Boom di patenti false a Modena: 16 denunciati in sei mesi
Sedici persone denunciate in appena sei mesi per l’utilizzo di documenti falsi, patenti contraffatte e targhe alterate. È il bilancio dell’attività svolta dalla Polizia locale di Modena dall’inizio del 2026 per contrastare un fenomeno sempre più diffuso e difficile da riconoscere durante i normali controlli su strada.
La maggior parte dei casi riguarda patenti di guida false, utilizzate da persone che non avevano mai conseguito il documento oppure che lo avevano perso dopo una sospensione o una revoca. Spesso alla carta d’identità autentica viene affiancata una patente contraffatta con i dati reali del conducente, rendendo più complicata una prima verifica.
Nel periodo compreso tra gennaio e giugno sono state sequestrate dieci patenti false, apparentemente rilasciate da diversi Paesi, tra cui Polonia, Croazia, Romania, Pakistan, Moldavia, Emirati Arabi e Turchia. Proprio i documenti stranieri, meno frequenti nei controlli quotidiani, possono risultare più difficili da individuare.
Chi viene sorpreso a utilizzare una patente contraffatta rischia una pena fino a un anno di reclusione. Alla conseguenza penale si aggiungono la sanzione amministrativa per guida senza patente, pari a 5.100 euro, e il sequestro del veicolo.
Tra gli episodi scoperti figura anche l’utilizzo di una carta d’identità romena valida per l’espatrio, risultata però falsa. In questo caso gli agenti hanno proceduto all’arresto obbligatorio della persona che ne era in possesso, successivamente convalidato dal Tribunale di Modena.
Targhe modificate con adesivi
L’attività della Polizia locale ha portato alla scoperta anche di sei casi di alterazione o clonazione delle targhe dei veicoli.
Nella maggior parte degli episodi si è trattato di modifiche rudimentali, effettuate applicando adesivi su numeri o lettere con l’obiettivo di ingannare telecamere e sistemi automatici di controllo. In un caso, invece, gli agenti hanno accertato una vera e propria clonazione: la targa riprodotta apparteneva a un veicolo realmente esistente, ma di un modello diverso.
Anche l’alterazione e la clonazione delle targhe possono comportare pene fino a un anno di reclusione.
Per individuare le contraffazioni, il Comando di via Galilei ha potenziato gli strumenti tecnici a disposizione degli operatori. I documenti sospetti vengono analizzati attraverso ingrandimenti fotografici, radiazioni ultraviolette e infrarosse, controllo delle microscritture, delle tecniche di stampa e dei microchip presenti negli originali.
Parallelamente è stato avviato un percorso di formazione rivolto a tutto il personale, con l’obiettivo di aumentare la capacità degli agenti di riconoscere documenti falsi già durante i controlli su strada.
Un’attività diventata necessaria anche per la facilità con cui patenti e documenti contraffatti possono essere acquistati online. I costi, in molti casi, si aggirano intorno a poche centinaia di euro, mentre la qualità delle riproduzioni è diventata tale da renderle difficilmente distinguibili dagli originali a un esame superficiale.
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