Concordia, la vicenda del cane finisce in un pestaggio: 22enne con la mandibola fratturata
Una tranquilla passeggiata con una ragazza si trasforma in un incubo. È successo a Sufian Muhammad, 22enne di Concordia sulla Secchia, che nella notte tra il 29 e il 30 agosto stava camminando per le strade del suo paese, nei pressi della palestra comunale. Mezzanotte è passata da poco, l’atmosfera è tranquilla, con i due giovani c’è anche una loro coetanea. Stando alla testimonianza di Sufian, all’improvviso una Opel nera si ferma vicino al gruppetto, dall’auto scendono sei uomini che si avvicinano a lui minacciosamente e lo accusano di aver preso in giro uno di loro giorni prima. Inutili le obiezioni di Sufian che viene colpito da uno degli uomini, cade a terra e viene pestato violentemente da tutto il branco con raffiche di calci al corpo e al volto. Il pestaggio è così feroce che il 22enne perde i sensi.
La corsa in ospedale e l’operazione di urgenza
Tempestivo l’intervento di un’ambulanza che lo porta al Pronto Soccorso di Mirandola. I medici lo fanno trasferire al Policlinico per un intervento: “Frattura scomposta corpo mandibolare destro e frattura composta sottocondilare sinistro”. In pratica gli aggressori miravano a colpire la testa. Dopo quattro giorni Sufian viene dimesso ancora dolorante, dovrà assumere antibiotici e antidolorifici per almeno una settimana. Il giorno dopo le dimissioni il giovane ha denunciato l’aggressione ai Carabinieri di Concordia fornendo agli inquirenti una descrizione molto dettagliata degli aggressori per quanto riguarda età, corporatura e abbigliamento. Stando alla denuncia, i responsabili parlavano con accento dell’Europa dell’est.
Una possibile causa del pestaggio: leggi l'approfondimento
Cosa c’è all’origine dell’aggressione?
Il ragazzo sostiene di conoscerne di vista solo due, ma di non aver mai insultato uno di loro, come invece sostenevano gli aggressori. L’episodio è collegato a un fatto avvenuto il 23 agosto, quando a Concordia un 50enne è stato aggredito da un cane. Il caso è al vaglio degli inquirenti, non è ancora chiaro se durante quell’episodio il cane abbia attaccato spinto da un comando oppure per altri motivi.
Secondo quanto raccontato dal 22enne, dopo quell’episodio l’uomo ferito gli avrebbe chiesto di fare da tramite per ottenere informazioni e i certificati vaccinali del cane. Sufian sostiene però di essersi rifiutato di entrare nella vicenda. La sua ipotesi è che alcuni conoscenti del cinquantenne lo abbiano successivamente scambiato per il proprietario dell’animale e abbiano organizzato contro di lui una sorta di spedizione punitiva. «Sono solamente un amico del proprietario del cane – dichiara Sufian –. Per questa storia ci ho quasi rimesso la vita».
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