San Prospero, si è chiusa alla Cantina Zucchi la 5ª edizione della Festa della Vendemmia di Confagricoltura Emilia-Romagna
SAN PROSPERO - Si è conclusa ieri sera, alla Cantina Zucchi di San Prospero, la quinta edizione della Festa della Vendemmia di Confagricoltura Emilia-Romagna, che durante settembre ha attraversato Parma, Ferrara e Modena sotto il claim “Dietro ogni grappolo c’è una storia”. Un ultimo appuntamento che ha permesso di raccontare il lavoro della famiglia Zucchi e, allo stesso tempo, di tracciare un primo bilancio della vendemmia 2026 con Renzo Pelliciari, presidente della Sezione vitivinicola di Confagricoltura Emilia-Romagna.
Pelliciari: «Vendemmia molto buona, qualità ottima»
“La vendemmia è andata molto bene e si è svolta complessivamente in condizioni ottimali – ha spiegato Pelliciari –. All’inizio della stagione tutto faceva pensare a una raccolta fortemente anticipata, ma il caldo intenso, soprattutto in agosto, ha rallentato la maturazione degli acini. Alla fine l’anticipo è risultato molto meno marcato di quanto si potesse immaginare inizialmente”. Il bilancio produttivo è positivo: “La qualità delle uve è ottima e la quantità si colloca all’incirca sui livelli dello scorso anno, pur con differenze tra territori e varietà a bacca bianca e rossa”.
A pesare sono stati gli eventi meteorologici estremi. Secondo Pelliciari, le grandinate hanno interessato una fascia territoriale di circa 200-250 chilometri, provocando nelle aree direttamente colpite perdite dal 50 all’80% del raccolto. «Possiamo avere un’annata complessivamente molto buona e, a pochi chilometri di distanza, aziende che hanno perso metà o quasi tutto il raccolto. La variabilità degli eventi climatici è ormai un fattore con cui la viticoltura deve confrontarsi strutturalmente».
Sul fronte economico, per il comparto del Lambrusco la Regione Emilia-Romagna ha attivato per la vendemmia 2026 lo stoccaggio delle produzioni IGT Emilia tipologia Lambrusco eccedenti i 235 quintali per ettaro e fino ai 290 quintali, misura richiesta dal Consorzio di tutela per governare l’offerta in rapporto all’andamento del mercato.
Schiavi: «Difendere il reddito delle imprese»
Ad aprire la serata è stato Francesco Schiavi, presidente di Confagricoltura Modena: “La vendemmia dovrebbe essere sempre un momento di soddisfazione e di speranza, ma non possiamo nascondere le difficoltà che il settore sta attraversando”, tra cambiamento dei consumi, difficoltà dei margini, incertezza dei mercati ed effetti del cambiamento climatico.
“Il nostro compito come Confagricoltura è continuare a difendere il reddito e la dignità dei nostri agricoltori. Dietro ogni bottiglia, dietro ogni vendemmia, ci sono lavoro, competenza, passione e soprattutto la capacità di credere ancora nella nostra terra” conclude il discorso Schiavi.
Bonvicini: “Il valore di una bottiglia nasce in campagna”
A tracciare il bilancio della quinta edizione è Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna: “Con Parma, Ferrara e Modena abbiamo raccontato la vendemmia partendo dalle aziende e dalle persone. Tre territori e tre realtà diverse che mostrano quanto sia ricca e articolata la viticoltura dell’Emilia-Romagna. Dietro la qualità dei nostri vini ci sono imprese che investono, innovano e affrontano ogni anno le incognite del clima e del mercato. Il valore di una bottiglia nasce prima di tutto in campagna”.
“La qualità della vendemmia 2026 è un segnale positivo, ma da sola non basta: deve tradursi in reddito per le imprese, perché possano continuare a investire, mantenere vivi i territori e consegnare questa agricoltura alle nuove generazioni”.
Borghi: «La Cantina Zucchi è un vanto per San Prospero»
Il sindaco di San Prospero, Sauro Borghi, ha sottolineato il profondo radicamento dell’azienda nella comunità: “La Cantina Zucchi è un vanto per il nostro territorio. È una realtà che ha saputo rinnovarsi e continuare a competere in un mercato diventato molto complesso”.
Borghi ha ricordato che anche suo nonno lavorò nell’azienda e ha richiamato la trasformazione del paesaggio agricolo: un tempo, dalla propria abitazione, Modena quasi scompariva dietro vigneti e pereti; la loro progressiva riduzione dà oggi la misura delle difficoltà attraversate dal settore. “Per affrontarle serve il lavoro di tutti, dalle imprese alle istituzioni fino alle organizzazioni agricole”.
Alla serata hanno partecipato, tra gli altri, Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara; Diana Bortoli, presidente di Confagricoltura Donna Emilia-Romagna; Riccardo Garuti, presidente ANGA Modena; Gabriella Botti, presidente ANPA Modena, oltre a rappresentanti delle istituzioni e del territorio. Il parroco di San Prospero, don Tommaso, ha impartito la benedizione.
Tre tappe, tre storie dell’agricoltura regionale
L’appuntamento modenese ha chiuso un percorso iniziato il 2 settembre all’Azienda Agricola La Madonnina di Torrechiara, nel Parmense, dove protagonista è stato anche il recupero dell’antica uva Termarina, e proseguito il 25 settembre all’Azienda Agricola Bellettato Ettore di Berra, nel Ferrarese, con un incontro dedicato alla vendemmia, all’impresa vitivinicola e al rapporto diretto con i produttori. Tre realtà differenti accomunate dalla volontà di raccontare il vino partendo da dove nasce: dalla terra, dal vigneto e dal lavoro degli agricoltori. Con la tappa di San Prospero si chiude così la quinta edizione della Festa della Vendemmia di Confagricoltura Emilia-Romagna: tre territori, tre aziende e tre storie per raccontare le persone che stanno dietro ogni grappolo.
La storia della famiglia Zucchi
Protagonisti della serata sono stati Davide Zucchi e la figlia Silvia, terza generazione di un’azienda familiare nata negli anni Cinquanta con Bruno Zucchi. La Cantina Zucchi dispone di circa 10 ettari di vigneto di proprietà e concentra la propria attività sul Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino e Trebbiano Modenese, seguendo direttamente il lavoro dalla potatura alla vendemmia manuale. Silvia Zucchi, diplomata alla Scuola di Enologia di Conegliano e rientrata stabilmente nell’azienda familiare nel 2010 dopo esperienze in Italia e all’estero, ha impresso un’ulteriore spinta alla ricerca qualitativa, sviluppando anche una propria linea dedicata al Lambrusco di Sorbara in purezza, interpretato attraverso differenti metodi, dallo Charmat al Metodo Classico fino alla rifermentazione in bottiglia. La ricerca aziendale si è estesa anche al Pinot Nero. Durante l’incontro Silvia Zucchi ha raccontato un percorso fatto di crescita e sperimentazione, ma anche della capacità, quando necessario, di recuperare pratiche più tradizionali in campagna e nella raccolta, mantenendo la qualità come obiettivo centrale.
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