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Coronavirus, il dottor Clini: “Ecco perchè per i modenesi questa ondata è peggiore della prima”

Perché questa seconda ondata è peggiore della prima? Ne parla il professor Enrico Clini, Direttore Malattie Apparato Respiratorio Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena: “Una delle ragioni potrebbe essere che Modena, risparmiata in parte dalla prima ondata, ha visto meno popolazione immunizzata e quindi ora sta soffrendo. Altre ragioni che possono spiegare questo tipo di impatto potrebbero essere di tipo geografico, collegate con l’inquinamento, ma non ci sono dimostrazioni solide che questo sia un veicolo di trasmissibilità nell’ambiente. Non abbiamo certezze, quindi fare una relazione tra causa effetto è abbastanza azzardato. L’ultimo fatto: alcuni sostengono che queste polmoniti siano diverse da quelle che abbiamo osservato in primavera, ma anche questo non è vero in senso assoluto. Stiamo vedendo lo stesso tipo di manifestazioni con la stessa progressione di gravità che abbiamo visto nella circostanza dell’avvio dell’epidemia, quindi al di là di quelle che sono le caratteristiche e le mutazioni virali naturali nel corso di un’epidemia da virus, le manifestazioni cliniche sono esattamente le stesse. Per questo, clinicamente ci comportiamo alla stessa maniera.”

La rete sanitaria modenese

Anche nella settimana 9-16 novembre l’andamento epidemico ha evidenziato in provincia di Modena un trend di crescita particolarmente rapido in termini di nuovi casi positivi, contatti e ricoveri. In conseguenza di ciò le aziende sanitarie stanno modificando velocemente e costantemente l’organizzazione delle strutture sanitarie. Ad oggi aree covid sono state allestite in tutti gli ospedali della rete.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha attivato 273 posti di degenza ordinaria e 88 tra intensiva e semintensiva. Presso lo stabilimento Policlinico 163 posti di degenza ordinaria e 46 per pazienti di semintensiva/intensiva. Presso lo stabilimento di Baggiovara 110 posti di degenza ordinaria e 42 di semintensiva/intensiva. Al fine di garantire queste attivazioni, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, in coerenza con le indicazioni Regionali, mantiene la sospensione dei ricoveri programmati e differibili sia medici che chirurgici.

Aree dedicate al covid sono presenti negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo. Nella giornata di oggi in particolare è stata attivata l’area SubIntensiva Pneumologica di 4 posti letto presso l’Ospedale di Mirandola.

È stata rimodulata tutta l’attività chirurgica con riduzioni necessarie per far fronte all’accoglienza dei pazienti covid, sia in termini di letti che di personale. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.

Guardando i numeri, in base al rafforzamento progettato nel corso della prima ondata relativamente alla necessità di poter seguire quanto più possibile i soggetti tenendoli in sicurezza al proprio domicilio, è evidente il peso del carico assistenziale sulla domiciliarità: sono ad oggi oltre 7700 i pazienti positivi al domicilio, mentre nella prima emergenza si raggiunse il picco massimo di 2120. Oltre a ciò vi sono oltre 5200 persone tra contatti stretti e rientri da zone a rischio in isolamento domiciliare.

Sono state potenziate le Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), una per ognuno dei sette distretti, con due-quattro squadre che escono contemporaneamente su ciascun territorio: vedono già impegnati 86 medici, che presto saranno innalzati a 100. Sono in corso di realizzazione le Centrali operative distrettuali (per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, Usca e guardia medica/continuità assistenziale), rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid+.

Lo sforzo richiesto ai cittadini di rispettare le misure di prevenzione – non solo la mascherina ma ricordare sempre il distanziamento e l’igiene delle mani – e di tutte le norme nazionali e locali è dunque indispensabile per contribuire alla riduzione della circolazione del virus e dunque ridurre il carico sul sistema sanitario modenese.

