M5S, ecco 20 punti per il programma: “Inviare armi all’Ucraina allontana la pace”
(Adnkronos) - Sono aperte le votazioni della base del Movimento 5 Stelle, che si concluderanno domenica alle 14, sui 20 punti che il partito guidato da Giuseppe Conte propone per un''Alleanza per la Costituzione'. In particolare "gli iscritti dei pentastellati - saranno chiamati a rispondere al seguente quesito: 'Sei d’accordo che il presidente Giuseppe Conte sottoponga agli alleati della coalizione progressista le seguenti proposte per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?".
Tanti temi all'ordine del giorno della comunità: si spazia dalla sanità all'agricoltura, passando per il lavoro e ovviamente le bollette dell'energia. Per quanto riguarda il tema più divisivo all'interno del campo largo, quelle sulle armi all'Ucraina, la proposta è quella già anticipata ieri dall'ex premier da Dritto e rovescio e inserita nel capitolo 'L'Italia ripudia la guerra: "Cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del Paese aggredito, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale".
La posizione espressa da Conte - e ribadita ripetutamente negli ultimi giorni - si differenzia dalla linea del Pd. La segretaria dem, Elly Schlein, chiudendo la Festa dell'unità domenica scorsa a Reggio Emilia ha garantito sostegno futuro all'Ucraina evidenziando l'importanza di favorire un processo negoziale con un ruolo attivo dell'Ue.
"Se qualcuno pensa di fare un governo progressista e continuare con la stessa politica del governo Meloni, inviare armi in Ucraina riarmare la Germania dove ci sono i neonazisti che fra un po' andranno al governo e addirittura andare a spendere in acquisto per lo più di armi americane sino a 500 miliardi di qui al 2035 sarà impossibile. Non è assolutamente pensabile non imprimere una svolta rispetto alla politica estera attuale del governo", ha detto Conte ieri sera a Dritto e rovescio, su Rete4.
"Un governo progressista deve cambiare radicalmente la politica estera, dobbiamo recuperare risorse perché gli italiani ci chiedono di non avere più insicurezza e fare piani di disarmo, raggiungere dei negoziati con una svolta negoziale, un trattato di pace e soprattutto recuperare risorse per la sanità, per la scuola, per l'istruzione, gli asili nido, per i salari reali che ormai non siamo più competitivi, dobbiamo anche tutelare le nostre filiere, le nostre imprese, chi fa economia reale. Per fare questo abbiamo risorse che vanno tolte al riarmo", aggiunge.
Nelle proposte di programma a cui gli iscritti del Movimento 5 stelle dovranno dare il via libera ci sono diversi punti che riguardano la politica estera. Oltre a chiedere di voler "cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del paese aggredito, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale", si propone soprattutto il "no al piano Rearm Eu, sì a una politica estera comune, accompagnata da una difesa comune europea che garantisca significativi risparmi di spesa ed economie di scala. Il tutto rafforzando il controllo democratico demandato al Parlamento europeo" e anche il "no all’innalzamento della spesa per la difesa al 5% del Pil in sede Nato, adoperandosi per introdurre target di spesa sostenibili e compatibili con il rafforzamento del nostro modello sociale".
Al contempo si chiede di "riaffermare in ogni sede il primato del diritto internazionale assumendo anche iniziative concrete per tutelare i giudici che operano in questo settore"; "promuovere una Conferenza internazionale, recuperando lo 'spirito di Helsinki', per affermare nuovi principi di coordinamento dei rapporti internazionali e definire percorsi di sicurezza e di pace fondati sulla cooperazione e su piani condivisi di disarmo, secondo un approccio multipolare e una visione multilaterale". E poi il "riconoscimento dello stato della Palestina, risoluzione dell’accordo di cooperazione militare con Israele, promozione del superamento nell’Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele, promozione dell’adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania".
Liste d'attesa lunghe? Gli iscritti del Movimento 5 stelle - dando il via libera a Giuseppe Conte per sedersi al tavolo di coalizione - diranno sì anche alla soluzione trovata nel lungo percorso di Nova, che prevede di "istituire un fondo perequativo finanziato dalla sanità privata gestito da una struttura straordinaria di coordinamento nazionale per abbattere le liste di attesa, con poteri di intervento destinato al personale e ampliamento dell’uso di diagnostica, sale operatorie e servizi", si legge nel documento. E poi si devono anche "stabilire tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi e usarli nella valutazione dei sistemi regionali. Oltre ai livelli essenziali di assistenza aggiungere i tempi essenziali di assistenza".
Sul primo capitolo, quello riguardante la sanità, le proposte non si limitano a questo, certamente. C'è la modifica del titolo V della Costituzione, con il rafforzamenti dei poteri di coordinamento dello Stato nella gestione del Servizio sanitario nazionale e un accesso di qualità garantito a tutti. C'è la richiesta di "aumentare strutturalmente il finanziamento del Ssn per recuperare il divario rispetto alla media Ocse. Adeguare le retribuzioni del personale sanitario pubblico agli standard europei. Eliminare i tetti alle assunzioni e avviare un piano straordinario di reclutamento", il via della politica dalle nomine nella sanità con la "selezione dei dirigenti della sanità per merito e non per appartenenza politica".
E poi la prevenzione come investimento, che consiste nello "scorporare dai vincoli di bilancio europei gli investimenti in prevenzione sanitaria. La prevenzione non è un costo da contenere, ma un investimento sulla salute e sulla sostenibilità futura del Ssn".
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