Ospedale di Mirandola, dalla Cgil 10 tablet per le videochiamate dei pazienti ai familiari
Nella prassi sanitaria odierna il concetto di “relazione che cura” è noto e indica le ripercussioni positive nel percorso clinico-terapeutico della comunicazione tra il paziente e l’operatore sanitario, ma anche con i suoi affetti più cari. Un rapporto, quest’ultimo, che in questo periodo emergenziale viene a mancare, a causa della sospensione delle visite ai degenti all’interno dell’ospedale. È proprio in questo contesto che si inserisce, assumendo ancora più valore, la donazione di 10 tablet effettuata dal sindacato CGIL di Modena a favore dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola: i dispositivi, acquistati grazie alla sottoscrizione promossa dallo SPI-CGIL, il sindacato pensionati, dell’Area Nord, saranno infatti utilizzati per le videochiamate ai familiari da parte dei pazienti ricoverati sia in aree Covid sia negli altri reparti. Una parte dei tablet potrà essere utilizzata anche come prezioso supporto informatico per l’attività dell’Assistenza domiciliare.
“Il sindacato ha voluto fortemente sostenere questa iniziativa – spiega Paola Luppi, coordinatrice SPI-CGIL Area Nord –, promuovendo una raccolta fondi alla quale hanno contribuito tante persone, ciascuno per le proprie possibilità. Li ringrazio tutti. Pur non essendo molto pratici con questi strumenti tecnologici, ne capiamo l’importanza: sentiamo molto la difficoltà che hanno i ricoverati, soprattutto anziani, nel relazionarsi con i propri cari e quindi abbiamo voluto fare qualcosa di concreto per loro”.
“Un’iniziativa veramente preziosa – sottolineano Giuseppe Licitra e Angelo Vezzosi, direttori rispettivamente della Direzione sanitaria del Santa Maria Bianca e del Distretto di Mirandola –, di cui siamo grati alla CGIL e allo SPI in particolare. È un atto di grande generosità, che permetterà ai pazienti ricoverati di contattare i propri cari: sappiamo che la relazione è cura e dunque questa donazione rappresenta davvero un valore aggiunto importante. I tablet potranno essere utilizzati anche sul fronte territoriale, “un’iniezione” di tecnologia che aiuterà le attività dell’Assistenza domiciliare”.
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