Maltempo, a Cavezzo nuove criticità sugli alberi: «Prima la sicurezza, poi ricostruiremo meglio»
CAVEZZO – Proseguono a Cavezzo le verifiche e gli interventi di messa in sicurezza degli alberi danneggiati dalla violenta ondata di maltempo che ha colpito il territorio comunale. Alle situazioni più evidenti, individuate nei giorni immediatamente successivi all’emergenza, si stanno aggiungendo nuove criticità emerse attraverso le perizie agronomiche.
Il quadro dei danni al verde pubblico risulta quindi più complesso di quanto fosse possibile rilevare inizialmente. Le forti sollecitazioni subite dalle piante hanno reso necessario approfondire le condizioni delle alberature, con particolare attenzione alla loro stabilità e allo stato degli apparati radicali.
Anche alberi che all’esterno sembrano integri possono infatti presentare danni non immediatamente visibili, tali da rendere necessari interventi di messa in sicurezza o, nei casi più gravi, la loro rimozione.
«Stiamo vivendo questa situazione con grande dispiacere, perché gli alberi rappresentano una parte importante del patrimonio pubblico e dell’identità dei nostri parchi e delle nostre strade – afferma il sindaco Stefano Venturini –. Allo stesso tempo abbiamo il dovere di mettere al primo posto la sicurezza dei cittadini. Per questo ci affidiamo alle verifiche e alle perizie agronomiche: quando emerge una situazione di rischio dobbiamo intervenire».
Colpite anche piante regolarmente curate
Secondo l’Amministrazione comunale, l’eccezionale violenza dell’evento meteorologico è dimostrata dal fatto che i danni hanno interessato anche alberi sottoposti a manutenzione e che, prima del maltempo, non mostravano particolari segnali di fragilità.
Il Comune sottolinea come il lavoro di cura e potatura portato avanti negli ultimi anni abbia comunque permesso di tenere sotto controllo numerose situazioni e di limitare i possibili rischi.
«In questi anni abbiamo investito molto nella cura e nella potatura del patrimonio arboreo, recuperando anche situazioni sulle quali in precedenza la manutenzione non era stata altrettanto costante – prosegue Venturini –. Ma quello che abbiamo affrontato è stato un evento di una violenza tale da mettere in difficoltà anche piante curate e che non avevano manifestato problematiche. Nessuna manutenzione può garantire che un albero resista a qualsiasi evento meteorologico».
Radici costrette tra asfalto e pavimentazioni
Le verifiche stanno facendo emergere anche fragilità che risalgono a prima dell’ondata di maltempo. In alcuni casi, le modalità con cui negli anni sono stati progettati e sviluppati gli spazi verdi non avrebbero garantito agli alberi le condizioni più adatte per una crescita sana e duratura.
La scelta delle specie, la loro collocazione e soprattutto lo spazio destinato alle radici non sempre sarebbero stati valutati con una prospettiva di lungo periodo. Gli alberi di grandi dimensioni necessitano infatti di superfici adeguate anche sotto il terreno.
Quando gli apparati radicali sono costretti in spazi ridotti, circondati da asfalto, pavimentazioni o infrastrutture, con il passare degli anni possono svilupparsi condizioni di maggiore debolezza.
«Non serve oggi cercare responsabilità nel passato, ma sarebbe altrettanto sbagliato non riconoscere ciò che le verifiche ci stanno mostrando – osserva il sindaco –. Non possiamo pensare di collocare alberi destinati a diventare importanti lasciando alle loro radici spazi insufficienti o circondati quasi completamente dall’asfalto».
Un nuovo progetto per il verde pubblico
Conclusa la fase più urgente della messa in sicurezza, il Comune intende avviare un progetto di ripristino e riqualificazione del patrimonio arboreo danneggiato.
L’Amministrazione chiederà che, tra le risorse e i sostegni riconosciuti per i danni provocati dal maltempo, siano comprese anche le spese necessarie per ricostituire le alberature e recuperare il verde pubblico compromesso.
La futura programmazione non si limiterà a riproporre ciò che esisteva prima. Per ogni area saranno valutati gli spazi disponibili, le caratteristiche del terreno, lo sviluppo futuro delle radici e le specie più adatte al contesto urbano.
«Il nostro obiettivo non è semplicemente tornare alla situazione precedente, ma ricostruire meglio – conclude Venturini –. Vogliamo restituire verde a Cavezzo, scegliendo con maggiore attenzione dove e cosa piantare e creando le condizioni perché le nuove alberature possano crescere sane, sicure e durare per decenni».

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