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08 Novembre 2026
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Emilia-Romagna Data Valley, al Tecnopolo di Bologna via alla fase 2

25mila metri quadrati che una volta ristrutturati saranno la casa di Enea, Istituto Ortopedico Rizzoli, Art-Er, Competence Center Bi-Rex e l'incubatore sulle nuove imprese del Comune: intervento coperto interamente da fondi regionali. Mentre nei 17.500 metri adiacenti, praticamente completati, in arrivo il Data centre del Centro meteo ora a Reading (GB)

Via alla fase 2 del Tecnopolo di Bologna, cuore dell’Emilia-Romagna data Valley europea. Dopo i lavori per i locali destinati al Data center del Centro meteo europeo, in via di ultimazione, partono quelli nei 25 mila metri quadri del lotto 1 che una volta ultimato ospiterà le sedi di Enea, Ior, Art-Er, il Competence Center Bi-Rex e spazi per nuove start-up. La Regione ha approvato a luglio il progetto esecutivo dell’opera e ha consegnato il cantiere per l’avvio dei lavori all’impresa esecutrice lo scorso 8 settembre. Via ufficiale all’intervento che nei giorni scorsi ha visto presenti negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e il ministro per l’Università e la Ricerca, Gaetano Manfredi. Alla presentazione del nuovo progetto hanno partecipato poi il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, gli assessori regionali allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e all’Università e Ricerca, Paola Salomoni, l’assessore alle Attività produttive del Comune di Bologna Marco Lombardo oltre ai rappresentanti degli enti che si insedieranno nel Tecnopolo, della ditta esecutrice dei lavori e dello studio di progettazione. Il ministro, prima di incontrare la stampa, insieme al presidente Bonaccini ha visitato anche il cantiere attiguo, dove si sta ultimando la nuova sede del Data centre del Centro Meteo europeo. Struttura che si estende in un’area di 17.500 metri quadri, per un investimento complessivo di 62 milioni di euro (di cui 43,5 a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca e 18,5 della Regione Emilia-Romagna). I lavori sono in corso di ultimazione e la consegna degli spazi al Centro Meteo di Reading è già stata avviata lo scorso agosto, nel rispetto dei tempi concordati con i vertici del Centro stesso, attualmente a Reading, in Inghilterra. Inoltre, al Tecnopolo verranno sistemati anche altri due Data centre di scala internazionale, del Cineca e dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), oltre al supercomputer Leonardo, dedicato al calcolo scientifico ad alta prestazione, di proprietà della Commissione europea. Così come si sposterà l’Agenzia nazionale Italia Meteo. La Regione è poi impegnata con il Governo a presentare la candidatura del Tecnopolo per il Progetto europeo Copernicus, con la possibilità di avere in Emilia-Romagna anche queste attività di ricerca. “Come ministero dell’Università e della Ricerca abbiamo investito in maniera significativa sul progetto del Tecnopolo- dichiara il ministro Manfredi- indirizzando risorse nazionali ed europee per oltre 150 milioni di euro. Il prossimo passo è la competizione per il Progetto Copernicus che ci vede impegnati ancora una volta nel cogliere le opportunità più favorevoli per raggiungere obiettivi di sviluppo necessari per un Paese come il nostro, che vuole e deve crescere”. “L’ecosistema che si sta realizzando in Emilia-Romagna- aggiunge il ministro- rappresenta infatti un esempio dello sviluppo tecnologico di tutto il Paese, che sarà alla base degli investimenti e della strategia del Recovery Fund. La cooperazione tra università, enti di ricerca, mondo delle imprese, istituzioni è la strada migliore per renderci competitivi. Solo attraverso imponenti investimenti e una strategia di lungo termine riusciremo a garantire la sovranità tecnologica dell’Italia e diventare protagonisti nelle sfide globali che ci attendono”. “Qui sta davvero nascendo quella cittadella della scienza che, grazie a una capacità di supercalcolo e analisi dati con pochi eguali al mondo, rende l’Emilia-Romagna un soggetto di primissimo piano, mettendo il nostro Paese e l’Europa nelle condizioni di misurarsi e competere con chiunque a livello internazionale- afferma il presidente Bonaccini-. Grazie agli investimenti di questi anni, riusciamo a porre la scienza al servizio dell’uomo, per uno sviluppo che sia sostenibile, un’efficace lotta ai cambiamenti climatici, la possibilità concreta di rafforzare la sanità - grazie a innovazione e nuove applicazioni - e quindi la capacità di cura, così come il poter ripensare le città e i tempi di vita, oltre a migliorare la competitività del nostro tessuto socio-economico. E avremo qui i migliori ricercatori, che potranno contare sulla rete regionale Alta tecnologia, che vede insieme cluster formati nei vari comparti da imprese, università e sistema della formazione, con l’obiettivo di creare opportunità e lavoro di qualità”. “Il Governo italiano- prosegue- ha inoltre ritenuto di rafforzare il proprio impegno con la candidatura di Bologna per individuare la nuova sede delle attività di ricerca legate al Progetto Copernicus, intervento oggetto di un importante finanziamento di 120 milioni di euro a carico della Commissione europea, con l’impegno della Regione di mettere a disposizione gli spazi necessari. Innovazione e transizione digitale sono uno dei pilastri del Piano di ricostruzione che l’Italia presenterà all’Europa. Ebbene- chiude Bonaccini- su questo l’Emilia-Romagna è pronta a fare la sua parte, dando un contributo decisivo”. Il cantiere inaugurato oggi, investimento regionale da 60 milioni di euro I lavori del cantiere inaugurato oggi nel lotto 1 hanno un costo complessivo di 60 milioni di euro, a totale carico della Regione. Una volta ristrutturati, i 25 mila metri quadri ospiteranno la sede di importanti centri di ricerca applicata nel campo dell’ambiente, dell’energia, della salute e sanità, dell’industria 4.0 e dei Big data, istituti chiamati a estrarre valore dall’analisi dei dati nei vari ambiti, nell’interesse dei cittadini, dell’economia regionale e della pubblica amministrazione, con ricadute pratiche in ogni ambito della vita quotidiana. Qui, nella parte degli edifici a fronte tangenziale, avranno sede  Art-Er, la società consortile della Regione Emilia-Romagna per la ricerca  e l’innovazione che associa tutte le università e i centri di ricerca nazionali presenti sul territorio regionale; Bi-Rex – Competence Center dell’Emilia-Romagna;  l’Istituto Ortopedico Rizzoli; l’incubatore del Comune di Bologna per le start-up; mentre nell’edificio retrostante troverà collocazione la nuova sede di Enea. La Regione, a seguito dell’appalto integrato, ha approvato a luglio 2020 il progetto esecutivo dell’opera e ha già consegnato il cantiere all’impresa esecutrice dei lavori, la Manelli Impresa Srl

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