Scomparsa di Francesco Guccini, tanti i messaggi di cordoglio per il “Maestrone”
MODENA - Sono tanti i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo della politica e non solo, dopo la notizia della morte del cantautore modenese Francesco Guccini, scomparso nella mattinata di giovedì 6 agosto all'età di 86 anni.
“Oggi l’Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro. La scomparsa di Francesco Guccini addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione. Guccini è stato uno dei nostri più grandi artisti, cantautore, scrittore, illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le nostalgie delle storie di ognuno. Generazioni sono cresciute con la profondità dei suoi versi a segnare momenti della propria vita e della società attorno, facendosi ispirare dal suo sguardo poetico, fine, impegnato, unico nel cogliere le sfumature, tra sogni, paure, speranze, malinconie, quelle che ci uniscono tutti e tutte”.
Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ricordano il Maestro Francesco Guccini, nato a Modena nel 1940.
Pochi mesi fa era stata presentata in Regione, a Bologna, la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”: un’esposizione costruita con Guccini, frutto di quasi tre anni di incontri, dialogo e condivisioni.
“Un ultimo dono dolce-amaro che Guccini ci ha lasciato- proseguono il presidente e l’assessora-. Ed è un primo esempio di ciò che ci impegneremo a fare per conservare e valorizzare per sempre la sua immensa opera, straordinario patrimonio culturale di questa regione e di tutto il Paese. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze, a nome di tutta la Giunta e la comunità regionale, alla sua famiglia, alla moglie Raffaella, alla figlia Teresa, agli amici e a tutti coloro che oggi lo piangono, insieme a noi. ‘Farewell’, grande Maestro”.
Il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri lo ricorda con affetto e riconoscenza.
“La notizia della morte di Francesco Guccini ci colpisce e provoca enorme tristezza. Con lui perdiamo non solo un cantautore e un poeta, ma un vero simbolo del nostro territorio, per come ha raccontato gli anni Settanta, la storia di Bologna e della nostra regione. Un simbolo anche del nostro Appennino, tanto da voler tornare a vivere la semplicità di quei luoghi e delle tradizioni". Così il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri esprime il cordoglio per la scomparsa di Francesco Guccini.
Nel luglio 2022, l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha ospitato la mostra “Non so che viso avesse. Francesco Guccini ritratto da 80 caricaturisti internazionali”. Nell'occasione, alla presenza del cantautore, fu consegnato a Guccini il premio Giovannino Guareschi per l’umorismo nella letteratura.
Il presidente Fabbri conclude: "Le sue canzoni, i suoi libri e il suo pensiero hanno cresciuto e accompagnato generazioni, insegnandoci il valore della memoria, della coerenza e dello sguardo critico sul mondo. Il legame indissolubile con i nostri luoghi e con la sua gente rimarrà un patrimonio inestimabile. Esprimo, a nome mio e della Assemblea legislativa, le condoglianze ai suoi cari e a tutti quelli che hanno potuto conoscere e apprezzare il suo immenso talento. Le persone ci lasciano, le loro opere rimangono con noi”.
"La scomparsa di Francesco Guccini lascia certamente un vuoto enorme nella cultura italiana e nel cuore dell'Emilia-Romagna ma ci consegna un’eredità inestimabile. Con lui perdiamo un artista straordinario, ma anche un uomo che ha saputo trasformare le storie della nostra terra in patrimonio collettivo”. Così Elena Carletti, presidente della Commissione Cultura dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna.
"Per me il suo ricordo ha anche una dimensione profondamente personale e familiare. Grazie a mio padre, Beppe Carletti, e ai Nomadi ho avuto la fortuna di crescere con il grande repertorio di Francesco e con il suo modo di essere, non soltanto grande cantautore, ma anche come una persona autentica, curiosa, ironica e profondamente legata alla sua gente. Era uno di quegli uomini che riuscivano a essere straordinari senza perdere la propria autenticità. "Tra i ricordi che porto con me ce n'è uno che oggi assume un significato ancora più profondo: il Concerto per l'Emilia del 25 giugno 2012 allo stadio Dall'Ara di Bologna. In quei giorni la nostra terra era profondamente ferita dal terremoto, ma seppe reagire unendosi attorno ai valori della solidarietà e della comunità. Francesco decise di esserci, accanto a mio padre Beppe e a tanti artisti emiliano-romagnoli che misero gratuitamente la propria musica al servizio dell'Emilia. Non era solo un concerto benefico: era l'abbraccio di un'intera regione a chi aveva perso case, affetti e certezze. Oggi penso che quella sia stata una delle immagini più belle della sua idea di cultura: una cultura che non resta sul palco, ma sa farsi responsabilità, vicinanza e speranza. Sapere che quella fu anche la sua ultima esibizione dal vivo con mio padre rende quel ricordo ancora più prezioso”.
Da presidente della Commissione Cultura, Carletti sottolinea il valore dell'eredità lasciata dal cantautore. "Guccini ha saputo dare dignità alla memoria, ai dialetti, alle montagne, alle osterie, alle persone comuni e alle loro storie. Ha insegnato che la cultura non è qualcosa di distante, ma vive nelle comunità, nei luoghi e nelle relazioni. La sua opera continuerà a parlare alle nuove generazioni perché racconta valori senza tempo: libertà, senso critico, solidarietà e amore per le proprie radici. Le sue canzoni, i suoi libri e il suo esempio continueranno ad accompagnarci, ricordandoci che la cultura è anche responsabilità civile e capacità di costruire comunità. È questa l'eredità più preziosa che ci lascia Francesco Guccini."
"La scomparsa di Francesco Guccini segna la perdita di una delle figure più autorevoli della cultura italiana e di uno dei più grandi interpreti dell'identità emiliano-romagnola." Lo dichiarano Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, e Niccolò Bosi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura.
"Guccini ha saputo raccontare come pochi altri l'anima della nostra terra. Nelle sue canzoni, nei suoi libri e nelle sue parole vivono l'Appennino, le città, le comunità, la memoria e i cambiamenti di un'Emilia-Romagna che ha sempre saputo guardare al futuro senza perdere il legame con le proprie radici. Il suo è stato un contributo culturale che ha superato i confini della musica, diventando patrimonio civile dell'intero Paese. Ha dimostrato che la cultura può essere popolare senza rinunciare alla profondità, capace di unire generazioni diverse e di stimolare senso critico, partecipazione e libertà di pensiero. La sua opera continua a offrire strumenti preziosi per comprendere il presente e custodire la memoria collettiva. Per l'Emilia-Romagna – concludono calvano e Bosi- Guccini è stato molto più di un grande artista: è stato una voce capace di rappresentarne il carattere più autentico, fatto di passione civile, solidarietà, amore per i territori e attenzione alle persone. Un'eredità culturale che continuerà a vivere e che le istituzioni hanno il dovere di valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni."
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