Scuole aperte per disabili e figli lavoratori essenziali, la Regione chiede chiarimenti al Ministero
Aumentano le richieste dei genitori per la riapertura delle scuole per coloro che che si sono ritrovati con le scuole chiuse e il problema di dove lasciare i figli mentre sono al lavoro, visto che la chiusura è avvenuta senza la previsione di alcun tipo di aiuto alle famiglie e lasciare i bimbi ai nonni (per chi li ha) non sembra la cosa più sicura da fare in piena pandemia. Il Governo ha stabilito che i lavoratori di settori essenziali possono fare richiesta, oltre ai genitori di bimbi disabili o certificati. Ma non ha elencato esattamente chi: in una interpretazione estensiva sarebbero tutti quelli che continuano a lavorare pur nella zona rossa, ma i conti non tornano e i presidi vogliono chiarezza. La Regione, che inizialmente si smarcava dalla questione rimandando a Ministero e Ufficio Scolastico Regionale, adesso spiega che leggendo solo le ordinanze regionali, si dovrebbe dare una interpretazione restrittiva della questione, limitando la scuola aperta a disabili e certificati, e chiedendo che il Ministero intervenga chiarendo esattamente chi vuole coinvolgere.
Ecco la nota della Regione
In Emilia-Romagna, nei comuni in zona arancione scuro e in quelli in zona rossa, gli istituti scolastici sono già attivi per garantire attività e lezioni in presenza ad alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali e quando sia necessario l’uso di laboratori. Si tratta delle sole deroghe alla sospensione delle attività in presenza di servizi educativi per l’infanzia e scuole per l’infanzia e alla didattica a distanza al 100% dalle elementari alle superiori, così come previsto dalle ordinanze regionali che hanno istituito la zona arancione per la provincia di Reggio Emilia (in zona arancione nidi e materne sono aperte, solo Dad al 100% dalle elementari in su) e quella rossa (sospese le attività in presenza anche di nidi e materne) per la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, in coerenza con quanto previsto dal Dpcm nazionale in vigore da oggi, 6 marzo, e da quello precedente.- Carpi, mostra al Museo diocesano in occasione del festivalfilosofia
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