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03 Agosto 2021- Aggiornato alle 01:45

A Modena primo trapianto di fegato da donatore vivente

MODENA – L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena si conferma ancora una volta quale polo di innovazione e riferimento di eccellenza nel campo della chirurgia dei trapianti. È stato infatti eseguito all’inizio del mese di luglio il primo trapianto di fegato da donatore vivente. Il paziente è un uomo di gruppo sanguigno raro, affetto da un tumore maligno avanzato del fegato. Questa condizione clinica lo poneva ad altissimo rischio di progressione di malattia, con conseguente perdita della chance curativa del trapianto. Grazie alla generosità del figlio che si è offerto per la donazione, una volta svolti tutti gli accertamenti per la compatibilità, è stato possibile eseguire questo complesso intervento. È stata prelevata la parte destra del fegato del donatore che dopo poco è stata trapiantata con successo nel padre. Il donatore è stato dimesso in ottime condizioni dopo tre giorni di ricoveroIl paziente trapiantato è in ottime condizioni cliniche ed il fegato trapiantato ha subito mostrato eccellenti segni di funzionalità ed il paziente è stato dimesso.

L’attività trapiantologica – ha spiegato il dottor Claudio Vagnini, Direttore Generale dell’AOU di Modena – è frutto di una complessa organizzazione al servizio di un gesto di grande generosità che può salvare una vita. Questa caratteristica è ancora più marcata quando siamo in presenza di una donazione da vivente. Un’attenzione all’Altro che è nostro compito sostenere, in modo che ottenga quanto sperato. Il risultato di oggi, unito ai dati di attività del centro, testimonia il grande lavoro di squadra che questa Azienda è stata in grado di compiere, grazie soprattutto all’integrazione tra i due ospedali”.

La grande professionalità del personale sanitario del Centro Trapianti di Modena diretto dal professor Di Benedetto, unita alla generosità del figlio donatore che ha voluto aiutare il padre con questo gesto di grande affetto e responsabilità, realizzano innanzitutto il sogno di una famiglia – ha commentato Raffaele Donini, Assessore regionale alle politiche della salute –  Si conferma ancora una volta la qualità del nostro sistema sanitario regionale, che trova nel Centro trapianti di Modena un’eccellenza di cui andare orgogliosi, e che vede la Regione contribuire nell’ambito del Programma degli interventi per il potenziamento, la razionalizzazione ed il coordinamento delle attività di prelievo e trapianti di organi e tessuti. Il grande valore aggiunto per la nostra sanità su questo fronte è di poter contare su 3 centri trapianto ad elevatissima qualificazione, Bologna, Modena e Parma, punti di riferimento riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Un ringraziamento a tutti i professionisti che, a vario titolo, hanno partecipato a questo intervento così complesso, in cui l’innovazione ha giocato un ruolo fondamentale, e un augurio di pronta ripresa a donatore e trapiantato.”

Modena è e deve essere sempre sul filo della massima innovazione – si è complimentato Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena e Presidente della CTSS – Il Centro Trapianti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria è un’eccellenza sanitaria, che dà risposte innovative. Ringrazio e rivolgo quindi i complimenti di tutti i modenesi ai professionisti coinvolti ed alle loro equipe, per lo straordinario lavoro di preparazione dell’intervento e poi per la “maratona chirurgica” dell’intervento vero e proprio. Studio e ricerca portati ai massimi livelli contribuiranno a tenere la nostra AOU ai vertici della sanità nazionale ed internazionale, nel pieno interesse dei cittadini che richiedono assistenza”.

“Il trapianto di fegato da donatore vivente è un intervento estremamente complesso, non solo per ragioni tecnico-chirurgiche, ma anche per l’organizzazione che richiede, per il coinvolgimento di numerosi specialisti, e infine, per le indubbie implicazioni etiche – Ha spiegato il prof. Fabrizio Di Benedetto, direttore del Reparto di Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell’AOU di Modena – Oltre 70 persone hanno lavorato alla stesura dei percorsi aziendali, all’organizzazione del trapianto e alla realizzazione materiale dei due interventi”.

Per arrivare allo svolgimento dell’intervento vero e proprio è stato infatti necessario un periodo di preparazione di oltre tre mesi ed un intenso lavoro di equipe, con il coinvolgimento di tutte le professionalità e specialità mediche coinvolte in questo processo di cura: l’Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico (prof. Massimo Girardis), la Gastroenterologia (prof.ssa Erica Villa), la Radiologia (prof. Pietro Torricelli), Psichiatria (prof. Gian Maria Galeazzi), Servizio di Psicologia (dott.ssa Paola Dondi), tutto il comparto infermieristico con lo staff di reparto e di sala operatoria (dott.ssa Anna Rita Garzia), e molti altri reparti che lavorano quotidianamente insieme con la Chirurgia dei Trapianti per offrire ai pazienti trattamenti personalizzati e all’avanguardia.

Un ringraziamento sentito va a tutti i colleghi medici ed infermieri che hanno collaborato al raggiungimento di questo obiettivo, e alla Direzione Aziendale, Sanitaria ed Amministrativa che ha dimostrato entusiasmo per il progetto e sostegno ai professionisti clinici” ha concluso il prof. Di Benedetto. Al Policlinico sono presenti due sale operatorie adibite al trapianto di fegato che dispongono delle dotazioni tecnologiche necessarie, e che sono state operative per 15 ore di seguito, consentendo grazie ad una perfetta sincronia lo svolgimento di questa “maratona” chirurgica.

“Le competenze del Centro trapianti modenese – ha concluso il Magnifico Rettore di UNIMORE, prof. Carlo Adolfo Porro – nella chirurgia epatica e pancreatica robotica, della chirurgia oncologica, e del trapianto di fegato sono al servizio dei Medici in Formazione della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale del nostro Ateneo, di cui il prof. Di Benedetto è il direttore. Un patrimonio di competenza che contribuisce a rafforzare il ruolo internazionale del nostro Ateneo”.

Il percorso di trapianto di fegato da donatore vivente, una realtà molto diffusa nel mondo orientale e riservata in occidente a centri di grande esperienza. Esso rappresenta la massima espressione di complessità chirurgica, clinica e tecnologica che richiede la presenza di una struttura con un solido background. Il Centro trapianti di Modena è nato nel 2000 ed è diretto dal 2013 dal Prof Fabrizio Di Benedetto. In questi sette anni la Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato ha rappresentato una realtà di profilo internazionale all’interno della AOU di Modena e dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Sono stati creati programmi innovativi come la chirurgia robotica del fegato, la chirurgia maggiore epatica con sostituzioni vascolari, il prelievo di rene da donatore vivente con tecnologia robotica, e la modernizzazione nel campo della chirurgia dei trapianti di fegato, come ad esempio le nuove indicazioni per metastasi epatiche da tumori del colon.

Sono 922 i trapianti di fegato eseguiti dal 2000 a oggi presso il Centro Trapianti di Modena, tra cui 25 trapianti da donatore a cuore non battente (secondo centro in Italia per volumi) e 1 trapianto di fegato per metastasi epatiche da tumore del colon eseguito pochi mesi fa. Nel 2019 il totale dei trapianti di fegato è stato 71, mentre dall’inizio del 2020 ad oggi già 39 trapianti sono stati portati a termine.

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