Nuovo nido di via Magenta a Modena intitolato ad Aude Pacchioni
MODENA - Piena valorizzazione della memoria civica, riconoscimento del ruolo delle donne nella storia della città e attenzione ai servizi per l’infanzia come leva di equità e sviluppo. Sono alcuni dei punti cardine della mozione presentata da Pd, M5s, Avs, Spazio democratico e Modena civica, approvata dal Consiglio comunale nella seduta di lunedì 14 settembre con il voto a favore dei gruppi proponenti e quello contrario di Fratelli d'Italia e Modena in ascolto. La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a intitolare ad Aude Pacchioni il nuovo nido d’infanzia di via Magenta, articolato in quattro sezioni per complessivi 64 posti, che rappresenta un ampliamento significativo dell’offerta educativa cittadina per la fascia zero-tre anni ed è tra gli interventi finanziati dal Pnrr per il potenziamento dei servizi educativi. Illustrando il documento, Anna De Lillo (Pd) ha richiamato la figura di Aude Pacchioni, protagonista della vita politica, amministrativa e civile modenese del secondo Novecento. Nata a Soliera nel 1926, partecipò giovanissima alla Resistenza nella Brigata “Diavolo” con il nome di battaglia “Mimma” e, nel dopoguerra, fu attiva nell’impegno sindacale e nell’Unione Donne Italiane, dedicandosi alla tutela dei diritti delle lavoratrici e all’emancipazione femminile. Eletta consigliera comunale nel 1956, entrò in Giunta nel 1960 con deleghe ai Servizi sociali e alla Sanità, assumendo nel tempo anche responsabilità al Bilancio e al Patrimonio nelle amministrazioni guidate da Alfeo Corassori, Rubes Triva, Germano Bulgarelli e Mario Del Monte.
Nel testo approvato si sottolinea il contributo determinante offerto da Pacchioni alla costruzione del welfare modenese, fondato su servizi pubblici universalistici e su una forte responsabilità collettiva. In particolare, viene ricordato il suo ruolo nella progettazione e apertura dei primi asili nido comunali, concepiti non solo come sostegno alle madri lavoratrici ma come diritto delle bambine e dei bambini, anticipando con l’esperienza modenese la normativa nazionale del 1971. La mozione evidenzia inoltre il suo impegno nella trasmissione della memoria democratica, anche come presidente provinciale dell’Anpi dal 1998 al 2018, e il riconoscimento ricevuto nel 2003 con l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Con l’atto approvato, l’Amministrazione viene inoltre impegnata a promuovere, in occasione dell’intitolazione, un momento pubblico di condivisione con la cittadinanza, coinvolgendo la famiglia di Aude Pacchioni, e a valorizzarne la figura all’interno della struttura attraverso strumenti informativi che ne raccontino il percorso e l’impegno per i diritti, l’infanzia e il sistema dei servizi pubblici. L’approvazione della mozione è stata anticipata da un dibattito aperto da Martino Abrate (Avs), il quale ha voluto richiamare sia il valore educativo e sociale dei nidi che lo specifico ruolo di Aude Pacchioni nella costruzione del welfare modenese. Il consigliere ne ha ripercorso il lungo arco biografico nel segno dell’impegno, a partire dalla Resistenza fino all’attività amministrativa, sottolineando l’importanza di riconoscerne l’eredità. “Ricordarla in un luogo educativo – ha detto Abrate - è un segnale importante di unità”, auspicando un voto condiviso per valorizzare una figura ritenuta centrale per i diritti delle donne e dell’infanzia.
