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Consiglio comunale aperto sulla sanità, a Mirandola parola all’opposizione

Si è tenuta l’altro giorno via web la riunione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena (Ctss) con il consiglio comunale di Mirandola. Obiettivo, fare il punto sull’epidemia e sugli investimenti nella sanità con il direttore dell’Ausl di Modena Antonio Brambilla. Nell’occasione sono stati confermati tutti gli investimenti previsti per la sanità nella Bassa, a partire dai 4 milioni di euro per l’ospedale di Mirandola. Brambilla ha ribadito,che il Piano di investimenti in programmazione è in  realizzazione sul distretto di Mirandola con i lavori già in corso alla Casa della Salute (CdS) di Mirandola, alla CdS e Ospedale di comunità di Finale Emilia; aggiornato, rispetto a quanto presentato a dicembre 2019, l’investimento sulla CdS di Cavezzo; confermata la CdS di San Felice sul Panaro dove si sta avviando la riprogettazione con il Comune; a Concordia, infine, per l’ex Padiglione Muratori, previsto l’avvio della gara.

Non sono mancati gli interventi postati sui social dall’opposizione. Commenta dal Movimento 5 Stelle Nicoletta Magnoni:

E’ stato il solito dialogo fra sordi con il Dr. Merighi che cercava di far capire le nostre esigenze ad una controparte (Muzzarelli e Brambilla) che preferiva parlar d’altro.
Di seguito il mio intervento a nome del M5S.
“Ospedali e Territorio: è il titolo della tesi con cui mi sono laureata nel lontano 1986.
Era una tesi sperimentale perché analizzava con l’aiuto del “cervellone” di Casalecchio di Reno i flussi di domanda ed offerta sanitaria in Emilia Romagna.
Non erano ancora trascorsi 10 anni dalla riforma che istituiva il SSN nel 1978 (L.833) e il territorio era ancora considerato il centro attorno al quale doveva ruotare la sanità.
Pensate che si riteneva che “i servizi in pianura dovessero essere raggiunti in un tempo non superiore ai 20 minuti per l’80% della popolazione e in un tempo non superiore ai 30 minuti per la restante popolazione”.
Quasi come adesso vero? Quante ore ci mette un cittadino di San Martino Spino per raggiungere l’ospedale di Baggiovara e ricevere le cure che prima poteva trovare a Mirandola?
La chiamiamo evoluzione questa situazione in cui solo chi abita lungo la Via Emilia ha accesso ai servizi, mentre chi risiede nelle zone periferiche (Bassa o Montagna) si attacca?
Nel 1978 si pensava ancora a portare i servizi al cittadino e non viceversa. Un buon numero di posti letto era considerato un patrimonio per il paese, come in Germania del resto. Solo che per i tedeschi questo è rimasto un valore anche negli anni successivi, mentre da noi si è dovuto tagliare e chi più tagliava, più veniva premiato.
Oggi che gli ospedali scoppiano, travolti dagli ammalati di Covid, qualche posto letto in più farebbe comodo vero? Ci farebbe stare più tranquilli, come in Germania, dove 28.000 (ventottomila) posti letto di Terapia Intensiva non sono considerati uno scandalo!
Prima del PAL 2011 l’ospedale di Mirandola aveva 300 posti ed i cittadini della Bassa non erano costretti ad emigrare in Lombardia per restare dentro ai 20 minuti di tempo per raggiungere il luogo di cura. Tutt’altro, venivano pazienti dal Mantovano e la nostra regione incassava soldi, mentre adesso li spende.
Quindi cari signori direttori della sanità in Emilia Romagna, non avete fatto i nostri interessi con le varie riforme che ci hanno tolto tutto, ma solo i vostri, lautamente ricompensati dai bonus che venivano dati a chi tagliava di più.
Qualcuno dice che non bisogna guardare indietro, a quando si stava meglio, ma avanti. Io dico che, soprattutto ora che il Covid ci riportato alla realtà, bisogna considerare le esigenze e gli interessi dei cittadini dell’Area Nord che pagano le tasse come quelli che abitano a Modena o a Carpi. Quindi vogliamo un ospedale di 1° livello, con almeno 300 posti letto, i principali reparti con i relativi primari, le operazioni urgenti, non solo quelle programmate e un punto nascita stabile e confermato!”
Interviene anche il consigliere della lista Più Mirandola Giorgio Siena:
BREVE CRONACA DEL CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA SANITA’.
La giunta precedente sull’ospedale ha agito male o in modo tardivo rispetto ai tagli ingiusti e sbagliati che sono stati fatti sull’Ospedale di Mirandola. Ma adesso la pagina è chiusa e si fa sul serio. Basta con slogan, banalità e propaganda; l’ospedale di Mirandola non è in discussione e lavoriamo per farlo crescere.
Il Consiglio Aperto sulla Sanità di Mirandola con il presidente della CTSS Muzzarelli e il direttore generale dell’USL Brambilla ha visto il ritorno di fiamma fra Lega, Fratelli d’Italia e M5S, come prolungamento della campagna elettorale. A loro piace così.
Ecco gli argomenti che hanno portato.
LA DISFIDA DI CARPI. Non si ammette l’integrazione con Carpi (inevitabile). Si vuole un ospedale autonomo e isolato. Il bello è che con gli stessi partiti di Carpi non hanno alcuna idea in comune. Quando si dice la cultura di governo!
NO MES. Vogliono un ospedale di primo livello come a Carpi ma non con il MES sanitario, che sono le risorse aggiuntive al fondo sanitario realmente disponibili e vantaggiose, come proposto anche dal presidente Muzzarelli e dal direttore generale AUSL. La domanda è sempre quella: allora chi paga?
DUE GOCCE D’ACQUA .. e siamo isolati dal mondo (alluvioni, ponti che crollano e altre catastrofi idrogeologiche). L’importante è esagerare! Comunque per le urgenze sappiate che esiste l’elisoccorso che funziona bene.
SEI DI SAN MARTINO SE… devi andare a Baggiovara. Se hai un problema serio vai certamente a Baggiovara, al Policlinico o al San Raffaele a Milano. E non può essere il contrario. Come fanno tutti e da tutta l’Italia. L’Ospedale di Mirandola riprenderà la funzione primaria di base e soprattutto bisogna eliminare il vagare per la provincia per le visite specialistiche. Magari il Comune di fronte a necessità potrebbe organizzare servizi logistici, per chi si deve spostare e ha difficoltà.
NO OSCO. L’ospedale di comunità è un struttura di 15/20 posti letto. In una rete territoriale è fondamentale per la fase post acuta delle persone fragili che non possono essere assistite a domicilio. Gli OSCO dove sono presenti stanno funzionando a pieno per i malati Covid. Non lo vogliono così.., d’istinto, non sappiamo il motivo.
OSPEDALE UNICO BARICENTRICO? La maggioranza non ne ha parlato. Non è che fosse una idea sbagliata ma ora non è più realistica per tanti motivi. Inutile insistere e forse, dopo il Covid, è meglio così.
IL SINDACO? Non pervenuto.
In questo quadro desolante per fortuna l’assessore alla sanità Canossa è intervenuta nel merito con evidenze in gran parte giuste, ragionevoli e argomentate.
Non siamo ancora all’arrivo, ma ci sono nuovi primari, concorsi in atto, servizi in attuazione e potenziamento avviato pur con le difficoltà del Covid. Ipotesi per ulteriori investimenti. Previsto l’avvio della discussione del nuovo PAL. Ora siamo sulla strada giusta, andiamo avanti.
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