Sanità, Patto per il Nord Emilia: “Mancano i medici, ma manca soprattutto la programmazione”
MODENA - La nota di Patto per il Nord sulla sanità.
Patto per il Nord Emilia esprime forte preoccupazione per la situazione dell'emergenza-urgenza nelle province di Modena, Bologna e Ferrara.
Le notizie di questi giorni, che parlano di decine di posti vacanti tra il 118 e i Pronto Soccorso e dell'assenza di nuovi corsi di formazione per i medici dell'emergenza, confermano un problema che i cittadini vivono ogni giorno: tempi di attesa più lunghi, personale sotto pressione e servizi sempre più in difficoltà.
La situazione è ancora più critica nelle zone montane e nei territori periferici, dove la carenza di medici e di personale sanitario rischia di lasciare intere comunità con servizi sempre più ridotti. Chi vive sull'Appennino emiliano ha gli stessi diritti di chi vive nei grandi centri urbani e non può essere penalizzato solo per il luogo in cui risiede.
La sanità pubblica rappresenta uno dei pilastri fondamentali della nostra comunità e non può essere gestita rincorrendo le emergenze. Servono programmazione, investimenti e la capacità di formare i professionisti di cui il territorio ha bisogno.
«Non possiamo continuare ad assistere al progressivo indebolimento della sanità pubblica mentre medici e infermieri sono costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili – dichiara Riad Ghelfi, Segretario regionale di Patto per il Nord Emilia. – Le aree montane e i territori più periferici sono i primi a pagare il prezzo della carenza di personale, con cittadini che vedono allontanarsi servizi essenziali e tempi di intervento sempre più lunghi. La salute non può dipendere dal CAP di residenza: chi vive sull'Appennino ha gli stessi diritti di chi vive in città.»
Patto per il Nord Emilia chiede alla Regione di chiarire le ragioni della mancata programmazione dei corsi per i medici dell'emergenza e di intervenire rapidamente per colmare le carenze di organico, evitando che siano ancora una volta cittadini e operatori sanitari a pagare il prezzo di scelte tardive.
«L'Emilia è una delle regioni che contribuisce maggiormente alle casse dello Stato – prosegue Ghelfi – ed è arrivato il momento che una parte più consistente delle risorse prodotte dai nostri cittadini rimanga sul territorio per finanziare ospedali, medicina territoriale e servizi di emergenza. Il federalismo fiscale non è uno slogan, ma uno strumento concreto per garantire una sanità più efficiente, moderna e vicina alle persone. Le risorse prodotte dagli emiliani devono tornare agli emiliani.»
Patto per il Nord Emilia ribadisce che la salute dei cittadini non può essere oggetto di improvvisazione. Occorrono scelte immediate, una programmazione seria e una visione di lungo periodo che restituisca ai territori gli strumenti necessari per garantire un servizio sanitario pubblico efficiente, accessibile e di qualità, sia nelle città sia nelle aree montane.
«Su questi temi – conclude Ghelfi – Patto per il Nord continuerà a battersi con determinazione, portando avanti proposte concrete e non semplici slogan. I cittadini emiliani meritano una sanità all'altezza delle risorse che il nostro territorio produce ogni anno.»
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