Perquisizioni medici che facevano certificati per evitare il trasferimento nei Cpr, AVS: “Effetto della lotta a destra tra Vannacci, FdI e salviniani”
La nota di Paolo Trande, medico e consigliere regionale AVS Emilia-Romagna e Donatella Albini, medica e responsabile nazionale salute di Sinistra Italiana sull'inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati medici, per evitare il trasferimento di stranieri nei Cpr.
Ventitré medici perquisiti all’alba e trattenuti per ore, come dei criminali. Trattati come se fossero parte di una organizzazione criminale o terroristica. L’accusa? Enorme, invereconda: associazione a delinquere! Molti di questi medici non hanno mai nascosto la loro convinzione, basata su “scienza, coscienza” ed esperienza che gli attuali CPR siano luoghi inadatti a ospitare persone migranti o perché lì rischiano di ammalarsi (luoghi patogeni), o perché le loro condizioni psichiche o fisiche sono incompatibili con una detenzione amministrativa.
Ai più, non medici, non sanitari, può apparire incomprensibile questa convinzione ma per noi medici è del tutto normale perché prima viene la salute del paziente e poi il resto. All’atto dell’iscrizione all’Ordine dei Medici, organo sussidiario dello Stato, prestiamo un giuramento che ci obbliga, moralmente ed eticamente, ad adoperarci esclusivamente della salute e del bene dei nostri pazienti. Chiunque essi siano: migranti, delinquenti, assassini, reietti, ricchi, ignoti, famosi, amici, nemici etc. Questo giuramento è l’impegno preliminare a garanzia di ognuno dei nostri pazienti. Il giuramento di Ippocrate del V o IV secolo avanti Cristo che diviene, nel secolo scorso, "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" di Immanuel Kant.
Può essere difficile comprenderlo per un cittadino qualsiasi ma deve sapere che questo è il più importante presidio immateriale alla sua salute, alla valutazione clinica autonoma e indipendente, da leggi e interessi economici, della sua malattia. Ancora più difficile da comprendere risulta per razzisti e re-migrazionisti, che vorrebbero i medici deputati alla certificazione di idoneità alla traduzione al CPR, come dei burocrati, degli oscuri funzionari statali o come “medici ausiliari di pubblica sicurezza” che obbediscono alle direttive del governo di turno. No, noi non ci piegheremo mai, facciamo un altro mestiere, abbiamo una regola che viene prima di tutte le altre: la salute dei nostri pazienti. E serve a tutti, anche ai razzisti e re-migrazionisti.
Questa inchiesta, portata avanti da alcune Procure e che vede un Ministero dell’Interno molto “impegnato e attivo”, come sempre quando c’è da fare propaganda, finirà in nulla. Finirà in nulla perché la potente legge morale della salute del paziente, chiunque esso sia, anche se non se ne conosce nome e nazionalità, viene prima di tutto, non è giudicabile con gli strumenti normali dei codici giuridici. Finirà in nulla perché la valutazione clinica di un medico ha una componente soggettiva essenziale, insopprimibile e non valutabile da qualsiasi articolo di legge. Nel caso in questione riconosciuto anche dall’articolo 3 comma 1 della circolare ministeriale del 2022 che regola queste visite, quando chiede al medico di valutare ogni patologia o condizione di vulnerabilità che rendano incompatibile la permanenza in comunità ristrette. La vulnerabilità, cosa c’è di più soggettivo della valutazione di vulnerabilità.
La vicenda delle perquisizioni dei ventitré medici è dentro la più generale battaglia interna alla destra generata dalla comparsa del movimento di Vannacci. Stanno impazzendo, ogni giorno devono trovare un modo per mostrare che la destra “vera” sono loro, che anche loro perseguono gli obiettivi della destra vannacciana, che i post-fascisti e i leghisti di rito salviniano (sempre meno) sono ferocemente contro l’immigrazione e che non c’è ragione di votare Vannacci. I frutti avvelenati della lotta a destra si abbattono sullo stato di diritto, che diviene sempre più di polizia, contro ogni dissenso o deviazione dalle richieste dei “capi” e sui principi etico-umanitari veri capisaldi di quella cosa che chiamiamo “Occidente”.
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