Consenso informato per i percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, Di Padova (Pd Modena): “Così si lasciano più soli i ragazzi più fragili”
MODENA - Una nota di Federica Di Padova, responsabile Scuola del Partito Democratico provinciale.
"L'approvazione definitiva della legge Valditara sul consenso informato per i percorsi di educazione affettiva e sessuale nelle scuole rappresenta un passo indietro per la tutela e il benessere delle nuove generazioni.
L'educazione affettiva e sessuale non mette in pericolo i ragazzi: li protegge. Significa fornire strumenti per comprendere il consenso, il rispetto, i confini nelle relazioni e la conoscenza del proprio corpo. Per questo siamo preoccupati che una legge nata con l'obiettivo dichiarato di tutelare i giovani rischi invece di lasciare più soli proprio quelli che hanno maggiore bisogno di supporto e di punti di riferimento.
Un bambino che conosce il significato dei confini personali è un bambino più protetto. Una ragazza che sa riconoscere un comportamento inappropriato dispone di maggiori strumenti per difendersi e chiedere aiuto. Molti episodi di abuso e violenza sui minori avvengono proprio all'interno di relazioni di fiducia: l'educazione è uno dei più importanti strumenti di prevenzione”: lo dichiara Federica Di Padova, responsabile provinciale Scuola del Partito Democratico di Modena.
"Non tutte le famiglie dispongono degli stessi strumenti per affrontare temi complessi come l'affettività, la sessualità, il rispetto reciproco e la prevenzione della violenza. Per questo la scuola svolge una funzione fondamentale e complementare a quella delle famiglie. Limitare questi percorsi rischia di colpire soprattutto i ragazzi più fragili, quelli che spesso trovano nella scuola un luogo sicuro di ascolto, confronto e crescita.
In una società segnata dall'aumento degli episodi di violenza di genere, bullismo, discriminazioni e dalla diffusione di modelli relazionali distorti attraverso i social network e la pornografia online, servirebbero più educazione e più consapevolezza, non nuovi ostacoli.”
“A Modena conosciamo il valore di una scuola che lavora insieme agli enti locali, alle associazioni, ai servizi educativi e socio-sanitari per promuovere benessere, inclusione e cittadinanza. È questa la strada da rafforzare.
La vera domanda è semplice: vogliamo ragazzi più informati, consapevoli e protetti, oppure lasciati soli davanti a fenomeni sempre più complessi? Noi scegliamo la prima strada".
Immagine di repertorio.
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