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21 Settembre 2021

Alessandro di Bona: “Nonantola paese ferito ma solidale. Reagisce ma necessita di certezze per ripartire”

Nota stampa del Gruppo Consigliare Nonantola Progetto 2030:

Sono giorni difficili, duri e complicati per molti nostri concittadini. Alle difficoltà legate al Covid-19,  che non ci dà tregua, si è aggiunta un’alluvione che, per fortuna senza vittime, ha lasciato mezzo  paese sotto l’acqua e il fango, mettendo in grave difficoltà cittadini, famiglie, attività commerciali,  artigianali e industriali, due farmacie, alcuni importanti negozi per il rifornimento alimentare, per  non parlare delle nostre scuole e di alcuni importanti servizi culturali come la biblioteca e la scuola  di musica. Un quadro pesante da diversi punti di vista: economico, materiale, fisico e psicologico.  Ad emergenza superata saremo intransigenti nella ricerca e nell’individuazione di eventuali errori  e sottovalutazioni che si fossero manifestati ad ogni livello di competenza e di responsabilità. 

In questo momento però deve prevalere il senso civico, la coesione, lo spirito di servizio verso il  nostro paese e i suoi cittadini oggi in grave difficoltà. Per questo, oltre a essere presenti  individualmente come cittadini all’interno delle organizzazioni di volontariato, come gruppo politico  Nonantola Progetto 2030 vogliamo ringraziare tutti coloro che a vario titolo si sono subito attivati  nella fase acuta dell’emergenza, senza risparmiare energie, a partire dalla Protezione Civile, a chi ha  la responsabilità di amministrarci, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, ai dipendenti del Comune  e delle società partecipate, fino a quella splendida realtà del volontariato locale che attraverso il  coordinamento della Consulta del Volontariato si è messa a disposizione della collettività. 

La mattina del 6 dicembre verso le sei di mattina, quando il livello idrometrico del Panaro era ancora  in zona arancione, quindi ben al di sotto della quota arginale, si è aperta una falla nell’argine destro  all’altezza del Valentino, in prossimità di una zona dove il 19 gennaio 2014 si produsse una falla  simile, allora per fortuna senza gravi conseguenze. Questa volta la falla si è rapidamente allargata e solo grazie gli interventi del personale di AIPO (l’agenzia interregionale che si occupa della  manutenzione dell’intero bacino idrografico del fiume Po) in tarda mattinata la falla è stata  dapprima contenuta e poi fermata. L’acqua fuoriuscita ha prima scavalcato la via Imperiale e poi ha  seguito il suo inesorabile cammino verso il punto più basso del nostro territorio (il Torrazzuolo, in Partecipanza), passando verso le ore 15 per Nonantola e Gazzate e qualche ora più tardi per Casette. Subito dopo l’apertura della falla è partita l’allerta alla popolazione, che tuttavia nelle sette-dieci ore  che hanno preceduto l’arrivo dell’acqua in paese, non ha, a nostro avviso, avuto l’effetto di far  percepire ai cittadini l’arrivo di un’alluvione di quell’entità. Poi, nelle giornate successive all’alluvione  la comunicazione fra istituzioni e cittadini si è realizzata prevalentemente via social (Facebook,  Whatsapp) generando in qualche caso confusione soprattutto a causa della mancanza di un luogo  istituzionale (per esempio il sito web del Comune o pagine specificatamente deputate alla  comunicazione ufficiale) ove reperire informazioni immediate e sicure. Sarà necessario verificare se  si sia evidenziata la necessità di organizzare l’informazione in modo più efficace attivando strumenti  diversi. Ne riparleremo ad emergenza finita avanzando proposte in tal senso.

Sul versante istituzionale la Regione ha giustamente deciso di istituire una commissione di  inchiesta per individuare cause e responsabilità di quanto è accaduto e sta preparando le  ordinanze per i rimborsi a cittadini e imprese. Come Nonantola Progetto 2030 riteniamo che  Nonantola debba ufficialmente entrare a far parte di quella commissione e che i rimborsi debbano  riguardare tutti i beni, sia mobili che immobili, danneggiati dall’alluvione. 

Riteniamo inoltre che la nostra Amministrazione comunale debba agire fin da subito per: 1)  organizzare momenti informativi pubblici in presenza o in streaming con Regione e Provincia per  l’analisi della situazione; 2) attrezzare la struttura tecnica comunale per la gestione amministrativa  delle pratiche di rimborso, attraverso il potenziamento dell’Ufficio Tecnico, chiedendo supporto ai  Comuni dell’Unione del Sorbara o attraverso l’assunzione di personale a tempo determinato con il  supporto della Regione; 3) favorire un’azione coordinata fra l’Amministrazione e le associazioni di  cittadini per facilitare le pratiche dei rimborsi; 4) agire subito anche in sede locale per anticipare aiuti  alle persone, alle famiglie, alle attività economiche che si trovino in difficoltà a ripartire; 5) mettere  in campo tutte le azioni possibili per riaprire in sicurezza le scuole danneggiate dall’alluvione già dal 7  gennaio, anche adottando misure provvisorie in sostituzione degli impianti danneggiati. 

Ciò che è accaduto ci rende ancora più convinti della necessità di dotarci finalmente di uno  strumento di pianificazione urbanistica per la gestione corretta del nostro fragile territorio, che  metta al centro il consumo zero di suolo. Un piano urbanistico che dovrà necessariamente  coordinarsi con un piano per la gestione delle emergenze e che indichi, anche sulla base  dell’esperienza, come agire efficacemente nelle ore successive all’emergenza. 

Infine, mentre invitiamo i cittadini ad aderire alla raccolta fondi promossa dall’Amministrazione  comunale, chiediamo che l’Amministrazione indichi con chiarezza la destinazione dei fondi che  verranno raccolti, definendo progetti il più possibile condivisi. Inoltre chiediamo che in questa  drammatica situazione, tutto il Consiglio comunale sia costantemente coinvolto  nell’organizzazione delle fasi post-alluvione. 

 

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