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02 Novembre 2026
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Grandine in arrivo: come proteggere auto, tetto, orto e pannelli fotovoltaici

Le grandinate più violente possono durare soltanto pochi minuti, ma lasciare dietro di sé automobili ammaccate, vetri rotti, tegole spostate, coltivazioni distrutte e pannelli fotovoltaici lesionati.

Il problema è che questi fenomeni possono essere molto localizzati. Un paese viene colpito duramente, mentre a pochi chilometri di distanza cadono soltanto alcune gocce. Anche all’interno dello stesso Comune i danni possono concentrarsi in una strada, una frazione o una fascia di territorio.

Quando viene diramata un’allerta per temporali, quindi, non è possibile sapere con certezza quale abitazione sarà raggiunta dalla grandine. È però possibile prepararsi, soprattutto se il bollettino segnala la possibilità di fenomeni intensi, raffiche di vento e grandinate.

La regola fondamentale è intervenire prima dell’arrivo del temporale. Quando si sentono già i tuoni o il vento comincia ad aumentare, bisogna cercare riparo e non uscire per salvare l’automobile, chiudere una serra o sistemare oggetti in giardino. La Protezione civile raccomanda di raggiungere rapidamente un luogo chiuso e di attendere almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività all’aperto.

Auto: il garage resta la protezione migliore

La soluzione più efficace è spostare l’automobile in un garage, sotto una tettoia solida o in un parcheggio coperto.

Quando non si dispone di un ricovero privato, può essere utile individuare in anticipo parcheggi multipiano, autorimesse o strutture coperte accessibili nella propria zona. Non bisogna però aspettare l’inizio della grandinata per mettersi alla guida: durante i rovesci più intensi la visibilità può ridursi bruscamente e la strada può diventare scivolosa per l’acqua e per l’accumulo di ghiaccio.

Sono invece da evitare sistemazioni che espongono il veicolo ad altri rischi. Parcheggiare sotto un grande albero può sembrare una soluzione, ma le raffiche potrebbero spezzare rami o far cadere la pianta. Anche cartelloni, impalcature, vecchie tettoie e strutture leggere possono diventare pericolosi.

Teli antigrandine: utili, ma devono essere fissati prima

In commercio esistono coperture imbottite progettate per attutire l’impatto dei chicchi. Possono ridurre i danni, soprattutto in caso di grandine di dimensioni contenute, ma non garantiscono una protezione assoluta durante gli eventi più violenti.

Il telo deve avere dimensioni adatte all’automobile e deve essere fissato correttamente. Una copertura lasciata lenta può essere sollevata dal vento, sbattere sulla carrozzeria o trasformarsi in un ostacolo per la circolazione.

Coperte, trapunte e materassini possono offrire una protezione di emergenza, purché vengano sistemati con largo anticipo e coperti con un telo impermeabile ben assicurato. Non bisogna usare corde o ganci che possano graffiare la carrozzeria, né lasciare parti libere che il vento possa strappare.

Una volta iniziato il temporale, non si deve uscire per correggere o recuperare la copertura.

Se la grandine sorprende mentre si è in strada

Se il rovescio è già in corso, è necessario rallentare gradualmente, aumentare la distanza di sicurezza e accendere le luci previste dalle condizioni di visibilità.

Non bisogna fermarsi sotto cavalcavia, all’interno delle gallerie, nelle corsie di emergenza non autorizzate o in mezzo alla carreggiata. La sosta va effettuata soltanto in un luogo consentito e senza creare pericolo agli altri veicoli.

Se è possibile raggiungere in sicurezza una stazione di servizio o un parcheggio coperto, ci si può fermare fino al termine della fase più intensa. L’automobile, con portiere e finestrini chiusi, rappresenta anche un riparo dai fulmini.

Tetto: controllare prima, non durante il temporale

Per il tetto non esiste un intervento dell’ultimo minuto. Quando la grandine è ormai vicina non bisogna salire per sistemare tegole, antenne, grondaie o lucernari.

I controlli devono essere effettuati periodicamente e affidati, quando necessario, a personale qualificato. È utile verificare soprattutto:

  • tegole o coppi già spostati, crepati o instabili;
  • guaine deteriorate;
  • lucernari e finestre da tetto;
  • grondaie e pluviali ostruiti;
  • comignoli, antenne e parabole non saldamente fissati;
  • tettoie leggere, pergole e coperture in policarbonato;
  • rami che si estendono sopra l’edificio.

Una copertura già indebolita può subire danni maggiori non soltanto per la grandine, ma anche per le raffiche e per l’acqua che penetra sotto elementi spostati.

Grondaie e scarichi devono essere liberi da foglie, terra e detriti. Durante un temporale intenso, infatti, grandine e acqua possono accumularsi rapidamente, ostacolando il deflusso e provocando infiltrazioni.

Lucernari e coperture leggere

Lucernari, verande e lastre trasparenti sono tra gli elementi più esposti. Se presentano crepe, ingiallimenti o segni di deterioramento, è opportuno farli controllare prima della stagione dei temporali.

