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23 Settembre 2021

Medolla, davanti al municipio inaugurata piazza della Repubblica

MEDOLLA – In occasione del 2 giugno 2021, 75esimo anniversario della nascita della Repubblica italiana, è stata inaugurata, a Medolla, davanti al nuovo municipio post-sisma, piazza della Repubblica. Questo il post pubblicato sulla propria pagina Facebook dal sindaco di Medolla, Alberto Calciolari:

“Viva l’Italia, viva la Repubblica. È una grande soddisfazione sapere che a Medolla ora c’è una piazza dedicata alla Repubblica: quella del municipio, che da oggi non sarà più ubicato in viale delle Rimembranze 19, ma in piazza della Repubblica 1.
In questa giornata in cui ricorre il LXXV anniversario della Repubblica mi sembrava un gesto dovuto nei confronti della nostra comunità inaugurare questa dedica. Come mi sembrava giusto restituire alla comunità la lapide che ricordava il ventennale della resistenza, un tempo posizionata davanti al vecchio municipio e da oggi posizionata davanti al teatro. Mi è parso molto opportuno celebrare questo evento con tanti giovani: protagonisti della giornata sono stati gli allievi della scuola di musica Andreoli e i rappresentanti del consiglio comunale dei ragazzi. Ho ancora nel cuore i loro sguardi, il loro entusiasmo. Ragazzi, avanti così!
Ringrazio le tante persone che sono intervenute, nonostante la mattina decisamente calda, e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: non li cito ma sono tutti nel cuore mio e della nostra comunità”.
Di seguito, alcune immagini dell’inaugurazione di piazza della Repubblica:
Il post del sindaco Calciolari prosegue, poi, con il testo dell’intervento pronunciato durante la cerimonia:
“Gentili autorità, cittadine e cittadini, vi do il benvenuto a questa manifestazione nella quale ricordiamo il settantacinquesimo anniversario dalla nascita della Repubblica. E credo che il modo migliore per celebrare questa giornata sia proprio questo: farlo assieme alle giovani generazioni, la parte più preziosa della nostra comunità perché a loro appartiene il futuro della nostra Repubblica e a loro le altre generazioni devono passare il testimone. La Repubblica non è nata solo settantacinque anni fa, ma nasce anche oggi, ogni giorno sui banchi di scuola, nelle aule dove si educano le ragazze e i ragazzi a diventare cittadini, dove si edificano le coscienze del futuro della nostra nazione.
La Repubblica nasce ogni giorno così nelle aule del parlamento come nella sala consigliare del più sperduto comune della nostra penisola, dove dalla dialettica e dal confronto democratico nascono le leggi e gli atti di governo e si amministra la cosa pubblica mediante responsabilità, partecipazione e condivisione. La Repubblica nasce ogni giorno nelle aule giudiziarie, dove la giustizia viene amministrata nel nome del popolo italiano. La Repubblica nasce ogni giorno nelle corsie degli ospedali, nei luoghi di cura dove il lavoro dei professionisti della sanità offre ristoro alla sofferenza delle persone e, così facendo, assicura un diritto costituzionalmente garantito. E di quanto sia prezioso, di quanto faccia la differenza questo diritto, di quanto sia importante il lavoro di medici ed infermieri abbiamo avuto la prova in questi due anni di pandemia.
La Repubblica nasce ogni giorno nei luoghi di cultura, nei teatri, nelle biblioteche, nei musei dove vengono conservate e messe a disposizione delle presenti e future generazioni le opere del talento e del genio, i modelli della bellezza e dell’intelletto, di cui lo spirito della nazione e dell’umanità deve alimentarsi. La Repubblica nasce ogni giorno nelle redazioni dei giornali, nei luoghi dove si producono le notizie e, in tal modo, si esercita il diritto all’informazione, ad una informazione giusta, operata da professionisti con la schiena diritta. La Repubblica nasce ogni giorno in ogni luogo dove le persone si riuniscono liberamente, nei luoghi di lavoro, negli uffici, nelle famiglie, dove ogni cittadino, nella libertà, nella pace e nella democrazia assicurate dal nostro ordinamento, contribuisce al progresso materiale e morale ed al benessere della nazione.
La Repubblica muore invece ogni giorno laddove la politica si riduce a puro esercizio del potere ed abbandona il proprio ruolo di servizio; o, ancor peggio, laddove essa fomenta anziché ricomporre le fratture e le conflittualità sociali. La Repubblica muore ogni giorno dove i diritti sanciti dalla costituzione non sono assicurati dalle istituzioni ma divengono privilegi di pochi. Dove ai giovani non è riconosciuto il diritto a sognare l’”ascensore sociale”, ad affermarsi cioè mediante lo studio e le proprie capacità, e a migliorare la propria condizione. Dove il lavoro anziché essere motivo di realizzazione personale diventa causa di morte. La Repubblica muore ogni giorno laddove le persone in condizione di fragilità non hanno accesso ai servizi e ai benefici di cui hanno bisogno, o anche laddove questi servizi e benefici sono erogati in forma di concessione anziché di diritto.
Tutto questo per ricordare che la democrazia, fondamento su cui si erge la Repubblica, non deve mai essere considerata una cosa scontata, ma va conquistata e mantenuta in vita giorno dopo giorno. Essa va alimentata con la fiamma delle nostre vigili coscienze.
E d’altra parte, può sembrare facile vivere in democrazia, ma non è così. Paradossalmente, sarebbe più facile essere sudditi che cittadini. Perché per essere cittadini consapevoli occorre un lungo apprendistato ed una robusta educazione al civismo, al senso delle istituzioni, al gusto della partecipazione, che solo una scuola evoluta e matura può offrire. Per questo, l’ho detto e lo ripeto, la scuola, assieme a tutte le agenzie educative, resta la prima indispensabile chiave di accesso alla cittadinanza e, quindi, una delle più importanti basi su cui si fonda la Repubblica. Vivere in democrazia significa assaporare la libertà, ma comporta anche l’assunzione delle responsabilità o, meglio, della corresponsabilità nei destini delle singole comunità e della nazione, perché le sorti di una Repubblica dipendono dal comportamento e dalle scelte di tutti i cittadini.
E per questo la prima ed importante difesa della nostra Repubblica, come di qualsiasi stato ad ordinamento democratico, non è la forza degli eserciti, ma il grado di maturità civica dei cittadini, cui aggiungo la coesione delle proprie comunità.
Così, la nostra Repubblica, nata dal sangue di un’Europa uscita da due conflitti senza precedenti, dalla barbarie di regimi totalitaristi, dove proprio le giovani generazioni pagarono il prezzo più alto, oggi e domani sia forte, ancora una volta grazie a tutte le generazioni, ed in particolare a quelle più giovani che rappresentano il nostro futuro. Ed è con questi intendimenti che oggi festeggiamo il compleanno della Repubblica italiana. Viva l’Italia, viva la Repubblica!”
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