Trump attacca: “Meloni in calo, vuole tornare mia amica”. La premier: “Mia popolarità non ti riguarda, pensa alla tua”
(Adnkronos) - Giorgia Meloni definisce “insensati” i continui attacchi di Donald Trump e replica su Instagram all'ultima accusa del tycoon di oggi, sabato 20 giugno, ricordando che la sua popolarità “dipende dalla capacità di difendere l’interesse nazionale” e che l’uso delle basi militari è regolato da accordi che l’Italia “non viola” perché "nazione sovrana". “Popolarità? Essere tua amica non ha aiutato”, scrive la premier, spiegando che il consenso “dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale ed è ciò che faccio”. "In ogni caso la mia popolarità non ti riguarda, ti suggerirei di focalizzarti sulla tua" aggiunge nel post su Instagram.
Poi chiude il caso: questa, afferma, è “la mia risposta all’ultimo post di Donald Trump”, ma non intende tornare sull’argomento perché crede “nell’unità dell’Occidente” e ritiene che questo scontro “non sia all’altezza del nostro compito”.
Trump aveva accusato anche la Nato, “per quello che vale”, e aggiunto che l’Italia “non avrebbe neanche concesso l’uso delle piste di atterraggio, creando un grande problema logistico, nonostante gli Stati Uniti spendano centinaia di miliardi l’anno per proteggere l’Italia e altri ‘cosiddetti’ alleati”.
Secondo il presidente Usa, Meloni “vorrebbe tornare amica per far crescere i consensi”, ma lui aveva chiuso la porta: “No grazie!!!”.
Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni si era inasprito dopo le parole dell’ex presidente Usa, che aveva sostenuto che la premier lo avesse “implorato” per una foto al G7 di Evian e, successivamente, nella serata di venerdì 19 giugno, l’aveva accusata di essere stata “assente sullo Stretto di Hormuz”. “Era una mia fan, ma non la voglio più”, aveva dichiarato Trump. Meloni aveva replicato subito sui social, bollando come “totalmente inventate” le frasi sullo scatto al G7 e dicendosi “allibita” per l’atteggiamento del leader americano nei confronti degli alleati.
La polemica aveva portato anche alla telefonata di solidarietà del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla premier e all’annullamento della visita negli Stati Uniti del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva definito le parole di Trump “gravi e offensive per tutta l’Italia”.
Nella giornata di oggi Matteo Salvini è intervenuto più volte sullo scontro diplomatico tra Washington e Roma, schierandosi a difesa della premier e rivendicando la compattezza del governo. Dopo l'ultimo affondo di Trump, il vicepremier ha definito le sue parole "gratuite, inutili, sgradevoli", pur escludendo qualsiasi crisi nei rapporti bilaterali: "Non c'è una guerra fra Italia e Stati Uniti, ce ne sono già troppe. E spero che gli Usa ci aiutino a porre fine ad alcune di queste, visto che anche in Iran la situazione non sembra andare benissimo". Dal gazebo della Lega‑Mercato a Milano ha poi ribadito che "chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e tutta l’Italia", precisando che le polemiche "non compromettono i rapporti fra due Paesi amici, fra due popoli amici".
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