Non è prudente stendere reti, teli o pannelli improvvisati sopra il tetto senza una valutazione tecnica. Una protezione non progettata per resistere al vento potrebbe staccarsi, danneggiare la copertura o cadere sulla strada.

Le eventuali reti antigrandine per lucernari o coperture devono essere idonee, correttamente distanziate dalla superficie da proteggere e ancorate a strutture capaci di sopportare sia il peso sia le sollecitazioni del vento.

Cosa controllare dopo la grandinata

Quando il temporale è terminato, il tetto va osservato innanzitutto da terra o da una posizione sicura.

Bisogna cercare tegole mancanti, pezzi caduti, grondaie deformate, lucernari rotti e tracce di infiltrazione nei sottotetti. Se si notano parti pericolanti, è necessario tenersi a distanza e impedire il passaggio nell’area sottostante.

Salire su una copertura bagnata, ricoperta di chicchi o danneggiata è estremamente rischioso. Per l’ispezione ravvicinata è preferibile chiamare un’impresa specializzata. In presenza di un pericolo immediato per persone, strada o abitazioni, bisogna contattare i soccorsi.

Orto: reti ben montate e raccolta anticipata

Nell’orto la grandine può distruggere in pochi minuti pomodori, zucchine, peperoni, insalate e giovani piantine. I danni non riguardano soltanto i frutti: chicchi violenti possono spezzare rami, ferire i fusti e lacerare le foglie, favorendo successivamente marciumi e malattie.

La protezione più utile è una rete antigrandine montata stabilmente sopra le colture. Deve essere sostenuta da pali e tiranti adeguati e collocata a una distanza sufficiente dalle piante: se appoggia direttamente sulle foglie, l’urto della grandine può comunque trasferirsi alla vegetazione.

La rete non deve formare grandi sacche nelle quali possano accumularsi ghiaccio e acqua. Il peso potrebbe farla crollare sulle colture. Anche gli ancoraggi devono resistere alle raffiche, perché una rete ampia può comportarsi come una vela.

Se l’arrivo del temporale è previsto con sufficiente anticipo, è utile raccogliere:

  • pomodori e ortaggi già maturi;
  • frutta prossima alla maturazione;
  • vasi e semenzai facilmente trasportabili;
  • attrezzi e contenitori che potrebbero essere trascinati dal vento.

Per una protezione temporanea si possono utilizzare cassette capovolte, tunnel bassi o teli sostenuti da archetti. Il materiale non deve però schiacciare direttamente le piante e deve essere fissato saldamente.

Non bisogna entrare nell’orto quando il temporale è iniziato. Fulmini, raffiche e oggetti trascinati dal vento rappresentano un rischio maggiore della perdita del raccolto.

Vasi, terrazzi e giardini: mettere tutto in sicurezza

Prima di un temporale è opportuno ritirare o assicurare gli oggetti presenti su balconi, terrazzi e davanzali:

  • vasi leggeri;
  • sedie e tavoli da esterno;
  • ombrelloni;
  • tende da sole;
  • stendibiancheria;
  • giochi per bambini;
  • attrezzi da giardino;
  • decorazioni e fioriere non fissate.

Le tende da sole e gli ombrelloni devono essere chiusi. Una raffica può strapparli o trasformarli in oggetti pericolosi.

I vasi più delicati possono essere spostati sotto un portico o vicino a una parete riparata. Quelli troppo pesanti devono essere stabilizzati senza ostruire scarichi e vie di passaggio.

È utile controllare anche alberi e grandi rami, soprattutto se mostrano spaccature, parti secche o inclinazioni anomale. Le potature importanti devono essere eseguite da professionisti e non in prossimità dell’arrivo del temporale.

Pannelli fotovoltaici: non coprirli con teli improvvisati

I moduli fotovoltaici sono progettati per stare all’aperto e devono rispettare prove tecniche di resistenza, ma non sono indistruttibili. Grandine di grandi dimensioni, trasportata da raffiche molto forti, può provocare rotture del vetro, microfratture nelle celle, deformazioni dei telai o danni ai collegamenti.

Quando è annunciata una grandinata, non bisogna salire sul tetto per coprire i pannelli. Teli, coperte, pannelli di legno, materassini o reti posati all’ultimo momento possono essere sollevati dal vento, urtare i moduli, ostacolare il deflusso dell’acqua e mettere in pericolo chi tenta di fissarli.

Qualsiasi protezione permanente deve essere progettata e installata da tecnici, tenendo conto di:

  • carichi sulla struttura;
  • resistenza al vento;
  • distanza dai moduli;
  • ombreggiamento;
  • ventilazione;
  • accessibilità per la manutenzione;
  • comportamento in caso d’incendio.

Una rete montata troppo vicino ai pannelli potrebbe trasferire l’urto invece di assorbirlo. Potrebbe inoltre ridurre la produzione o accumulare foglie, ghiaccio e neve.

