Rifiuti, Ballestrazzi attacca i dati della Regione: «L’80,3% di differenziata non basta, quanto ricicliamo davvero?»
MODENA – L’Emilia-Romagna ha raggiunto nel 2025 l’80,3% di raccolta differenziata e Modena, con l’85,5%, è la provincia con il risultato migliore della regione. Ma per Vittorio Ballestrazzi, ex consigliere comunale modenese ed ex esponente del Movimento 5 Stelle, questi numeri da soli non bastano per stabilire se il sistema dei rifiuti sia davvero virtuoso.
Ballestrazzi interviene dopo il comunicato con cui la Regione Emilia-Romagna, il 4 settembre, ha annunciato il superamento dell’obiettivo dell’80% previsto dal Piano regionale dei rifiuti. Il punto, sostiene, è distinguere tra raccolta differenziata e riciclo effettivo.
«La Regione celebra l’80,3% di differenziata nel 2025. Manca il numero che dice se funziona», scrive. E richiama i dati dell’anno precedente: nel 2024 la raccolta differenziata regionale aveva raggiunto il 79%, mentre il tasso di riciclaggio si era fermato al 60%. Un dato, quest’ultimo, comunque superiore al target europeo del 55%, ma distante di 19 punti dalla quantità di rifiuti raccolti separatamente.
Ballestrazzi concentra poi l’attenzione su Modena. Nel 2025 la provincia ha raggiunto l’85,5% di raccolta differenziata, mentre il Comune capoluogo si è fermato al 79,7%, in crescita di 0,8 punti rispetto all’anno precedente.
Secondo l’ex consigliere, il risultato provinciale sarebbe trainato soprattutto dai territori nei quali sono stati introdotti sistemi di raccolta porta a porta e tariffazione puntuale, tra cui Carpi, Mirandola e diversi Comuni della Bassa modenese. Più critica, invece, la sua valutazione sul sistema adottato nel capoluogo, dove negli ultimi anni la raccolta è stata più volte modificata.
La questione, per Ballestrazzi, non riguarda soltanto quanta parte dei rifiuti venga separata dai cittadini, ma anche la qualità di ciò che finisce nei diversi flussi. Nella sua nota richiama in particolare le analisi merceologiche effettuate sui rifiuti destinati all’inceneritore di via Cavazza e sostiene che una quota significativa del materiale avviato alla combustione sarebbe costituita da organico, carta e cartone che avrebbero potuto essere intercettati dalla raccolta differenziata.
Da qui la richiesta di maggiore trasparenza sui controlli: quante analisi vengono effettuate sui singoli flussi della raccolta differenziata, Comune per Comune, e dove vengono pubblicati i risultati?
Ballestrazzi apre poi un secondo fronte, quello dell’inceneritore modenese. Nella mail inviata alla redazione sostiene che nel 2025 l’impianto abbia bruciato 196.177 tonnellate di rifiuti, delle quali oltre 110mila classificabili come rifiuti speciali, provenienti anche da altre regioni italiane. Un elemento che, a suo giudizio, rende necessario discutere non soltanto delle percentuali di differenziata, ma anche del ruolo dell’impianto modenese nel sistema di smaltimento nazionale.
«Più differenziamo, più capacità si libera per i rifiuti degli altri», sintetizza Ballestrazzi, che collega il tema anche al disagio ambientale sopportato dal territorio.
La sua conclusione torna così al dato dal quale era partito: l’80,3% di raccolta differenziata rappresenta certamente un indicatore importante, ma per valutare davvero l’efficacia del sistema bisognerà conoscere anche la percentuale di riciclo effettivo del 2025.
Ballestrazzi fu eletto in Consiglio comunale nel 2009 come candidato sindaco della Lista civica Modena Beppe Grillo.it, formazione dalla quale sarebbe poi nato il gruppo Modena 5 Stelle. Lasciò successivamente il Movimento e nel 2012 si dimise dal Consiglio comunale.
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