Pestaggio a Concordia, la giovane vittima riconosce alcuni volti: si stringe il cerchio
CONCORDIA – Si stringe il cerchio attorno agli autori della violenta aggressione avvenuta la sera del 30 agosto in piazza 29 Maggio a Concordia, dove un 22enne è stato accerchiato e picchiato da un gruppo di uomini, riportando gravi fratture alla mandibola.
Secondo quanto emerge dagli ultimi sviluppi dell’indagine, la vittima sarebbe stata convocata in caserma dai Carabinieri e avrebbe riconosciuto alcuni dei volti che gli sono stati mostrati. Un passaggio importante nell’attività investigativa, che prosegue per identificare tutti i componenti del gruppo e chiarire le responsabilità individuali nell’aggressione.
Il giovane aveva raccontato di essere stato affrontato da sei uomini e colpito ripetutamente con calci e pugni, anche dopo essere caduto a terra. Le conseguenze erano state pesanti: la frattura scomposta della mandibola, il ricovero e un intervento chirurgico.
Sul movente resta al centro la ricostruzione già riferita dal 22enne. L’aggressione sarebbe collegata alla precedente vicenda del cane che il 23 agosto aveva morso un cinquantenne a Concordia. Il ragazzo sostiene di essere amico del proprietario dell’animale e di essere stato coinvolto indirettamente nella vicenda quando gli era stato chiesto di fare da tramite per ottenere informazioni e documentazione relativa al cane.
Secondo la sua versione, gli aggressori potrebbero averlo scambiato per il proprietario dell’animale oppure averlo comunque ritenuto coinvolto nella vicenda. Saranno ora gli accertamenti dei Carabinieri a stabilire se questa ricostruzione trovi riscontro e quale sia stato esattamente il movente del pestaggio.
Il riconoscimento di alcuni volti rappresenterebbe però un primo elemento concreto per risalire agli autori dell’aggressione. Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire chi fosse presente quella sera, chi abbia materialmente partecipato al pestaggio e quale ruolo abbia avuto ciascuno.
Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca Marika Menozzi, che ha confermato il confronto dell’Amministrazione con Prefettura e Carabinieri e ha espresso «piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura».
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