Controllare l’impianto senza toccarlo

Dopo una grandinata, l’impianto può continuare a produrre energia anche se un modulo è danneggiato. Non bisogna toccare vetri rotti, cavi, connettori o parti metalliche deformate.

Da terra si possono osservare:

  • crepe visibili;
  • vetri opacizzati o frantumati;
  • moduli spostati;
  • telai piegati;
  • cavi pendenti;
  • parti staccate dalla copertura.

È utile controllare anche l’applicazione o il sistema di monitoraggio dell’inverter. Un calo improvviso e persistente della produzione, messaggi di errore o arresti dell’impianto possono indicare la necessità di un’ispezione.

Il controllo tecnico deve essere affidato all’installatore o a un manutentore qualificato. Per gli impianti incentivati, la sostituzione dei moduli e altri interventi possono richiedere specifici adempimenti nei confronti del GSE, secondo il tipo di impianto e l’operazione eseguita.

Non bisogna buttare autonomamente i pannelli danneggiati: i moduli fotovoltaici devono seguire le procedure previste per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici. Per gli impianti incentivati in Conto Energia esistono inoltre regole specifiche per la gestione del fine vita.

Verificare l’assicurazione prima che arrivi il danno

Casa, automobile, coltivazioni e impianto fotovoltaico non sono automaticamente coperti contro la grandine.

Per l’auto è necessaria generalmente una garanzia accessoria contro gli eventi naturali o atmosferici. Per l’abitazione bisogna verificare se la polizza comprende tetto, lucernari, pertinenze, pannelli fotovoltaici e danni causati dall’acqua penetrata dopo la rottura della copertura.

È importante controllare:

  • quali eventi sono inclusi;
  • franchigia e scoperto;
  • massimale;
  • valore attribuito ai beni;
  • esclusioni;
  • obblighi di manutenzione;
  • termini per denunciare il sinistro;
  • eventuale copertura per rimozione e smaltimento delle parti danneggiate.

Per l’impianto fotovoltaico bisogna verificare se sia compreso nella polizza dell’edificio oppure assicurato separatamente. Alcuni contratti coprono il danno materiale ma non la mancata produzione di energia durante il periodo di fermo.

Anche serre, tunnel, reti, impianti irrigui e colture possono richiedere garanzie agricole specifiche.

Preparare una documentazione preventiva

Fotografare i beni quando sono ancora integri può essere utile in caso di richiesta di risarcimento.

Conviene conservare:

  • fotografie recenti di auto, tetto e impianto fotovoltaico;
  • fatture e certificazioni dei pannelli;
  • documentazione delle manutenzioni;
  • ricevute di reti antigrandine e altre protezioni;
  • condizioni delle polizze;
  • numero dell’agenzia e canali per denunciare i sinistri;
  • dati dell’installatore e del tecnico di fiducia.

Dopo l’evento bisogna fotografare i danni prima di riparare o rimuovere i materiali, salvo gli interventi urgenti necessari a evitare un pericolo o un aggravamento.

Quando il temporale è ormai arrivato

Se si sentono tuoni, si vedono fulmini o iniziano forti raffiche, il tempo della preparazione è terminato.

Bisogna entrare in casa o rimanere in automobile, chiudere porte e finestre e tenersi lontani da vetri, terrazzi e strutture esterne. All’aperto non esiste un luogo completamente sicuro durante un temporale.

Non bisogna:

  • correre a coprire l’auto;
  • salire sul tetto;
  • chiudere una serra dall’esterno;
  • sistemare reti o teli;
  • ripararsi sotto alberi isolati;
  • fermarsi vicino a pali, recinzioni metalliche o linee elettriche;
  • avvicinarsi a cavi caduti;
  • uscire per fotografare la grandine.

Rovesci, raffiche e fulmini possono iniziare e cambiare intensità molto rapidamente. La Protezione civile ricorda che i temporali sono caratterizzati proprio da variazioni improvvise nello spazio e nel tempo.

Una lista da controllare prima dell’allerta

Quando il bollettino annuncia temporali forti, può essere utile verificare in anticipo:

  • auto spostata al coperto o telo già fissato;
  • tende da sole e ombrelloni chiusi;
  • oggetti ritirati da balconi e giardini;
  • reti dell’orto tese e ben ancorate;
  • ortaggi maturi raccolti;
  • grondaie e scarichi liberi;
  • porte, finestre e lucernari chiusi;
  • animali portati in un luogo riparato;
  • telefono e power bank carichi;
  • documenti assicurativi facilmente reperibili.

Le allerte e i bollettini ufficiali dell’Emilia-Romagna sono pubblicati sul portale regionale, dove è possibile verificare fenomeni previsti, zone interessate e durata della criticità.

La grandine non può essere fermata e non sempre è possibile evitare ogni danno. Una preparazione fatta con qualche ora di anticipo può però ridurre le conseguenze. L’importante è non trasformare la difesa di un’automobile, di un orto o di un pannello fotovoltaico in un rischio per la propria incolumità.

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