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14 Giugno 2024
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Covid, nell’anno della pandemia più di 5mila pazienti ricoverati tra Policlinico e Baggiovara

MODENA - Il 23 febbraio 2020, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha ricoverato il primo paziente positivo al Covid-19. Nei successivi 14 mesi, si legge nel comunicato stampa dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, sono stati circa 5.000 i pazienti Covid-19 positivi ricoverati tra Policlinico di Modena e Ospedale Civile di BaggiovaraLa mortalità è scesa dal 21,1% della prima ondata al 18% della seconda, fino al 13,9% della terza. Nei mesi più duri della pandemia, un ricoverato su 3 aveva il Covid-19. Questi sono solo alcuni dei dati raccolti in questi mesi dalla task-force aziendale che ha costruito un sistema di reportistica in tempo reale, necessario per pianificare il governo della situazione, in maniera flessibile e il più possibile predittiva. I numeri, inoltre, forniscono un interessante spaccato di questi lunghi mesi di pandemia.

“I dati che vi presentiamo oggi – commenta il direttore generale dell'AOU di Modena, Claudio Vagnini – sono frutto di un lavoro enorme che ha coinvolto personale amministrativo, medico e delle professioni sanitarie al quale vanno il ringraziamento e i complimenti della Direzione. I dati mostrano con l’evidenza dei numeri come le ormai troppe teorie complottiste su questa pandemia siano false. Significativo anche il dato della diminuzione della mortalità che dimostra come, pur nelle difficoltà, abbiamo imparato a rapportarci a questa patologia e a curarla meglio. L’andamento annuale dei contagi, e quindi dei ricoveri, ha messo a dura prova il sistema sanitario nel suo complesso, sia a livello ospedaliero che territoriale. Abbiamo retto, grazie al lavoro e alla responsabilità di tutti, ma la strada per uscire dalla crisi è ancora lunga. Solo mantenendo gli ormai noti atteggiamenti di responsabilità e prudenza potremo vincere questa guerra”.

Un anno di Covid-19, un progetto di governo clinico

“In oltre un anno di costante impegno in prima linea, l’Azienda ha saputo far fronte al tremendo impatto dell’emergenza sanitaria, con estremo sforzo, sfiorando più volte l’apnea, ma riuscendo sempre a gestire con successo i picchi delle tre ondate – aggiunge il dottor Luca Sircana, direttore sanitario dell’AOU - strutturando un governo flessibile dell’emergenza. Una strategia condivisa quotidianamente fra i diversi livelli aziendali e che ha trovato nell’analisi sistematica e tempestiva dei dati un prezioso strumento di supporto delle decisioni e del governo clinico, tanto sotto il profilo predittivo quanto dal punto di vista delle logiche di miglioramento correlate all’analisi retrospettiva”.

“Il Covid ha stravolto la vita di tutti e, all’interno della struttura ospedaliera, ogni servizio ha giocato il suo ruolo. Chi in prima linea, chi a diretto supporto dell’emergenza – riflette il direttore amministrativo Lorenzo Broccoli – La crisi ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza al sistema di tutti i ruoli professionali in azienda. L’etica personale, l’inventiva e la professionalità sono poi stati stimoli incredibili nella ricerca di soluzioni innovative. La raccolta dati strutturata e l’analisi tempestiva dei trend, in stretta sinergia fra ruoli sanitari e amministrativi, ha supportato il governo decisionale della Direzione e ha consentito di prevedere e anticipare gli aspetti più critici. In mezzo alle tante cose che la pandemia ci ha tolto, è altrettanto vero che sia stata proprio la crisi a farci gettare le basi per un modello organizzativo agile, che stiamo lavorando per consolidare al meglio anche in tempo di pace. Ci rafforza questa consapevolezza: si può fare, anche in Sanità Pubblica”.

Il “Rapporto Covid-19” è stato elaborato dal Controllo di Gestione e ripercorre 14 mesi di Covid nella AOU di Modena in formato infografico. “Quando l’ondata dell’emergenza ha investito l’ospedale, ci siamo chiesti subito cosa avremmo potuto fare, nel nostro ambito lavorativo, per aiutare la nostra struttura ad affrontare l’impatto - spiega Filippo Franchini, Direttore del Controllo di Gestione della AOU di Modena - abbiamo stretto un patto di responsabilità a livello di gruppo ed abbiamo rivoluzionato la nostra organizzazione interna, sperimentando l’efficacia di un Controllo di Gestione “agile”. Tutti e 15 i componenti del servizio hanno alternato modalità in presenza e smart working, garantendo l’ordinario da remoto e implementando soluzioni a supporto dell’emergenza”.

Il gruppo di lavoro del Controllo di Gestione ha sviluppato un cruscotto web ed un reporting giornaliero per raccogliere, monitorare e prevedere i flussi Covid in tempo reale, al fine di mettere a disposizione della Direzione le informazioni necessarie alle decisioni.

“Abbiamo spinto sulla pianificazione e investito nella relazione continua con le Direzioni Sanitaria e delle Professioni Infermieristiche – ha concluso Franchini – per disegnare la creazione della base dati in linea con le dinamiche aziendali. Supporto ai clinici nella codifica, analisi statistica e sviluppo informatico per ottimizzare le nostre soluzioni tecniche hanno fatto il resto. Solo grazie allo straordinario impegno ed al coinvolgimento di tutte le professionalità del gruppo il nostro contributo ha creato valore tangibile”.