ANDAMENTO GENERALE

Tamponi

Considerando il totale dei tamponi eseguiti da inizio epidemia sino al 16 novembre (compresi i tamponi di controllo per accertare la guarigione) sono stati eseguiti oltre 233mila tamponi e sono state testate oltre 139mila persone. Il totale di positivi segnalati a livello regionale per la provincia di Modena è di 16.145 (al 16 novembre).

Di recente è stato avviato l’utilizzo di tamponi antigenici rapidi qualitativi come strumento di screening in diversi ambiti, tra cui le Case residenza anziani (pazienti e operatori), consentendo di avere un risultato in circa 15 minuti. La prima fornitura regionale è stata di 41.000 kit, oltre ad altri 11.200 destinati ai Medici di Medicina Generale. Anche sulla popolazione scolastica è stato attivato un punto tamponi rapidi, presso il Drive through di Modena, con l’obiettivo di estendere poi il servizio a livello provinciale. In questo caso i tamponi rapidi (già effettuati, nei primi tre giorni di attività, oltre 500 test) vengono processati da una tecnologia che consente di ottenere il risultato in circa 30 minuti, ma è in grado di gestire un più alto quantitativo di tamponi e tenere una tracciabilità del risultato che viene poi inviato via sms. I tamponi rapidi vengono infine utilizzati anche presso i Pronto soccorso della provincia.

Casi

Al 16 novembre, in provincia di Modena erano accertati 8256 casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19 (erano 5829 lo scorso 9 novembre). Di questi, 7718 sono in isolamento, domiciliare o presso altre strutture, 538 ricoverati.

Ricoveri totali

Al 16 novembre sono 538 i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia per Covid-19.

Sul totale dei ricoveri, 329 si trovano negli ospedali dell’AOU di Modena (193 al Policlinico, 136 all’Ospedale Civile di Baggiovara), i restanti 134 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo), e 75 persone all’Ospedale di Sassuolo Spa che, come tutti gli ospedali, in queste ultime settimane ha convertito all’accoglienza dei pazienti covid alcune aree di degenza.

Ricoveri in terapia intensiva (già compresi nei totali dei ricoveri sopra esposti)

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 62 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena (64 al 17 novembre).

Persone in isolamento domiciliare

In rapido aumento anche la casistica positiva al domicilio (casi e contatti), sintomatici e asintomatici. Al 16 novembre erano in isolamento domiciliare complessivamente 7718 persone covid positive (erano 5377 lo scorso 9 novembre). Delle persone in isolamento domiciliare 70 sono accolte presso l’hotel Tiby dedicato a persone positive al covid e collocato a Modena. 29 pazienti sono infine ricoverati nei due Osco Covid (Novi e Fanano).

Sono 5232 (2854 lo scorso lunedì) i contatti stretti di casi accertati in isolamento. Sono in isolamento presso l’hotel Tiby anche 5 assistenti familiari che stanno effettuando la quarantena preventiva a seguito di rientro dall’estero.

Risultati dei test sierologici (ultimi dati disponibili aggiornati al 11 novembre)

L’analisi dei risultati dei test sierologici (sia quelli di screening eseguiti dai dipendenti delle Aziende Sanitarie, delle strutture residenziali per anziani, delle forze dell’ordine e del volontariato sociosanitario, che quelli eseguiti volontariamente dal personale scolastico o privatamente dai cittadini), pur con i noti limiti di sensibilità e valori predittivi positivi non ottimali, permette di avere una stima approssimativa della circolazione del virus nel nostro territorio.

Al 11 novembre sono stati eseguiti 139.439 test sierologici di cui 7.886 con esito positivo. In totale le persone sottoposte a test sono state 94.794, di cui il 4,2% sono risultate positive (4.004). Questo valore è in linea con le stime sinora disponibili a livello nazionale.

Vi è, secondo le stime, un numero molto elevato di persone ancora suscettibili di infezione. Si conferma quindi la necessità di continuare a mantenere le misure di distanziamento sociale e di proseguire nelle attività di sorveglianza.

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