Caro gasolio, Ruote Libere chiede accise mobili e rincari automatici nei contratti
Il caro carburanti è ormai diventato un’emergenza nazionale e rischia di mettere nuovamente in difficoltà migliaia di imprese dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Ruote Libere, che chiede al Governo interventi strutturali: accise mobili, rimborso riservato alle aziende che lavorano in conto terzi e introduzione obbligatoria del Fuel Surcharge nei contratti di trasporto.
Secondo le stime della Cgia di Mestre richiamate dall’associazione, nel 2026 famiglie e imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di maggiori costi energetici. Di questi, 13,6 miliardi sarebbero legati agli aumenti di benzina e gasolio.
«L’autotrasporto non può continuare a essere il bancomat della filiera e il parafulmine di ogni crisi energetica», afferma Cinzia Franchini, presidente nazionale di Ruote Libere.
Il problema, secondo l’associazione, è che le imprese di trasporto non riescono a trasferire rapidamente sui clienti gli aumenti del carburante, nonostante il gasolio rappresenti una vera e propria materia prima per il settore. Gli autotrasportatori finiscono così per assorbire direttamente i rincari, mentre altri operatori della filiera riescono a scaricare a valle l’aumento dei propri costi.
A preoccupare è anche il rischio di una crescita del mercato illecito dei carburanti. In alcune aree autostradali, sottolinea Franchini, il gasolio avrebbe superato i 2,70 euro al litro.
«Chi rispetta le regole paga due volte: sostiene costi record e deve competere con chi alimenta un mercato parallelo. Difendere l’autotrasporto significa difendere anche la legalità», evidenzia la presidente.
Il credito d’imposta da 300 milioni
Ruote Libere giudica positivamente lo stanziamento di 300 milioni di euro destinato al credito d’imposta per l’autotrasporto, ma ritiene che la misura non possa essere considerata una soluzione definitiva.
Le imprese, infatti, devono prima anticipare l’intero costo del carburante, attendere l’apertura della piattaforma informatica, presentare la domanda e recuperare il beneficio soltanto in un secondo momento attraverso la compensazione fiscale.
Il contributo, inoltre, riguarda un periodo limitato ed è riservato ai veicoli con massa superiore alle 7,5 tonnellate e classe ambientale Euro 5 o superiore. Le risorse disponibili sono contenute in un fondo destinato a esaurirsi.
«È un segnale importante di attenzione verso il settore, ma non rappresenta la soluzione. Le imprese hanno bisogno di certezze, non di strumenti straordinari subordinati alla disponibilità delle risorse», sostiene Franchini.
Accise mobili, ma senza tagliare gli aiuti al settore
L’associazione si dice favorevole anche all’introduzione delle cosiddette accise mobili, tornate al centro del confronto politico. Il meccanismo prevede di utilizzare una parte del maggiore gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi per ridurre temporaneamente le accise sui carburanti.
Per Ruote Libere, tuttavia, la misura non sarebbe sufficiente da sola. Una riduzione di circa 8 centesimi al litro, a fronte di un rincaro del gasolio vicino ai 30 centesimi in poche settimane, avrebbe infatti un impatto limitato.
L’associazione chiede inoltre che l’intervento non venga finanziato riducendo o indebolendo le agevolazioni destinate all’autotrasporto professionale.
«Le accise mobili devono affiancarsi, e non sostituirsi, alle misure dedicate al settore», chiarisce la presidente.
Rincari trasferiti automaticamente nei contratti
La principale riforma proposta da Ruote Libere riguarda l’introduzione obbligatoria del Fuel Surcharge in tutti i contratti di trasporto. Si tratta di un meccanismo che permetterebbe di adeguare automaticamente le tariffe alle variazioni del prezzo del carburante.
In questo modo, il rischio legato alle oscillazioni del gasolio non ricadrebbe quasi esclusivamente sull’autotrasportatore, ma verrebbe distribuito lungo tutta la filiera attraverso regole trasparenti e uguali per tutti.
«Non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente un mercato che distribuisca correttamente i rischi», afferma Franchini.
Il rimborso delle accise solo al conto terzi
L’associazione rilancia infine la proposta di riservare il rimborso delle accise esclusivamente alle imprese professionali che svolgono trasporto merci per conto terzi.
Secondo Ruote Libere, queste aziende sarebbero maggiormente in grado di ottimizzare i carichi, limitare i viaggi a vuoto e investire nell’innovazione e nell’organizzazione della logistica.
Concentrare le risorse pubbliche sul conto terzi, sostiene Franchini, permetterebbe di ridurre il numero di camion che circolano senza carico, il traffico, i consumi di carburante e le emissioni, migliorando contemporaneamente l’efficienza complessiva del sistema.
L’appello finale è rivolto al Governo affinché trasformi l’attuale crisi in un’occasione per riformare il settore.
«L’autotrasporto non chiede assistenza. Chiede regole moderne, certezza dei costi e una politica dei trasporti che premi efficienza, legalità e competitività. Continuare a rincorrere le emergenze significa rinviare ancora una volta le riforme di cui il Paese ha bisogno».
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