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16 Ottobre 2021

La ministra Lamorgese a Modena, i sindacati di Polizia: “Serve potenziamento degli organici”

MODENA – In occasione della presenza in città della ministra degli’Interni Luciana Lamorgese, i sindacati modenesi di polizia Silp per la Cgil, Uil Polizia e Siulp hanno diffuso una lettera, a lei indirizzata, per sottolineare la necessità di un potenziamento degli organici di Polizia nel territorio modenese. Questo il contenuto della lettera:

“Le diamo il benvenuto nella città di Modena e cogliamo l’occasione per evidenziarLe la criticità degli organici che investe la Polizia di Stato in questa Provincia. Da troppo tempo denunciamo questa difficile situazione, ma purtroppo non vediamo atti concreti, né impegni di risoluzione, per questa gravosa problematica che appare sempre più indifferibile. Alla luce dei numerosi pensionamenti che interesseranno la Polizia di Stato nei prossimi anni e senza una campagna di assunzioni all’orizzonte la nostra preoccupazione è ancora più forte perché questo territorio esprime realtà economiche, sociali e politiche paragonabili a realtà di più grandi dimensioni territoriali ed abitative, e richiede un notevole impiego di operatori di polizia, sia per il controllo del territorio che per la gestione dell’ordine pubblico.

La dotazione organica del personale risale ancora alle piante organiche degli anni 80, circa 500 unità complessive nella provincia, e nel tempo soprattutto in Questura e nei Commissariati dipendenti ha visto calare nell’ultimo decennio la dotazione di circa 80 unità a causa del mancato turn over, a fronte di una crescita dell’attività lavorativa che il territorio richiedeva. Nello stesso tempo la gestione delle attività legate al settore immigrazione ha richiesto un significativo incremento degli operatori, sia per quanto concerne l’ordinaria evasione di pratiche legate ai rilasci dei permessi di soggiorno che per la “gestione” delle irregolarità; operatori che quasi sempre sono stati assorbiti da altri uffici.

Questa situazione ha portato in questi anni, ad esempio, al ridimensionamento di altri presidi come il Posto di Polizia Centro che era un valido punto di riferimento per la città. Il potenziamento degli organici, che da tempo viene richiesto, come anche un migliore e più efficace Coordinamento tra le varie forze di Polizia, avrebbe ricadute positive sull’aumento delle attività malavitose legate al dinamico mondo dell’impresa modenese (riciclaggio, attività finanziarie illecite,
caporalato).

Come anche una più incisiva azione sull’evasione delle pratiche del settore Immigrazione avrebbe ricadute positive per quanto riguarda le “irregolarità” proprie del fenomeno. Tutto ricade invece da tempo sulle donne e sugli uomini della Polizia di Stato che sopperiscono alle carenze strutturali e di organico attraverso l’impegno personale, la grande professionalità e il senso di appartenenza, nonostante il contratto di lavoro scaduto da oltre 870 giorni. Auspichiamo pertanto un’attenzione sulla nostra realtà, consci delle problematiche nazionali, ma convinti che la nostra provincia meriti un adeguamento vero degli organici”.

Nella giornata di ieri, invece, a segreteria provinciale di Modena del sindacato del lavoratori della Polizia (Siulp), attraverso un comunicato stampa, aveva denunciato la mancanza, nel modenese, di personale qualificato, in seguito al pensionamento di 81 operatori dal 2014 ad oggi. In particolare, molti di questi operatori, secondo Siulp non adeguatamente sostituiti, svolgevano le funzioni di Polizia più qualificate. Di seguito, la nota stampa:

“Alcuni giorni fa abbiamo divulgato il numero degli agenti in incremento per il 2021 che, lo ricordiamo, saranno complessivamente 6, suddivisi tra la Questura di Modena e i Commissariati di Carpi, Sassuolo e Mirandola, più 1 agente per la Polizia Ferroviaria. Un risultato pessimo che dimostra ancora una volta la scarsissima attenzione verso le problematica di sicurezza di questo territorio, ma che soprattutto non lascia presagire nulla di buono per il futuro prossimo. Questo anche alla luce dei pensionamenti che ci sono stati e che in particolare ci saranno nei prossimi anni, sia per limiti di età che a domanda. A partire dal 2014 abbiamo perso per quiescenza molti validi colleghi, ma se in alcune annate come il 2014 sono andati in pensione solo 5 poliziotti, abbiamo purtroppo anche annate come il 2016 quando i cessati dal servizio sono stati ben 17.

Nel dettaglio, questa è la ripartizione: anno 2014 = 5 pensionamenti, 2015 = 12, 2016 =17, 2017 = 8, 2018 = 10, 2019 = 9, 2020 = 11. Per i soli primi sei mesi del 2021 sono già 9 i pensionamenti e non sappiamo quanti saranno complessivamente fino al 31 dicembre di quest’anno. Complessivamente, dal 01.01.2014 al 30.06.2021 la Polizia di Stato della provincia di Modena ha perso, per pensionamento, ben 81 operatori: mediamente sono quasi 12 operatori all’anno, suddivisi ovviamente tra vari ruoli e qualifiche. Peraltro, la stragrande maggioranza di questi 81 operatori, cioè nr. 70, rivestivano la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria, precisamente 31 appartenevano al ruolo degli ispettori e nr. 27 al ruolo dei sovrintendenti. Ciò significa aver perso preziose risorse di poliziotti che svolgevano le funzioni di polizia più qualificate, ovvero numerosi capufficio o capo settore.

Sostanzialmente, oltre a subire un decremento complessivo dell’organico, si è creato un vuoto nei ruoli apicali degli ufficiali di polizia giudiziaria e si è perso un prezioso patrimonio di esperienza e professionalità. Le problematiche di sicurezza, che spaziano dal controllo del territorio, passando per le investigazioni, senza tralasciare ordine pubblico, immigrazione e infiltrazioni mafiose, sono state più volete esaminate e denunciate non solo da questa O.S., ma anche dalle istituzioni locali, nonché dalle associazioni che rappresentano il mondo produttivo, industriale e commerciale di questa provincia. Tutti appelli rimasti inascoltati come i fatti dimostrano.

Ed allora bisogna che la politica locale tutta, che può avere un peso anche a livello nazionale sulle scelte in materia di ordine e sicurezza pubblica nella provincia di Modena, intervenga urgentemente in merito. E ciò al fine di interrompere il decadimento della sicurezza, come molte statistiche di importanti istituti di ricerca ed università hanno già certificato, per riportarlo a quei livelli di sopportazione fisiologica più consoni a questo territorio. Gli operatori delle forze di polizia non possono essere lasciati, pochi e soli, nel contrasto all’illegalità anche perché, più di quello che fanno, altro non possono fare”.

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