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01 Novembre 2026
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Mirandola, primo mese di lavoro per il nuovo ambulatorio chirurgico all’ospedale “Santa Maria Bianca”

MIRANDOLA - Un nuovo ambulatorio chirurgico per il Santa Maria Bianca che amplia la capacità di risposta del presidio e sostiene lo sviluppo delle attività chirurgiche programmate ad alta efficienza: si è concluso il primo mese di lavoro nello spazio oggi dedicato prevalentemente a isteroscopie e colposcopie ma che nei prossimi mesi potrà ospitare una gamma più ampia di interventi, in modo coordinato e condiviso tra le Unità Operative coinvolte (tra cui dermatologia, chirurgia generale, oculistica). L’attività – i cui dettagli saranno presentati nell’inaugurazione prevista a fine mese – è stata illustrata giovedì 3 settembre, ai consiglieri dell’Unione dei comuni Area Nord. L’incontro, cui ha partecipato anche l’Assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, è stato occasione per aggiornare sull’avanzamento delle progettualità e sulle prospettive di sviluppo la sanità del territorio di Mirandola. Tra queste, gli investimenti strutturali e manutentivi per sedici milioni di euro sull’Ospedale e il Distretto e l’incremento di 40 posti letto attivi al Santa Maria Bianca, dagli attuali 98 a 138 entro il 2029. Un incremento non solo numerico ma che si lega alla presenza di nuove aree specialistiche a media e alta intensità come la terapia semintensiva e ad una più specifica caratterizzazione delle degenze chirurgiche di ortopedia e chirurgia generale e multidisciplinare, che qualificano la struttura in coerenza con le sue vocazioni e con i nuovi bisogni assistenziali dei cittadini.

“Oggi l’evoluzione della salute dei nostri pazienti, le innovazioni della medicina e lo sviluppo di nuovi percorsi e modalità di assistenza – spiega Anna Manduchi, direttrice sanitaria dell’ospedale – consentono, anzi richiedono al sistema una maggior specializzazione dei posti letto ospedalieri, che si integrano con quelli territoriali di cui in passato non disponevamo. Ciò ci consente un utilizzo più appropriato dei diversi contesti, riducendo i giorni di degenza quando non necessari, e collocando i pazienti nel luogo più giusti rispetto all’evoluzione del loro percorso di cura”. 
Altri 20 posti letto si aggiungeranno infatti con l’Ospedale di Comunità di Finale Emilia attualmente in fase di completamento insieme alla Casa di Comunità. Sede che arricchirà la rete di cui fanno già parte le Case di Mirandola, Cavezzo, Concordia sulla Secchia e San Felice sul Panaro. Nell’ambito del progetto di riordino di tutta la sanità provinciale avviato su mandato della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, si lavora alla costruzione di una rete provinciale integrata, nella quale, per l’area Nord Modenese, gli ospedali Santa Maria Bianca di Mirandola e Ramazzini di Carpi operino con funzioni distinte e complementari, in stretta connessione con i servizi territoriali. Gli interventi sul Santa Maria Bianca procederanno dunque parallelamente al percorso per la realizzazione del nuovo Ospedale di Carpi, all’interno di una programmazione unitaria. Gli investimenti strutturali e manutentivi sull’ospedale e sul Distretto di Mirandola hanno un valore complessivo di quasi 16 milioni di euro e comprendono la cosiddetta “Fase 2” dell’ospedale, insieme ad opere di adeguamento strutturale e impiantistico e di riqualificazione degli spazi. L’obiettivo condiviso è garantire ai cittadini percorsi di cura più chiari e continui, valorizzando le competenze dei professionisti e sviluppando le specifiche vocazioni dei due presidi. È ormai ampiamente consolidato il ruolo di Mirandola quale riferimento per la Pneumologia del Sistema Nord e per il coordinamento degli specialisti territoriali di tutta la provincia. Il Santa Maria Bianca garantisce importanti attività ambulatoriali per pazienti acuti e cronici, tra cui l'ambulatorio di Affido respiratorio, percorsi per le apnee ostruttive del sonno, consulenza continuativa anche per i degenti dell'Ospedale di Carpi. Resta inoltre riferimento per la broncoscopia diagnostica per definire la natura delle lesioni bronchiali. A queste funzioni si affiancano i nuovi modelli di presa in carico dei pazienti internistici, cronici e fragili, tra cui il Day Service internistico e i percorsi integrati tra ospedale e medicina territoriale. Un ambito strategico di forte sviluppo sarà il Percorso Donna, per il quale Mirandola assumerà una funzione di riferimento nel Sistema Nord attraverso spazi dedicati alla ginecologia, alla senologia e alla chirurgia ricostruttiva. L’integrazione delle attività senologiche di Carpi e Mirandola contribuirà inoltre allo sviluppo della Breast Unit del Sistema Nord e al rafforzamento della rete provinciale per la salute della donna. Il Santa Maria Bianca consoliderà inoltre le proprie funzioni provinciali nella Citopatologia, nell’ortogeriatria e nelle attività chirurgiche ad alta efficienza, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le sale operatorie e contribuire alla riduzione dei tempi di attesa. Per la Citopatologia - già riferimento provinciale per la diagnostica oncologica urinaria - si estenderà l’ambito della patologia tiroidea e arriveranno 1.9 milioni di euro per il progetto regionale di “digital pathology”. Inoltre i due ospedali del Sistema Nord Modenese sono inseriti appieno nel piano provinciale di sviluppo della chirurgia robotica.
 
 
Un ulteriore asse di lavoro riguarda la collaborazione con il Tecnopolo di Mirandola e con il distretto biomedicale, nell’ambito del quadro condiviso per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione tecnologica tra Azienda USL di Modena, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Ospedale di Sassuolo Spa e Fondazione Democenter. La programmazione comprende infine il rafforzamento dei professionisti, attraverso azioni di reclutamento, formazione, valorizzazione delle competenze, collaborazione universitaria e welfare aziendale. Rimane fondamentale la partecipazione di questi ultimi, ma anche delle istituzioni locali, dei medici di medicina generale, del volontariato e dei cittadini nella definizione delle scelte organizzative. In questa direzione proseguirà il lavoro del gruppo interdistrettuale previsto dal protocollo tra Azienda USL di Modena, Unione Comuni Modenesi Area Nord, Unione delle Terre d’Argine, Comune di Mirandola e Comitati consultivi misti, con il compito di accompagnare lo sviluppo condiviso dei due ospedali e dei servizi territoriali.
“La sostenibilità della sanità pubblica passa attraverso la capacità di innovare, mettere in rete competenze, tecnologie e strutture, superando logiche frammentate e rafforzando invece l'integrazione tra ospedali e servizi territoriali per rispondere ai bisogni dei cittadini di oggi e di domani – dichiara Mattia Altini, direttore generale dell'Azienda USL di Modena – Il percorso avviato nel Sistema Nord Modenese va in questa direzione: definire con chiarezza vocazioni, funzioni e investimenti per garantire cure di qualità, prossimità e continuità assistenziale. È un lavoro che può avere successo solo attraverso il dialogo costante con le istituzioni locali, i professionisti, il volontariato e le comunità, perché le migliori scelte per il futuro nascono dalla capacità di condividere una visione comune e tradurla in azioni concrete".

 
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