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Scomparso Arrigo Levi, giornalista e scrittore

E’ morto a 94 anni il giornalista e scrittore Arrigo Levi. Nato a Modena, è stato inviato e poi direttore de La Stampa. Corrispondente da Mosca prima per il Corriere della Sera e poi per Il Giorno, è stato anche consigliere per le relazioni esterne del Quirinale sotto la presidenza di Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano. Era cittadino onorario di Finale Emilia.

Levi era tornato nella sua casa romana dopo un lungo ricovero in ospedale dovuto all’età avanzata. Quando aveva sentito avvicinarsi la fine, in ospedale il giornalista, di origini ebraiche, ha cantato l’inno d’Israele e una filastrocca di Modena, legata probabilmente alla sua infanzia. I funerali saranno celebrati in forma privata a Modena.

Un giornalista riconosciuto da tutti come esempio di competenza, intelligenza e serietà, un rigoroso servitore delle istituzioni, consigliere di ben due presidenti della Repubblica. Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ricorda così la figura del modenese Arrigo Levi, scomparso all’età di 94 anni.

Il sindaco parteciperà alle esequie in programma martedì 25 agosto, alle 15, al cimitero di Santa Maria di Mugnano a Modena dove riposa dal 2017 anche la moglie Lina Lenci.

“La nostra città oggi piange un giornalista tra i più stimati a livello nazionale – spiega Muzzarelli – che lasciò Modena e l’Italia per sfuggire all’orrore del fascismo e delle leggi razziali, ma ci tornò subito dopo la guerra per dirigere la Gazzetta, tra il 1946 e il 1948. Poi, uno dopo l’altro, incarichi prestigiosi nel mondo dell’informazione e come consigliere al Quirinale dei presidenti Ciampi e Napolitano”.

Il legame di Levi con Modena non si è mai interrotto. “Appassionato europeista – ricorda il sindaco – ha sempre accolto gli inviti del Comune e, per esempio, ha partecipato nel 2007 all’incontro sui 50 anni del Trattato di Roma (“Più opportunità, meno frontiere”), nel 2009 a un’iniziativa sull’anniversario della Caduta del Muro e nel 2010 ha concluso quell’edizione della Summer School Renzo Imbeni con una lezione dedicata ai cambiamenti istituzionali dell’Unione europea”.

Levi, inoltre, “non ha mai fatto mancare, ogni volta che ha potuto, il suo contributo sui temi legati alla Giornata della Memoria rendendosi spesso disponibile anche a incontri con gli studenti, come nel 2006 in occasione della presentazione dell’opera sulla Storia della Shoah”.

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dopo la notizia della morte di Arrigo Levi, 94 anni, giornalista, scrittore, conduttore televisivo.

“Oggi ci lascia un grande giornalista e un intellettuale di spessore. Con Arrigo Levi se ne va un testimone ineffabile della storia del Novecento, un modenese che ha dovuto lottare contro le leggi razziali fasciste e che ha saputo raccontare il mondo in modo onesto e appassionato. Se ne va un altro grande emiliano-romagnolo, che da questa terra partì per raccontare il proprio tempo. Ai suoi cari le più sentite condoglianze, mie personali e di tutta la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna”.

Il sindaco di Finale Emilia Sandro Palazzi e l’Assessore alla Cultura del Comune di Finale Emilia Gianluca Borgatti hanno inviato una nota:

“Ho ricevuto premi giornalistici ma la cittadinanza onoraria è una cosa che mi tocca profondamente, da parte di un Comune dove ha radici la mia famiglia….” Con queste parole, Arrigo Levi riceveva dalle mani dell’allora Sindaco Raimondo Soragni, la pergamena che attestava la volontà della città di Finale e dei finalesi, di accogliere, all’interno della propria comunità, il grande scrittore e giornalista modenese, legato per discendenza materna alla storia della nostra comunità ebraica e del nostro territorio. 

Era il 10 maggio del 2007 e Levi era Consigliere per le Relazioni Esterne del Presidente della Repubblica: eleganza e profondità di pensiero contraddistinguevano quest’uomo nei confronti del quale l’intero Consiglio Comunale aveva espresso parole di sincera ammirazione.  

Oggi, la nostra città si unisce al cordoglio per la perdita dell’uomo che aveva due speranze: la democrazia in Russia e la pace in Israele e Palestina e che, durante gli incontri con gli studenti delle nostre scuole, ripercorrendo la terribile storia del Novecento, parlando di “Giusti e Shoah”  aveva più volte invitato i giovani a riscoprire i valori della pace, della fratellanza, della tolleranza e dell’accoglienza. 

Di lui, oltre all’indelebile ricordo, conserviamo la dedica scritta di suo pugno, una preziosa testimonianza dell’ultimo ebreo di origini finalesi:  

Commosso dall’accettazione nella Comunità del Finale come cittadino onorario, nel ricordo dei miei antenati Donati, che hanno onorato con la loro opera e il loro patriottismo questa Città, sento tutta la responsabilità di tornare ad essere un ebreo del Finale.

