Cappella dell’ospedale di Mirandola usata per i pazienti, Barcaiuolo (FdI) protesta
La Regione garantisca la libertà di culto ripristinando l'uso della Cappella di Mirandola, in provincia di Modena., che è stata riconvertita, solo temporaneamente, in area di accettazione, preparazione e osservazione dei pazienti in attesa
A chiederlo, in un'interrogazione, è il consigliere Michele Barcaiuolo (Fdi), che ricorda come "dal 7 gennaio 2020 sono ripartite le attività ambulatoriali di Oculistica, Chirurgia Generale, Ortopedia, Dermatologia e Urologia (attività cistoscopica) e la cronaca locale riporta che la Cappella dell’Ospedale Santa Maria Bianca è stata riconvertita e adibita ad area di accettazione, preparazione e osservazione dei pazienti in attesa: l'altare e gli oggetti sacri sono stati coperti da teli per eliminarli alla vista e creare un ambiente il più asettico possibile dove prendere in carico i pazienti con il dovuto distanziamento".
Barcaiuolo, pur ricordando come "una nota della Direzione Sanitaria riporta che la scelta è frutto della “forte sinergia tra l’Ausl e la Diocesi di Carpi, in particolare con la Parrocchia di Mirandola”, sottolinea come alcuni cittadini e alcuni utenti dell'ospedale abbiano sollevato perplessità in merito a una scelta che, a detta del consigliere "va contro le esigenze spirituali dei pazienti, del personale sanitario e della libertà di culto".
Da qui l'atto ispettivo per sapere dall'amministrazione regionale "se la Regione intenda garantire la libertà di culto all’interno dell’Ospedale di Mirandola, sollecitando l’Ausl affinché vengano utilizzati altri spazi del nosocomio come sale d’attesa ambulatoriali".
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