Mirandola, da destra a sinistra continua la diatriba sull’ospedale
MIRANDOLA – Continua la diatriba sull’ospedale di Mirandola. Roberto Ganzerli (PD) e Platis (FI) hanno diramato note in cui intervengono sulla questione affrontata nella Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria.
Il capogruppo Pd Roberto Ganzerli in Consiglio comunale a Mirandola stigmatizza il voto contrario del solo Comune di Mirandola al documento sulle “Azioni per il potenziamento del sistema socio-sanitario nella Provincia di Modena alla luce dell’emergenza CoviD-19” presentato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria modenese. Ecco il suo commento:
“Il voto contrario dell’assessore Canossa, al documento della conferenza Sanitaria, è tanto sorprendente da lasciarci letteralmente a bocca aperta. Gli altri Comuni hanno difeso e promosso l’ospedale di Mirandola mentre il Comune di Mirandola ha votato contro, da solo. Una cosa è chiara: il risultato di questo voto contrario è quello di isolare sempre di più Mirandola dalle politiche provinciali sia di centro sinistra che di centro destra! Una cosa rimane ignota: l’Amministrazione di Mirandola cosa vuole dall’ospedale? A questo punto chiediamo al sindaco Greco di spiegarci se la posizione dell’assessore Canossa è stata un “incidente” di percorso o quale strategia ci sia dietro a tutto questo.
Noi abbiamo fatto la nostra parte. La conferenza dei servizi ha stabilito, senza ombra di dubbio, che l’ospedale di Mirandola deve essere dello stesso livello di quello di Carpi. Punto e a capo”.
Antonio Platis, Consigliere Provinciale di Forza Italia, ha così commentato: “Nozze con i fichi secchi. Il PD equipari Mirandola a Carpi.” Ecco la nota integrale:
Negli ultimi anni, carte alla mano, il PD si è sempre rifiutato di mettere sullo stesso piano l’ospedale di Mirandola e quello di Carpi e anche all’ultima CTSS il sindaco Muzzarelli non è andato in quella direzione. Leggere che i Sindaci della bassa sono felici del risultato è stucchevole.
L’emergenza sanitaria ha messo a nudo la fragilità del modello emiliano che ha svuotato i centri di provincia per accentrare tutto nei capoluoghi.Durante la fase acuta del Covid sono stati predisposti nuovi posti letto e anche la terapia intensiva al Santa Maria Bianca. Bisogna confermare questa scelta e la politica deve prendere delle decisioni.
Lunedì 27 in consiglio provinciale sarà discussa e votata proprio la nostra proposta:
– immediato ripristino delle funzionalità e dei reparti in servizio al Santa Maria Bianca prima dell’emergenza Coronavirus;
– avviare in sede di CTSS un serrato confronto, vista l’inaspettata convergenza anche del PD, per mantenere i posti letto di terapia intensiva attivati e per rimodulare l’offerta chirurgica ed ortopedica;
– estendere l’attività pediatrica portando i posti letto da obi a “letti ordinari” con il conseguente potenziamento medico ed infermieristico per garantire il servizio esclusivamente in presenza.
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