 Con gratitudine al Consiglio e al Sindaco, Arrigo Levi”

Anche il segretario provinciale del Pd modenese Davide Fava esprime, a nome del partito, cordoglio per la scomparsa del giornalista:

“Rendiamo omaggio a un conterraneo, esempio di competenza, professionalità e alte doti morali che, da Modena, dovette fuggire a causa delle leggi razziali, ma che tenne sempre Modena nel cuore. Giornalista e scrittore, la sua è stata una carriera esemplare: direttore della Gazzetta di Modena, inviato all’estero per i maggiori quotidiani nazionali, direttore della Stampa, consigliere di ben due presidenti della Repubblica Ciampi e Napolitano. Arrigo Levi rimane per tutti un esempio di integrità, passione europeista e preparazione”.

Il cordoglio del presidente Gian Domenico Tomei:

Un grande modenese, un testimone attento ed equilibrato dei momenti più significativi e drammatici del secolo scorso che ha saputo raccontare con professionalità e umanità.
Esprime il proprio cordoglio il presidente della Provincia di Modena, Gian Domenico Tomei, per la scomparsa di Arrigo Levi, un gigante legato alle sue radici che, per chi ha vissuto gli anni della guerra fredda, ha saputo essere un punto di riferimento sensibile, anche come conseguenza degli orrori del conflitto mondiale che hanno duramente colpito chi, come lui, professava la fede ebraica.

Infine, le parole di Giorgio Siena:

Alla bella età di 94 anni è morto Arrigo Levi. La famiglia di Arrigo Levi era originaria di Finale Emilia e apparteneva a quella comunità ebraica che a Finale ha la testimonianza, fra l’altro, del cimitero ebraico e delle ricerche al proposito di studiosi finalesi.
Arrigo Levi riceve la cittadinanza onoraria dal Comune di Finale Emilia forse nel 2008 (direi, e mi scuso per non essere, a memoria, più preciso, né sicuro della data), ma ricordo bene che l’attribuzione della cittadinanza fu preceduta da una conferenza incontro con gli studenti dell’Istituto Agrario “Ignazio Calvi” del quale, all’epoca, ero il dirigente scolastico.
E ricordo in particolare il viaggio da Modena a Finale Emilia (Levi era giunto a Modena in treno e si era fermato per la notte presso parenti o amici in Corso Canalgrande dove la famiglia Levi aveva una casa di proprietà); mi ero recato a Modena per accompagnare il giornalista e scrittore presso la Sala conferenze del Calvi.
Durante il viaggio Arrigo Levi, per chi l’ha incontrato persona di rara eleganza e stile, lasciò fluire un racconto di impressioni e ricordi ricevuti dalla famiglia ai tempi in cui essa viveva a Finale Emilia e con il piacere di riannodare, grazie a quell’evento, un ideale filo di ricordi che lo riportava alla infanzia felice, prima del trasferimento nel 1942 a Buenos Aires, per sfuggire alle leggi razziali del fascismo.
Arrigo Levi era un attento osservatore della politica, un azionista, forte di una visione liberal democratica ed europeista. Dal 1969 ha lavorato alla Stampa di Torino prima come inviato e poi come direttore. Dal 1979 al 1983 ha collaborato con il Times, curando la rubrica di problemi internazionali. Nel 1988 è diventato capo editorialista del Corriere della sera e dal 1998 al 2013 è stato consigliere per le relazioni esterne del Quirinale, prima con Carlo Azeglio Ciampi e poi con Giorgio Napolitano, ha curato numerosi programmi di informazione per la RAI.
Scriveva Arrigo Levi “in termini politici la principale discontinuità del sistema-mondo sta nella coesistenza pericolosa dell’età dei nazionalismi (leggi, oggi, sovranismi), che non è ancora finita, con l’età globale, che è già cominciata” e ancora “la Comunità Europea dimostra che i popoli più inquieti e più rissosi, spesso divisi da odi secolari, possono arrivare a decidere di governarsi nell’ordine, nella giustizia, nella cooperazione contenendo le loro rivalità e i loro contrasti di interessi in un sistema istituzionale stabile”.
Questo scriveva Arrigo Levi in occasione dell’Anniversario di “1984” di George Orwell, sedici anni prima del duemila nel testo “Verso il duemila” con AA.VV. (tra cui Piero Angela, Giuseppe De Rita, Fulco Pratesi, Aurelio Peccei e altri). Se penso al giornalismo di oggi viene da dire che non lascia eredi.
L’Amministrazione di Finale Emilia, pur afflitta dai problemi del quotidiano, non dimenticherà di ricordare con orgoglio di avere Arrigo Levi fra i cittadini onorari, e di diffonderne l’insegnamento nella cultura civica e europeista.

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