L’algoritmo previsionale

“L’analisi dell’enorme mole di dati a disposizione – spiega Sircana, direttore sanitario dell’AOU di Modena - lo studio delle variabili osservazionali ed un approccio multidisciplinare alle dinamiche cliniche, statistiche ed epidemiologiche ha permesso alla AOU di Modena di elaborare, durante la seconda ondata, un algoritmo di calcolo previsionale finalizzato alla stima della dotazione ottimale di posti letto necessaria per far fronte in maniera adeguata ai ricoveri attesi per la settimana”.

L’algoritmo ha tenuto conto di diverse variabili tra cui:

  • tamponi processati quotidianamente in provincia
  • nuovi positivi giornalieri a Modena
  • analisi retrospettiva dei ricoveri in AOU, con focus su:
  • correlazione ed incidenza dei ricoveri sui nuovi positivi giornalieri
  • giorni medi intercorsi fra segnalazione di positività e ricovero in ospedale
  • analisi retrospettiva della degenza pazienti Covid in AOU, con focus su:
  • durata media della degenza
  • andamento settimanale medio, con simulazione impatto dei fine settimana
  • disponibilità giornaliera di posti letto, per reparto

“Abbiamo verificato – conclude il dottor Vagnini – la correlazione esistente fra nuove segnalazioni di positività sul territorio e ricoveri in ospedale e quantificata la latenza media di ricovero. E’ poi stata calcolata una formula capace di approssimare con buona attendibilità sia il punto di pareggio (Break Even Point) fra nuovi ricoveri attesi nella settimana e posti letti necessari, che la stima di presenti giornalieri, variabile in base all’andamento delle nuove positività quotidianamente riscontrate sul territorio”.

I numeri della pandemia

Sono stati 5.037 ricoveri Covid, fra Policlinico e Baggiovara, da marzo 2020 ad aprile 2021. La prima ondata ha visto entrare nei due ospedali 992 pazienti (dal 22 febbraio al 30 giugno 2020). Se l’estate ha allentato temporaneamente la morsa, con 115 ricoveri da luglio a settembre, sono purtroppo schizzati a 2.295 gli ingressi Covid nel corso della seconda ondata (dal 1° ottobre 2020 al 31 gennaio 2021), seguiti dai 1.625 della terza ondata (dal 1° febbraio 2021 al 30 aprile 2021).

Le tre ondate hanno mostrato caratteristiche notevolmente diverse fra loro:

  • discesa della curva

Il calo dei casi ricoverati è stato rapido nella prima ondata (dai 645 ricoveri di marzo ai 232 di aprile, fino ai 70 di maggio 2020). È stato lento nella seconda ondata (784 ricoveri a novembre, 569 a dicembre, 477 a gennaio e 435 a febbraio), per poi risalire nuovamente al picco massimo della terza ondata (789 di marzo 2021).

  • incidenza covid/no covid

Il picco settimanale di ricoveri Covid della prima ondata (211 fra 16 e 22 marzo 2020) è avvenuto in concomitanza con il minor numero di ricoveri Non Covid di sempre (poco oltre i 400 nella settimana dal 23 al 29 marzo 2020). La settimana con il maggior numero di ricoveri Covid è stata quella dal 9 al 15 novembre 2020, con 218 nuovi ingressi, mentre fra il 28 settembre ed il 4 ottobre si è registrato il maggior numero di nuovi ricoveri No Covid (ben 945). Nei mesi di picco delle tre ondate, l’incidenza dei ricoveri Covid si è attestata attorno al 30% sul totale degli ingressi in ospedale (27% in marzo 2020, 30% in novembre 2020 e 29% in marzo 2021).

La pressione sulla struttura

L’impatto dell’emergenza sanitaria sugli ospedali è stato altissimo. Nei picchi delle tre ondate, mediamente 1 paziente su 3 era Covid. La struttura ospedaliera ha attuato una strategia flessibile di rimodulazione organizzativa della disponibilità di posti letto, graduale e proporzionale all’andamento epidemiologico della pandemia sul territorio provinciale. Il maggior numero di pazienti Covid presenti in ospedale nei 13 mesi di emergenza sanitaria è stato registrato il 22 marzo 2021, picco della terza ondata, con 360 letti occupati. Sono stati 339 i presenti nel picco della seconda ondata, il 17 novembre 2020 e 298 quelli nel picco della prima ondata, il 30 marzo 2020. Dati complessivi fra presenti in reparti di degenza, terapie intensive e subintensive. Martedì 23 marzo 2021, all’indomani del picco della terza ondata, si è registrato il più alto tasso di incidenza di presenti Covid sul totale di ricoverati: 33,2%, con 346 pazienti Covid su 1.042 totali. Un rapporto superiore ad 1 Covid ogni 3 pazienti ricoverati.

Mortalità ed età media

Modena ha purtroppo pagato un prezzo altissimo in termini di decessi ospedalieri, ma ha anche dimostrato di saper rispondere in maniera eccezionale sul versante dell’efficacia delle cure. Nella AOU di Modena, il tasso di mortalità per Covid ha evidenziato un trend in costante riduzione: dal 21,1% della prima ondata (con picco massimo di 30,2% nel marzo 2020) al 18,3% medio della seconda ondata fino al 13,9% della terza ondata. L’età media si è mantenuta sostanzialmente stabile per i deceduti, attorno agli 80 anni (78,4 nella prima ondata, 79,2 nella seconda e nella terza). Più variabile l’età media dei pazienti dimessi, che sale dai 66,9 anni della prima ondata ai 68,6 della seconda, per poi ridiscendere fino ai 65 della terza ondata.

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