinata ai Comuni fino a 5.000 abitanti, una limitazione che nei mesi successivi è stata superata estendendo il beneficio ai comuni sino a 50.000 abitanti, con l’obiettivo di favorire la transizione energetica e diffondere tra privati ed imprese la produzione di rinnovabili.Pratiche, peraltro, non semplici: le procedure richiedevano, oltre alla documentazione tecnico economica, anche la richiesta di connessione al distributore, con tempi tecnici che hanno inevitabilmente rallentato la presentazione delle istanze nei mesi estivi. Nei mesi di ottobre e, soprattutto novembre 2025 si è registrata una crescita significativa delle domande, comunque compatibile con la prevista dotazione finanziaria di oltre due miliardi di euro. Proprio a novembre, la doccia fredda, cioè la decisone del Mase, a bando aperto, di ridurre la disponibilità finanziaria a 795 milioni di euro.
A chiusura dei termini, le domande presentate sono state circa 48.000, per un fabbisogno complessivo superiore a 1,5 miliardi di euro. Ne deriva che circa la metà dei richiedenti rischia oggi l’esclusione, pur avendo rispettato integralmente tempi, requisiti e procedure previste ed aver iniziato tutte le attività per gli investimenti programmati, valutati anche in virtù del bando stesso.“Ad oggi, delle 52 domande presentate da CNA Modena solo 25 risultano aver concluso l’istruttoria e ricevuto il Decreto di concessione. Le altre hanno ricevuto comunicazione che la richiesta identificata con il codice in oggetto è pervenuta successivamente all’esaurimento della dotazione finanziaria disponibile e la presente comunicazione è, pertanto, da intendersi meramente come idoneità tecnica al contributo in oggetto la cui concessione potrà avvenire solo qualora la suddetta richiesta, per effetto di scorrimenti e/o della disponibilità di nuove risorse, dovesse rientrare tra quelle finanziabili. Tradotto, abbiamo scherzato, alla faccia delle imprese che hanno cercato di programmare la propria attività ed investire alla luce delle politiche messe in campo dal Ministero. Una vicenda che richiama alla mente quanto avvenuto con Industria 5.0. Riteniamo indispensabile – puntualizza Falanelli - individuare le risorse finanziarie per garantire il contributo a tutte le domande ammissibili, presentate nel rispetto delle regole e delle scadenze stabilite dal Bando. In caso contrario, verrebbe compromesso il principio di affidabilità delle politiche pubbliche, con un danno concreto per imprese, territori e per l’obiettivo stesso di diffusione delle Comunità Energetiche, un altro degli obiettivi del bando. CNA si riserva, anche congiuntamente ad altre organizzazioni, di intraprendere ogni iniziativa utile affinché venga riconosciuto un contributo legittimamente atteso”.
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