Mirandola porta all’Aquila il modello della Zerla per l’inclusione delle persone con disabilità
MIRANDOLA – Anche l’esperienza della cooperativa sociale mirandolese La Zerla è stata protagonista della prima edizione del Festival del Sociale “Insieme”, che si è svolto all’Aquila dal 24 al 26 luglio.
La manifestazione, organizzata dalla Regione Abruzzo con il patrocinio del Ministero per le Disabilità, ha riunito istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore per confrontarsi sui temi dell’inclusione, della resilienza e del ruolo delle relazioni umane nella costruzione delle comunità.
Tra gli interventi anche quello di Roberto Ganzerli, presidente della cooperativa La Zerla, che ha sottolineato come il sociale non debba essere considerato soltanto un dovere morale o un settore separato dalle altre politiche, ma un elemento essenziale per lo sviluppo, la sicurezza e la tenuta economica di una comunità.
Ganzerli ha portato all’attenzione del Festival l’esperienza maturata nel territorio mirandolese nell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, soffermandosi in particolare sul laboratorio “Vivere oltre il trauma”.
Il progetto è stato sviluppato con il sostegno dell’Unione dei Comuni Modenesi dell’Area Nord, dell’Azienda sanitaria e del Comune di Mirandola.
«Non si tratta soltanto di assistenza – ha spiegato Ganzerli – ma di accompagnare le persone nella ricostruzione di una vita piena, attraverso il lavoro, le relazioni e una ritrovata autonomia».
Nel corso del suo intervento, il presidente della Zerla ha messo in relazione la rinascita individuale dopo un trauma con la ricostruzione collettiva affrontata dall’Aquila dopo il terremoto del 2009.
Due percorsi diversi, ma accomunati dalla necessità di partire da ferite profonde e di ricostruire attraverso la collaborazione e la solidarietà.
«Sono esperienze che si ricompongono soprattutto lavorando insieme», ha affermato Ganzerli, ricordando come la ricostruzione non possa limitarsi agli edifici, ma debba riguardare prima di tutto le persone.
Il presidente della cooperativa ha osservato i progressi compiuti nel capoluogo abruzzese, con un centro storico restituito alla città in modo più accogliente e sicuro, pur sottolineando che il percorso non è ancora terminato.
«Anche quando le ruspe se ne vanno è necessario continuare a investire nella solidarietà e nella crescita della comunità – ha aggiunto – perché le città non sono fatte soltanto di mura. Saranno soprattutto le persone più fragili a dirci se la ricostruzione è stata davvero efficace».
Secondo Ganzerli, una comunità inclusiva non è soltanto più giusta, ma anche più forte. L’inclusione permette infatti di valorizzare capacità che altrimenti rischierebbero di rimanere escluse, riduce nel tempo i costi sociali e contrasta isolamento e marginalità.
Il messaggio portato dalla Zerla al Festival è che il sociale rappresenta il tessuto che tiene insieme economia, sicurezza e qualità della vita.
Per ottenere risultati concreti, tuttavia, sono necessari progetti strutturati e duraturi. Interventi senza continuità rischiano infatti di creare aspettative che non possono essere mantenute e di non produrre un cambiamento reale nella vita delle persone.
La partecipazione al Festival si è conclusa con il ringraziamento alla Regione Abruzzo e al Ministero per le Disabilità per aver promosso un momento di confronto in una città diventata simbolo della capacità di rinascere dopo un trauma collettivo.
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