Per il Pd, Stefano Manicardi ha preliminarmente richiamato al rispetto dovuto a una figura che ha contribuito alla crescita della città, invitando a evitare letture riduttive, sottolineando come Pacchioni abbia costruito servizi fondamentali che sono ancora oggi punto di riferimento. Il consigliere ha osservato che “se oggi esistono questi servizi è grazie a persone come lei”, evidenziandone la capacità di interpretare il proprio tempo e di lasciare un’eredità duratura per la comunità modenese. A sua volta, Alberto Bignardi ha ripercorso la biografia di Pacchioni, dalla Resistenza all’impegno politico e amministrativo, mettendo in luce il suo contributo determinante alla nascita dei nidi comunali e del welfare cittadino, ricordandone il ruolo nelle istituzioni e nell’Anpi, oltre al riconoscimento nazionale ricevuto da presidente Ciampi nel 2003. “Mi sembrano sufficienti ragioni per intestarle una scuola”, ha concluso. Anna De Lillo ha messo in evidenza la continuità tra l’impegno nella Resistenza e quello nelle istituzioni, soffermandosi sul ruolo di Aude Pacchioni nello sviluppo dei servizi educativi e nel sostegno all’emancipazione femminile. Considerando i nidi come strumenti essenziali per conciliare lavoro e maternità, collegando memoria storica e diritti attuali, la consigliera ha chiosato dicendo che “intitolarle il nido significa ricordare alle generazioni successive da dove vengono alcuni dei diritti e dell'opportunità che oggi abbiamo”. Federica Di Padova ha voluto inserire il dibattito in una riflessione storica sul dopoguerra italiano, sottolineando l’assenza di un momento di piena assunzione di responsabilità (“una mancata Norimberga”). La consigliera ha spiegato che l’intitolazione non richiede necessariamente un’adesione totale alla figura scelta: “Siamo in grado di riconoscere autorevolezza senza condividerne tutto”, ha affermato, ribadendo che l’atto è coerente con i valori costituzionali, tra questi l’antifascismo. Giovanni Silingardi (M5s) ha invitato a concentrarsi sul merito della proposta, ossia il contributo di Pacchioni al welfare e ai servizi per l’infanzia, ricordando come l’apertura dei nidi precedette la normativa nazionale, segnando un modello decisamente innovativo per l’epoca. “Se si riconosce quel modello, allora la dedica è giusta”, ha sostenuto, riconoscendo il possibile carattere divisivo della scelta ma dichiarando il proprio convinto sostegno alla mozione.
Per Fratelli d’Italia, Paolo Barani ha annunciato il voto contrario, ritenendo l’intitolazione inopportuna per un luogo frequentato da tutta la cittadinanza, comprensiva di tutte le posizioni politiche. Il consigliere ha richiamato una vicenda controversa legata ad alcune dichiarazioni di Pacchioni, pur riconoscendone la correttezza giuridica. Ha infine sostenuto la necessità di scelte più condivise e meno divisive. Anche Luca Negrini ha criticato metodo e merito della proposta, parlando di forzatura rispetto ai percorsi istituzionali e di assenza di confronto. Pur non mettendo in discussione la figura, il capogruppo ha contestato la scelta di una intitolazione non condivisa. “E' impossibile votare a favore, soprattutto per le modalità”, ha spiegato, chiedendo maggiore attenzione a percorsi unitari per spazi pubblici frequentati da tutti. Nel suo intervento, Ferdinando Pulitanò ha richiamato episodi e prese di posizione che, a suo avviso, rendono la figura di Pacchioni divisiva. Pur dichiarandosi favorevole ad altre intitolazioni trasversali, ha espresso contrarietà per una gestione ritenuta ideologica e non inclusiva degli spazi pubblici cittadini. Infine, Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha anch’egli espresso un giudizio critico, riconoscendo alcuni meriti alla figura di Pacchioni, sottolineando al contempo il carattere divisivo della proposta. Il consigliere ha evidenziato come la tradizione cittadina abbia sempre privilegiato intitolazioni neutre e ha piuttosto invitato a guardare anche alle esigenze attuali dei nidi, chiedendo maggiore apertura a soluzioni innovative sui servizi per l’infanzia.
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