Demografia, Ferrari (Pd): “Entro dicembre legge regionale e fondi per contrastare la denatalità e sostenere genitorialità e famiglie”
Nel 2025 in Italia sono nate circa 355 mila bambine e bambini, mentre i decessi sono stati 652 mila: un saldo naturale negativo di quasi 296 mila persone, e un tasso di fecondità sceso a 1,14 figli per donna, il più basso mai registrato nel Paese. Anche l'Emilia-Romagna vive pienamente questa trasformazione: la popolazione regionale continua a crescere grazie alla propria capacità attrattiva e ai flussi migratori, raggiungendo 4.488.162 residenti, appena 5.185 in più rispetto all'anno precedente, ma il saldo naturale rimane fortemente negativo. La provincia di Modena rappresenta uno degli esempi più significativi di questa dinamica: pur essendo uno dei territori economicamente più forti e attrattivi, registra un saldo naturale negativo di oltre 2.700 persone, mentre la crescita della popolazione è sostenuta quasi esclusivamente dai movimenti migratori. È partendo da questi dati che l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato all'unanimità l'Ordine del Giorno presentato dalla consigliera regionale modenese del Partito Democratico Ludovica Carla Ferrari, nell'ambito del Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2027-2029. L'atto impegna la Giunta a presentare entro il 31 dicembre 2026 un progetto di legge organico dedicato al sostegno della genitorialità, dei progetti di vita e al contrasto della denatalità.
“I numeri raccontano una realtà che non possiamo più considerare un fenomeno passeggero. La crisi demografica riguarda il futuro delle nostre comunità, del sistema economico e del welfare. Per questo è particolarmente significativo che l'Assemblea legislativa abbia approvato all'unanimità questo Ordine del Giorno: significa riconoscere che la demografia è una priorità comune, che merita risposte strutturali e non interventi occasionali”, afferma Ludovica Carla Ferrari.
L’OdG nasce dal lavoro sviluppato nell'Intergruppo assembleare sulla Demografia, coordinato dalla stessa Ferrari insieme alla consigliera Elena Ugolini, e punta a fare della questione demografica uno degli assi strategici della programmazione regionale. La futura legge dovrà promuovere politiche integrate in materia di servizi educativi, casa, lavoro stabile, conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, sostegno alle giovani coppie, salute riproduttiva e contrasto allo spopolamento delle aree interne.
“Abbiamo scelto di portare la demografia al centro della programmazione regionale – spiega Ferrari - perché riguarda ogni ambito delle politiche pubbliche: il welfare, la sanità, la scuola, il lavoro, la casa, lo sviluppo economico, la sostenibilità dei territori, l’urbanistica e la mobilità. La riduzione delle nascite e l’invecchiamento della popolazione non sono fenomeni da osservare passivamente, ma trasformazioni profonde che richiedono una nuova capacità di governo. La nuova legge regionale dovrà quindi muoversi su più fronti: dal sostegno economico e sociale alla genitorialità alle politiche abitative per giovani e giovani coppie, dalla diffusione dei servizi educativi 0-6 anni alla conciliazione tra vita familiare e lavoro, dal sostegno alle famiglie con figli con disabilità al contrasto allo spopolamento delle aree interne".
“Anche Modena, d'altronde, dimostra come la solidità economica, da sola, non basti. Continuiamo ad attrarre persone grazie alle opportunità di lavoro e alla qualità del nostro territorio, ma il numero delle nascite diminuisce e il saldo naturale resta negativo. La vera sfida è creare le condizioni affinché le giovani generazioni possano realizzare i propri progetti di vita: poter trovare un lavoro stabile, accedere a un'abitazione, costruire una famiglia senza dover rinunciare alle proprie aspirazioni. È questa la direzione che vogliamo dare alle future politiche regionali.”
L'atto approvato impegna inoltre la Regione a prevedere risorse pluriennali dedicate e un monitoraggio costante degli indicatori demografici, con l'obiettivo di costruire una strategia di lungo periodo capace di accompagnare l'Emilia-Romagna nelle profonde trasformazioni che interessano la popolazione e il territorio.
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