Tariffe servizi idrici e raccolta rifiuti, il Comitato “Aimag per il Territorio”: “I comuni non possono nascondersi dietro Atersir”
CARPI - Nota stampa da parte del Comitato "Aimag per il territorio":
"MA… IN SOSTANZA… COS’ E’ QUESTA ATERSIR e cosa ha che fare con le tariffe dell’idrico e della raccolta rifiuti? Sempre più di frequente i cittadini sentono parlare di Atersir, vuoi per le tariffe del ciclo integrale dell’acqua, vuoi per quelle della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Purtroppo però difficilmente un cittadino famigliarizza con la natura e il ruolo di questo organismo. Ci proviamo. Atersir sta per Agenzia Territoriale Emilia Romagna Servizi Idrici Rifiuti, in sostanza si tratta di un ente pubblico intermedio nato nel 2011 da una legge regionale, che tra le varie cose ha potere di definizione dei massimi tariffari e degli ambiti minimi per le gare dei servizi stessi. Lasciando al momento da parte il tema degli ambiti minimi che riprenderemo in un secondo comunicato specifico, vorremmo cercare di chiarire quale sia il ruolo di Atersir nella definizione delle tariffe dei servizi. Per ragionare su questo punto occorre chiarire che Atersir, come ente intermedio, rende operative sui territori le indicazioni di Arera, cioè dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente. Che ha carattere nazionale. Arera determina con validità quadriennale, e verifiche intermedie dopo due anni, quello che è definito costo efficiente, cioè il costo complessivo strettamente necessario per erogare un servizio pubblico standard, come la gestione dei rifiuti e il servizio idrico. Tale costo è composto da costi di esercizio, cioè di funzionamento delle aziende, e investimenti per il miglioramento del servizio stesso.
Come detto, tale costo viene tradotto a livello locale per la Regione Emilia-Romagna da Atersir sulla base di una serie di parametri che considerano i livelli di efficienza e di qualità, dei servizi prestati dalle aziende che operano nello stesso ambito territoriale. Ambito che per la nostra Regione è definito di estensione provinciale nel quale operano tre aziende: Aimag, Hera e Sorgea. Questa traduzione a livello di ambito territoriale è compito del Consiglio di Ambito operante all’interno di Atersir, consiglio costituito da un rappresentante degli enti locali per ogni provincia della Regione. Dalle attività di Atersir escono i Piani Economico Finanziari ottimali dai quali derivano i massimi tariffari per i servizi idrico e raccolta e smaltimento rifiuti. In sostanza stante una dimensione ottimale di spesa prevista si ottengono le tariffe massime applicabili alle diverse tipologie di utenza per assicurare la copertura delle spese previste nel piano. I livelli di tali tariffe sono definiti per singolo comune o per comuni appartenenti ad uno stesso bacino, come nel caso dei comuni che partecipano ad Aimag, e sono stabiliti nell’ambito dei Consigli Locali operanti all’interno di ogni provincia e composti dai rappresentati dei comuni di tutta la provincia. Nel caso del bacino gestito da Aimag le tariffe massime sono individuate rispettivamente per i comuni dell’Area Nord, per quelli delle Terre d’Argine e per Mirandola che è uscita dall’Area Nord. La delibera al riguardo è stata presa il 29 luglio scorso all’unanimità dei presenti, 27 su 48 degli aventi diritto.
Ricapitolando: Atersir, sulla base del costo efficiente elaborato da Arera e attraverso il Consiglio di Ambito e i Consigli Locali, definisce i livelli tariffari massimi in grado di coprire tali costi per tipologia di servizio. Le tariffe derivanti da tali livelli e ribaltate sui cittadini potrebbero anche essere inferiori a quelle che risultano dall’aritmetica applicazione del costo efficiente di Arera, a patto che si assicuri comunque la qualità del servizio e l’equilibrio economico, magari tramite miglioramenti di efficienza. I singoli comuni non possono agire direttamente sulle tariffe, ma indirettamente lo possono certo fare all’interno del Consiglio Locale provinciale attraverso il proprio rappresentante, ma questa scelta richiede una responsabilità politica alla quale nel nostro caso si è abdicato. In tutto questo è evidente che la scelta tariffaria, qualunque essa sia, andrebbe spiegata ai cittadini per chiarire a che scelte strategiche ed economiche essa risponda, magari rendendo pubbliche anche le differenze di tariffe e di qualità dei servizi che caratterizzano altre realtà provinciali, regionali e nazionali. Insomma è chiaro che i comuni non possono nascondersi dietro Atersir usandola come paravento per gli aumenti tariffari anche perché nel Consiglio Locale ci sono loro, devono piuttosto agire in totale trasparenza nei riguardi delle tariffe che applicheranno ai cittadini. Sono i nostri Comuni pronti a farlo o sapranno solo dire che adottano aumenti tariffari per non ridurre la qualità del servizio?"
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